Scout Speed: la Cassazione conferma l’obbligo di presegnalazione
L’utilizzo dei dispositivi per il controllo della velocità, come lo Scout Speed, deve sempre rispettare il principio di trasparenza verso l’automobilista. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha messo un punto fermo su una questione molto dibattuta: le multe elevate con sistemi di rilevamento dinamico sono nulle se non preventivamente segnalate.
Il caso del rilevamento dinamico
La vicenda riguarda un automobilista sanzionato per aver superato i limiti di velocità in un tratto stradale monitorato da un dispositivo installato a bordo di un’auto della polizia locale. Il sistema utilizzato, noto come Scout Speed, permette di misurare la velocità dei veicoli in movimento. Tuttavia, la postazione non era stata segnalata in alcun modo, portando il cittadino a impugnare il verbale dinanzi al Giudice di Pace.
Sia il primo grado che l’appello hanno dato ragione all’automobilista, annullando la sanzione. L’ente locale ha quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che per i dispositivi dinamici non fosse necessario l’obbligo di preavviso, basandosi su una specifica deroga contenuta in un decreto ministeriale del 2007.
La gerarchia delle fonti e l’obbligo di avviso
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo un principio fondamentale del nostro ordinamento: la gerarchia delle fonti. L’articolo 142, comma 6-bis, del Codice della Strada è una norma primaria che impone la presegnalazione per tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale. Un decreto ministeriale, essendo una fonte secondaria, non può derogare a quanto stabilito dalla legge ordinaria.
I giudici hanno sottolineato che la finalità della segnalazione è quella di orientare la condotta di guida degli automobilisti, prevenendo incidenti e garantendo la sicurezza, piuttosto che finalizzare l’accertamento alla mera riscossione di sanzioni. Pertanto, l’esonero dall’obbligo di presegnalazione per lo Scout Speed previsto dal D.M. 15 agosto 2007 deve essere disapplicato dal giudice.
Le motivazioni
La decisione si fonda sulla natura imperativa dell’obbligo di preventiva segnalazione. La legge rimette ai decreti ministeriali solo l’individuazione delle modalità attuative (come l’uso di messaggi luminosi sui veicoli), ma non il potere di eliminare l’obbligo stesso. La Corte ha ribadito che non esiste una distinzione ragionevole tra postazioni fisse e mobili che giustifichi la mancanza di informazione per l’utente della strada.
Le conclusioni
In conclusione, ogni dispositivo di controllo della velocità deve essere reso visibile e segnalato agli utenti. Per i sistemi dinamici, ciò può avvenire tramite l’installazione di pannelli luminosi sul veicolo di pattuglia con scritte sintetiche come controllo velocità. In assenza di tali accorgimenti, il diritto di difesa del cittadino e il principio di lealtà tra pubblica amministrazione e privato risultano lesi, determinando l’inevitabile annullamento della sanzione amministrativa.
Lo Scout Speed deve essere sempre segnalato?
Sì, la Cassazione ha stabilito che l’obbligo di presegnalazione vale per tutte le tipologie di controllo della velocità, inclusi i dispositivi dinamici montati su auto in movimento.
Cosa succede se ricevo una multa senza cartelli di avviso?
Se la postazione di controllo non era preventivamente segnalata e ben visibile, il verbale può essere impugnato e annullato per violazione dell’articolo 142 del Codice della Strada.
Una norma ministeriale può eliminare l’obbligo di avviso?
No, un decreto ministeriale non può derogare a una legge primaria come il Codice della Strada, che impone la trasparenza e la preventiva informazione nei controlli stradali.