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Trasferimento d’azienda e licenziamento: Cassazione inammissibile

Una Società ha impugnato la decisione che aveva annullato i licenziamenti di alcuni Lavoratori, ritenendo che l’accordo originario fosse una locazione e non un trasferimento d’azienda. I giudici precedenti avevano invece qualificato l’operazione come trasferimento d’azienda, con conseguente subentro della Società nei rapporti di lavoro e illegittimità dei licenziamenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Società. Ha confermato che la questione del trasferimento d’azienda e licenziamento non poteva essere riesaminata in Cassazione, in quanto richiedeva una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Società è stata condannata a pagare le spese legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 24757 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il Trasferimento d’azienda e licenziamento: quando i lavoratori sono tutelati

Il tema del trasferimento d’azienda e licenziamento è di grande importanza nel diritto del lavoro. Questa recente ordinanza della Corte di Cassazione offre chiarimenti fondamentali sulle tutele dei lavoratori in caso di passaggio di un’attività economica da un proprietario all’altro. La sentenza sottolinea l’importanza di una corretta qualificazione giuridica degli accordi tra aziende, specialmente quando questi influenzano direttamente i rapporti di lavoro.

La vicenda: locazione o trasferimento d’azienda?

La controversia ha avuto origine da un accordo stipulato nel lontano 1972 tra due Società. Una Società, che chiameremo l’Azienda Cedente, aveva in essere un rapporto con un’altra, l’Azienda Subentrante. L’Azienda Subentrante ha sempre sostenuto che l’accordo fosse un semplice contratto di locazione di immobili. Al contrario, i Lavoratori coinvolti e i giudici di merito hanno ritenuto che si trattasse di un vero e proprio trasferimento di un complesso aziendale, organizzato per lo svolgimento di un’attività economica. Questa distinzione è cruciale, poiché le conseguenze sui rapporti di lavoro sono profondamente diverse.

Le conseguenze del trasferimento d’azienda sui rapporti di lavoro

Quando si verifica un trasferimento d’azienda e licenziamento, la legge italiana, in particolare l’articolo 2112 del Codice Civile, stabilisce che i rapporti di lavoro passano automaticamente al nuovo proprietario. Questo significa che l’Azienda Subentrante assume tutti i diritti e gli obblighi del precedente datore di lavoro. Nel caso specifico, i giudici di merito hanno accertato che l’Azienda Subentrante era subentrata nella titolarità dei rapporti di lavoro. Di conseguenza, i licenziamenti collettivi disposti dal curatore fallimentare dell’Azienda Cedente sono stati considerati illegittimi. Il curatore, infatti, aveva perso il potere di licenziare i dipendenti, poiché la responsabilità era passata all’Azienda Subentrante. I Lavoratori avevano quindi diritto alla reintegrazione e alla ricostruzione completa del loro rapporto di lavoro.

L’appello della Società e le sue contestazioni sul trasferimento d’azienda e licenziamento

L’Azienda Subentrante, non accettando le decisioni dei gradi precedenti, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Ha sollevato due punti principali. Primo, ha contestato l’applicazione del cosiddetto

Cosa succede ai lavoratori in caso di trasferimento d’azienda?
In caso di trasferimento d’azienda, i rapporti di lavoro passano automaticamente al nuovo proprietario. Questo significa che il nuovo titolare subentra in tutti i diritti e gli obblighi del precedente datore di lavoro, garantendo la continuità dell’impiego.

Quando un licenziamento è illegittimo dopo un trasferimento d’azienda?
Un licenziamento è illegittimo se il trasferimento d’azienda non è stato gestito correttamente o se il nuovo datore di lavoro non rispetta i diritti acquisiti dai lavoratori. La legge tutela la continuità del rapporto di lavoro, rendendo nulli i licenziamenti non giustificati da valide ragioni economiche o organizzative successive al trasferimento.

La Corte di Cassazione può riesaminare i fatti di una causa?
No, la Corte di Cassazione non riesamina i fatti. Il suo compito è verificare se i giudici precedenti hanno applicato correttamente le leggi e se la motivazione della sentenza è logica e completa. Se un ricorso chiede di rivalutare le prove o i fatti, viene dichiarato inammissibile.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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