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Responsabilità infiltrazioni lastrico solare: chi paga

La Corte d’Appello ha confermato la condanna solidale di un gestore telefonico, di un architetto e di un’impresa edile per la responsabilità infiltrazioni lastrico solare. La decisione stabilisce che il danno arrecato agli appartamenti sottostanti deriva dal concorso di colpe tra la presenza di impianti pesanti, una progettazione insufficiente e un’esecuzione dei lavori non a regola d’arte.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI GENOVA N. 284 2026 - N. R.G. 00000600 2023 DEPOSITO MINUTA 16 03 2026 PUBBLICAZIONE 17 03 2026
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Responsabilità infiltrazioni lastrico solare: la parola alla Corte

Il tema della responsabilità infiltrazioni lastrico solare rappresenta una delle fonti più frequenti di contenzioso condominiale, soprattutto quando la copertura comune ospita impianti privati o è oggetto di ristrutturazioni parziali. Una recente sentenza della Corte d’Appello ha fatto chiarezza su come debbano essere ripartite le colpe quando il danno è causato da una pluralità di fattori e soggetti.

I fatti di causa: infiltrazioni e pluralità di soggetti

La vicenda nasce dalle gravi infiltrazioni d’acqua subite da alcuni appartamenti situati all’ultimo piano di un edificio. La causa del danno è stata individuata nel degrado del lastrico solare, aggravato dalla presenza di stazioni radio base per telecomunicazioni e da interventi di manutenzione non risolutivi.

In primo grado, il Tribunale aveva condannato in solido il gestore telefonico, l’architetto progettista e direttore dei lavori, nonché l’impresa che aveva installato una copertura protettiva temporanea. Il gestore telefonico ha proposto appello, sostenendo l’assenza di un nesso causale diretto tra le proprie antenne e le infiltrazioni, e accusando il condominio di aver scelto una riparazione economica e insufficiente anziché un rifacimento totale.

La decisione della Corte d’Appello sulla responsabilità infiltrazioni lastrico solare

La Corte d’Appello ha rigettato i gravami, confermando integralmente la sentenza di primo grado. Il punto centrale della decisione riguarda l’applicazione della responsabilità solidale. Anche se i soggetti coinvolti hanno agito per titoli diversi (contrattuali o extracontrattuali), tutti hanno concorso a determinare l’unico evento dannoso: la penetrazione d’acqua negli appartamenti.

La Corte ha stabilito che la presenza di impianti pesanti, ancorati tramite tirafondi che perforano la guaina isolante, costituisce una concausa determinante del danno. Allo stesso tempo, i tecnici e le imprese non sono stati esentati da colpa per aver accettato di eseguire o progettare interventi “minimali” che non potevano tecnicamente garantire la tenuta del tetto.

le motivazioni

Le motivazioni della Corte si basano su accertamenti peritali rigorosi che hanno dimostrato come la responsabilità infiltrazioni lastrico solare fosse imputabile a diversi fattori concorrenti. In primo luogo, è stato accertato che i basamenti delle antenne telefoniche non erano stati adeguatamente sigillati, permettendo all’acqua di filtrare attraverso i bulloni di ancoraggio.

In secondo luogo, l’architetto è stato ritenuto responsabile per imperizia: in qualità di professionista, avrebbe dovuto sconsigliare un intervento di riparazione parziale su una struttura già gravemente ammalorata, o quantomeno segnalare formalmente l’inutilità tecnica di tale scelta. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il progettista deve agire con la diligenza professionale del “buon padre di famiglia”, rifiutando istruzioni del committente che contrastino con le regole dell’arte. Infine, l’impresa edile è stata condannata per aver mal eseguito l’installazione di una copertura a pallone, danneggiando ulteriormente i canali di scolo.

le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma che la responsabilità infiltrazioni lastrico solare grava su tutti i soggetti le cui condotte, seppur autonome, si intrecciano nel causare il danno. La solidarietà passiva tutela il danneggiato, permettendogli di ottenere l’intero risarcimento da uno qualunque dei responsabili, i quali potranno poi regolare i conti tra loro tramite l’azione di regresso basata sulle percentuali di colpa stabilite (nella specie: 35% al gestore, 20% all’architetto, 20% all’impresa e 20% imputato alla vetustà della struttura). Questo provvedimento serve da monito ai professionisti e alle aziende: la convenienza economica o le richieste al risparmio del committente non giustificano mai la deroga alla sicurezza e alla correttezza tecnica.

Chi risponde dei danni se sul tetto ci sono impianti privati?
Rispondono solidalmente sia il proprietario degli impianti che il condominio se le installazioni hanno contribuito a causare le infiltrazioni attraverso perforazioni della guaina o cattiva sigillatura.

Il tecnico è responsabile per un progetto di riparazione parziale?
Sì, il progettista risponde se accetta di eseguire un intervento minimo che si rivela tecnicamente insufficiente a risolvere il problema invece di prescrivere un rifacimento totale necessario.

Come si ripartiscono le colpe tra i vari responsabili del danno?
Il giudice stabilisce le percentuali di colpa basandosi sulle perizie tecniche, ma verso il danneggiato opera la responsabilità solidale per l’intero importo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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