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Responsabilità degli amministratori: condannato l’ex presidente

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti dell’ex amministratore di una cooperativa edilizia per gravi episodi di mala gestio. Tra le contestazioni principali figurano la costruzione abusiva di appartamenti in esubero e la mancata contabilizzazione di somme versate dai soci. I giudici hanno chiarito che l’interruzione della prescrizione contro uno dei co-obbligati ha effetto anche verso gli altri, respingendo la tesi della prescrizione del diritto. Inoltre, la Corte ha validato l’uso della perizia stragiudiziale di parte per quantificare il danno e ha confermato la spettanza della rivalutazione monetaria. La sentenza consolida i principi in tema di responsabilità degli amministratori, respingendo integralmente il ricorso dell’ex presidente.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 25593 Anno 2023
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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

La responsabilità degli amministratori e la gestione della cooperativa

La gestione di una società richiede diligenza e rispetto delle regole. Quando queste mancano, scatta la responsabilità degli amministratori. La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una cooperativa edilizia danneggiata dalle scelte del suo ex presidente. L’ex presidente ha compiuto gravi irregolarità nella gestione finanziaria e nella costruzione di un immobile. La cooperativa ha chiesto il risarcimento dei danni per le spese impreviste e per la mancata registrazione di somme nei bilanci. Questa vicenda mostra come la legge tuteli severamente il patrimonio sociale contro i comportamenti scorretti dei gestori.

La contestazione dei fatti e la difesa dell’amministratore

La cooperativa ha contestato all’ex amministratore diverse condotte dannose. Egli ha autorizzato la costruzione di tredici appartamenti invece dei nove previsti dalla concessione edilizia. Questo abuso ha costretto la cooperativa a pagare varianti di progetto e lavori di sanatoria. Inoltre, l’amministratore non ha registrato in contabilità i versamenti dei soci e i fondi ricevuti da un’altra cooperativa. L’ex presidente si è difeso eccependo la prescrizione (la perdita del diritto per il decorso del tempo) dell’azione legale contro di lui. Egli ha sostenuto che la notifica dell’atto di causa fosse arrivata in ritardo rispetto ai termini di legge.

Il valore della perizia privata nel risarcimento dei danni

Un altro punto centrale ha riguardato la prova del danno subito dalla cooperativa. Il giudice d’appello ha quantificato il risarcimento basandosi su una perizia stragiudiziale (una consulenza tecnica redatta da un professionista privato fuori dal processo). L’ex amministratore ha contestato questa decisione. Egli riteneva che una perizia privata non potesse costituire una prova sufficiente senza una consulenza d’ufficio disposta dal tribunale. La Cassazione ha chiarito che il giudice può usare i documenti privati se motivatamente ritenuti attendibili. Il principio del libero convincimento permette infatti di valutare tutte le prove presentate dalle parti.

Le motivazioni della sentenza sulla responsabilità degli amministratori

I giudici della Suprema Corte hanno respinto tutti i motivi di ricorso dell’ex presidente. Riguardo alla prescrizione, la Corte ha applicato la regola della solidarietà (il vincolo comune che unisce i debitori). La notifica tempestiva a un altro consigliere ha interrotto i termini anche per il presidente. La legge prevede che l’atto interruttivo contro un debitore in solido (responsabilità comune) abbia effetto verso tutti gli altri. Non rileva il fatto che si tratti di una causa facoltativa e non obbligatoria. Inoltre, la Corte ha accertato l’esistenza di un giudicato esterno (una decisione precedente ormai definitiva). I fatti relativi alla costruzione abusiva e alle somme non registrate erano già stati accertati in un altro processo. Tali questioni non potevano essere ridiscusse. Infine, la Corte ha confermato la validità della perizia privata e la spettanza della rivalutazione monetaria per il danno subito.

Le conclusioni sul caso di responsabilità degli amministratori

La decisione della Cassazione stabilisce un principio chiaro per la tutela delle società. L’ex amministratore deve risarcire interamente i danni causati dalla sua cattiva gestione. Egli perde definitivamente la causa e deve pagare anche le spese del giudizio di legittimità. La sentenza conferma che la responsabilità degli amministratori non può essere evitata con cavilli procedurali sulla prescrizione se vi sono più soggetti responsabili. I gestori devono operare con la massima trasparenza e nel rispetto dei titoli edilizi. Chi viola questi doveri risponde con il proprio patrimonio personale dei danni arrecati alla compagine sociale.

L’interruzione della prescrizione contro un amministratore vale anche per gli altri co-obbligati?
Sì, la notifica tempestiva dell’atto a uno dei soggetti responsabili in solido interrompe la prescrizione anche nei confronti di tutti gli altri.

Il giudice può quantificare il danno basandosi solo su una perizia di parte?
Sì, il giudice può porre a fondamento della decisione una perizia stragiudiziale se fornisce un’adeguata motivazione della sua scelta.

La delibera dell’assemblea dei soci esclude la responsabilità dell’amministratore per abusi edilizi?
No, l’amministratore ha il dovere di gestire la società nel rispetto della legge e non può giustificare un illecito edilizio con il voto dei soci.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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