\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Soccombenza reciproca: chi paga le spese legali?

Una società di servizi, condannata a un risarcimento danni inferiore a quello richiesto, ha impugnato la decisione che la obbligava a pagare tutte le spese legali, invocando la soccombenza reciproca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l’accoglimento parziale di un’unica domanda non configura soccombenza reciproca. Di conseguenza, la parte la cui responsabilità è stata accertata è considerata interamente soccombente e deve sostenere tutte le spese processuali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 33669 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 22 febbraio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Soccombenza Reciproca: la Cassazione chiarisce chi paga le spese

Una delle domande più frequenti in un contenzioso è: se vinco la causa ma ottengo meno di quanto avevo chiesto, chi paga le spese legali? La questione ruota attorno al concetto di soccombenza reciproca, recentemente oggetto di un’importante precisazione da parte della Corte di Cassazione. Con l’ordinanza n. 33669/2023, i giudici hanno ribadito un principio fondamentale: l’accoglimento parziale di una domanda di risarcimento non implica automaticamente una ripartizione delle spese. Vediamo perché.

I Fatti del Caso

La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento danni avanzata da un proprietario immobiliare contro una società di gestione della rete fognaria. A causa di infiltrazioni, l’immobile aveva subito danni e il proprietario aveva citato in giudizio la società per ottenere il ristoro.

Il Tribunale di primo grado aveva riconosciuto la responsabilità della società, condannandola a pagare una somma, seppur inferiore a quella originariamente richiesta dal danneggiato. In appello, la Corte confermava la responsabilità della società e l’importo del risarcimento, ma riformava la decisione sulle spese del primo grado, ponendole integralmente a carico della società convenuta. Quest’ultima, ritenendosi parzialmente vittoriosa dato l’accoglimento solo parziale della richiesta economica, ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l’esistenza di una soccombenza reciproca.

La questione della Soccombenza Reciproca in Cassazione

Il motivo centrale del ricorso della società si basava sulla presunta violazione dell’articolo 92 del codice di procedura civile. Secondo la ricorrente, il fatto che la domanda risarcitoria fosse stata accolta per un importo notevolmente inferiore a quello richiesto avrebbe dovuto portare il giudice a compensare, almeno in parte, le spese legali tra le parti. In sostanza, la società sosteneva che entrambe le parti fossero uscite dal giudizio parzialmente sconfitte.

La difesa della società mirava a dimostrare che la vittoria del proprietario era solo parziale e che, di conseguenza, non era giusto addebitare alla società la totalità delle spese processuali. Questo argomento è molto comune nelle aule di giustizia, ma la Cassazione ha colto l’occasione per fare definitiva chiarezza.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il motivo infondato, rigettando il ricorso. La decisione si allinea a un precedente e autorevole pronunciamento delle Sezioni Unite (sent. n. 32061/2022), che ha tracciato una linea netta sulla questione.

Il principio chiave affermato è il seguente: l’accoglimento di una domanda in misura ridotta rispetto al richiesto non costituisce soccombenza reciproca. Quest’ultima si configura solo in due ipotesi specifiche:

  1. Pluralità di domande contrapposte: quando entrambe le parti avanzano domande l’una contro l’altra e il giudice ne accoglie alcune e ne respinge altre.
  2. Unica domanda articolata in più capi: quando una singola domanda è composta da più richieste distinte e autonome (ad esempio, risarcimento per danno emergente e per lucro cessante) e il giudice ne accoglie solo alcune.

Nel caso in esame, vi era un’unica domanda di risarcimento del danno. Il proprietario è risultato vittorioso sull’esistenza del suo diritto al risarcimento (an debeatur), mentre la riduzione della somma (quantum debeatur) non intacca la sua posizione di parte vincitrice. La società, essendo stata riconosciuta responsabile del danno, è la parte totalmente soccombente e, come tale, è tenuta a rimborsare integralmente le spese di lite alla controparte, secondo il principio generale stabilito dall’art. 91 c.p.c.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale di grande rilevanza pratica. Chi agisce in giudizio per un risarcimento e ottiene una sentenza favorevole sulla responsabilità del convenuto, non dovrà temere una compensazione delle spese solo perché il giudice ha liquidato un importo inferiore alle sue aspettative.

La decisione della Cassazione rafforza la tutela del creditore/danneggiato, stabilendo che la vittoria sul diritto è l’elemento decisivo per l’attribuzione delle spese. La quantificazione del danno è una valutazione successiva che non trasforma il vincitore in un ‘parzialmente sconfitto’. Per le aziende e i privati, questo significa che una difesa basata esclusivamente sulla riduzione dell’importo richiesto non sarà sufficiente a evitare la condanna al pagamento di tutte le spese legali, se la propria responsabilità viene accertata.

Se chiedo un risarcimento di 10.000 euro e il giudice me ne riconosce solo 4.000, si verifica una soccombenza reciproca?
No. Secondo la Corte di Cassazione, l’accoglimento della domanda per un importo inferiore a quello richiesto non configura una soccombenza reciproca, poiché la parte che ha agito in giudizio è risultata comunque vittoriosa nel veder riconosciuto il proprio diritto al risarcimento.

In caso di accoglimento parziale della mia richiesta di risarcimento, chi paga le spese legali?
Le spese legali sono interamente a carico della parte che è stata giudicata responsabile e condannata al pagamento. Anche se l’importo è inferiore a quello domandato, la parte condannata è considerata l’unica soccombente e deve quindi sostenere tutti i costi del processo.

Quando si applica concretamente il principio della soccombenza reciproca?
La soccombenza reciproca si applica quando ci sono più domande contrapposte tra le parti e ognuna viene parzialmente accolta, oppure quando un’unica domanda è composta da più capi (richieste distinte) e solo alcuni di essi vengono accolti dal giudice.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati