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Responsabilità custode strada: il caso del pedone

La Corte d’Appello ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento per una caduta in una buca stradale. La decisione analizza la responsabilità custode strada ai sensi dell’art. 2051 c.c., stabilendo che la condotta imprudente della vittima, la quale indossava calzature inadatte in condizioni di piena luce e in un luogo noto, integra il caso fortuito, esonerando l’amministrazione comunale da ogni colpa.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI FIRENZE N. 2389 2026 - N. R.G. 00001058 2025 DEPOSITO MINUTA 23 06 2026 PUBBLICAZIONE 26 06 2026
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Pubblicato il 2 luglio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Responsabilità custode strada: il dovere di cautela del pedone

In tema di incidenti stradali che coinvolgono i pedoni, la responsabilità custode strada rappresenta uno degli argomenti più dibattuti nelle aule di giustizia. Spesso si ritiene, erroneamente, che l’ente proprietario della strada debba risarcire ogni danno derivante da buche o dissesti, a prescindere dal comportamento di chi cammina. Tuttavia, una recente sentenza della Corte di Appello di Firenze chiarisce come l’onere di attenzione del cittadino possa annullare la pretesa risarcitoria.

I fatti: la caduta in una buca visibile

Il caso riguarda una cittadina che, mentre transitava a piedi in una via urbana, cadeva a causa di una buca presente nel manto stradale. Secondo la ricostruzione dell’attrice, la buca costituiva una vera e propria insidia stradale, aggravata dal fatto che il marciapiede era parzialmente occupato da sacchi della spazzatura, costringendola a spostarsi sulla carreggiata.

L’appellante sosteneva che la responsabilità dell’evento fosse da attribuire esclusivamente all’incuria dell’amministrazione comunale nella manutenzione della via. Lamentava lesioni permanenti e richiedeva il risarcimento dei danni biologici e non patrimoniali, quantificati secondo le Tabelle del Tribunale di Milano. Tuttavia, le testimonianze e lo stato dei luoghi hanno dipinto un quadro differente.

La decisione sulla responsabilità custode strada

Il Tribunale in primo grado aveva già respinto la domanda, e la Corte d’Appello ha confermato integralmente tale decisione. Il punto cardine riguarda l’interpretazione dell’Art. 2051 c.c. che, pur prevedendo una responsabilità oggettiva del custode, ammette la prova del caso fortuito.

Nel caso di specie, è stato accertato che il sinistro era avvenuto in pieno giorno, con visibilità ottimale, e che la buca era di dimensioni tali da risultare macroscopica e facilmente evitabile. Inoltre, l’appellante risiedeva nella stessa via, dimostrando una profonda conoscenza dello stato dei luoghi che avrebbe dovuto indurla a una maggiore prudenza.

le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’evoluzione giurisprudenziale della Suprema Corte. I giudici hanno evidenziato che la condotta del danneggiato può atteggiarsi come causa esclusiva dell’evento quando risulta gravemente imprudente o irragionevole.

In particolare, la Corte ha sottolineato che indossare calzature poco stabili, come le ciabatte estive, su superfici notoriamente non complanari, impone al pedone un innalzamento della soglia di attenzione. Se il pericolo è percepibile e prevedibile attraverso l’ordinaria diligenza, il comportamento del pedone interrompe il nesso di causalità tra la strada e la caduta. La buca ritratta nelle fotografie è stata definita come un’insidia macroscopica, palese a chiunque prestasse un minimo di attenzione, rendendo il comportamento della vittima l’unica causa del danno.

le conclusioni

Le conclusioni della sentenza ribadiscono il principio di auto-responsabilità del cittadino. Non ogni difetto della cosa in custodia genera un obbligo di risarcimento. Quando il danno è evitabile mediante l’adozione di normali cautele da parte dell’utente, la responsabilità custode strada viene meno. L’appello è stato quindi respinto, con la condanna della parte soccombente al pagamento delle spese di lite, confermando che la tutela legale non può estendersi a coprire condotte gravemente imprudenti o negligenti.

Cosa succede se cado in una buca stradale che era chiaramente visibile?
Se la buca è facilmente visibile e il pedone non presta la dovuta attenzione, il tribunale può escludere il risarcimento poiché la condotta del danneggiato è considerata la causa esclusiva dell’incidente.

L’uso di scarpe instabili come le ciabatte influisce sulla causa di risarcimento?
Sì, indossare calzature inadatte su terreni sconnessi aumenta l’onere di cautela richiesto al pedone e può portare alla perdita del diritto al risarcimento in caso di caduta.

Il Comune è sempre responsabile per le buche sulla strada?
No, se l’ente dimostra che la caduta è stata causata da un comportamento negligente del pedone che avrebbe potuto evitare il pericolo con l’ordinaria diligenza, la responsabilità del custode è esclusa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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