\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Responsabilità solidale: come funziona il regresso

Le Sezioni Unite affrontano il tema della responsabilità solidale tra struttura sanitaria e medico. La decisione chiarisce che, nel rapporto interno, il debito si divide in base alla gravità della colpa. In mancanza di prova contraria, le quote si presumono uguali, ma la struttura può agire in regresso per l’intero se il danno è imputabile esclusivamente alla condotta del professionista.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. U Num. 25158 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 14 agosto 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Responsabilità solidale: come si divide il risarcimento?

La responsabilità solidale costituisce un principio fondamentale del nostro ordinamento civile, finalizzato a garantire la massima tutela al soggetto danneggiato. Quando più persone concorrono nel causare un danno, la legge permette alla vittima di rivolgersi a uno solo dei responsabili per ottenere l’intero risarcimento. Questo meccanismo, tuttavia, apre complessi interrogativi sulla successiva ripartizione interna del debito, specialmente nel delicato ambito della colpa medica.

Il principio della responsabilità solidale tra medico e struttura

Nell’ambito di un errore medico, solitamente si configura una responsabilità solidale tra la struttura sanitaria e il professionista che ha materialmente eseguito la prestazione. La giurisprudenza ha consolidato l’idea che la clinica risponda per il fatto dei propri ausiliari, ma ciò non significa che il peso economico del risarcimento debba gravare per sempre solo su un soggetto. La questione centrale riguarda come questo peso debba essere redistribuito una volta che il paziente è stato risarcito.

I fatti oggetto del provvedimento

Il caso esaminato trae origine da una richiesta di risarcimento danni avanzata per un errore durante un intervento chirurgico. La struttura sanitaria, dopo essere stata condannata a risarcire il paziente, ha attivato le procedure per ottenere dal medico la restituzione di quanto versato. Il punto di scontro riguardava la misura di tale rimborso: se dovesse essere totale, parziale o diviso al 50% in virtù delle presunzioni di legge.

La decisione della Corte

Le Sezioni Unite hanno stabilito criteri precisi per la gestione del regresso. La Corte ha confermato che, nel rapporto interno tra i co-debitori, il debito si divide in proporzione alla rispettiva colpa e alle conseguenze che ne sono derivate. Tuttavia, è stata fatta chiarezza sulla presunzione di uguaglianza delle quote, specificando che tale presunzione può essere superata solo fornendo prove concrete sulla differente gravità delle condotte.

le motivazioni

Le ragioni della decisione risiedono nella necessità di equilibrare l’efficienza del risarcimento per il danneggiato con l’equità tra i responsabili. La Corte ha spiegato che la struttura sanitaria non può sempre pretendere il rimborso integrale dal medico solo perché l’errore è materiale, poiché la struttura stessa fornisce l’organizzazione e i mezzi che possono aver contribuito o non impedito l’evento. Se però viene dimostrato che il danno è una conseguenza esclusiva ed eccezionale della condotta del medico, la presunzione di divisione paritaria viene meno, permettendo alla struttura di recuperare l’intera somma. Il giudice deve quindi valutare il grado di colpa specifica di ogni attore coinvolto.

le conclusioni

In conclusione, la sentenza stabilisce che il criterio della responsabilità solidale protegge il creditore, ma non esime il giudice dal pesare correttamente le colpe individuali nella fase di regresso. La struttura sanitaria e il medico devono essere consapevoli che, in mancanza di una prova rigorosa sulla distribuzione delle colpe, il carico economico verrà diviso a metà. Questa pronuncia incentiva una maggiore attenzione nella documentazione dei processi clinici e organizzativi, poiché solo attraverso prove chiare sarà possibile spostare l’onere economico sulla parte effettivamente responsabile del danno in misura superiore alla metà.

Cosa succede se la struttura sanitaria paga tutto il risarcimento?
La struttura ha il diritto di avviare un’azione di regresso verso il medico per ottenere il rimborso della sua quota di responsabilità, che solitamente si presume pari al 50%.

È possibile che il medico debba rimborsare l’intera somma alla clinica?
Sì, questo accade se la struttura riesce a dimostrare in giudizio che la responsabilità del danno è imputabile esclusivamente alla colpa grave o al dolo del medico.

Come vengono divise le quote se non si riesce a provare chi ha più colpa?
In assenza di prove specifiche sulla gravità delle rispettive condotte, la legge prevede che le quote di debito tra i responsabili solidali siano considerate uguali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati