Responsabilità Amministratori non Esecutivi: Essere Informati è un Dovere, non un Diritto
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale del diritto societario: il ruolo dell’amministratore senza deleghe non è quello di un mero spettatore. L’ordinanza in esame analizza a fondo la responsabilità amministratori non esecutivi per l’omessa vigilanza sull’operato dell’amministratore delegato, chiarendo che l’ignoranza non è una scusa valida quando è frutto della propria inerzia.
I Fatti di Causa
Il caso riguarda una società a responsabilità limitata, operante nel commercio di cereali, dichiarata fallita. La curatela fallimentare ha intrapreso un’azione di responsabilità contro i membri non operativi del consiglio di amministrazione, accusandoli di non aver vigilato sull’amministratore delegato. Quest’ultimo aveva compiuto una serie di operazioni illecite e distrattive, eccedendo ampiamente i limiti della sua delega, tra cui la stipula di contratti per valori milionari e prelievi ingiustificati dai conti sociali, che avevano portato al dissesto della società.
Gli amministratori convenuti si sono difesi sostenendo di non essere a conoscenza delle attività illecite del delegato e di non aver mai ricevuto segnali d’allarme che potessero indurli a sospettare.
La Decisione della Corte e la Responsabilità Amministratori non Esecutivi
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi degli amministratori, confermando la decisione della Corte d’Appello e la loro condanna al risarcimento del danno, quantificato nell’intero passivo fallimentare.
Il fulcro della decisione risiede nell’interpretazione del dovere di vigilanza imposto agli amministratori privi di deleghe. La Corte ha stabilito che tale dovere non si esaurisce in un controllo passivo, ma richiede un ruolo attivo e proattivo.
Il Dovere di Agire, Non di Attendere
La Cassazione ha chiarito che gli amministratori non esecutivi hanno il potere e il dovere di chiedere informazioni agli organi delegati. Non possono semplicemente attendere che le informazioni vengano fornite. Nel caso specifico, l’amministratore delegato aveva l’obbligo, stabilito da una delibera del CdA, di riferire periodicamente sull’attività svolta. La sua sistematica inadempienza a questo obbligo informativo costituiva, di per sé, un grave segnale d’allarme.
L’inerzia degli amministratori di fronte a questa mancanza è stata giudicata colpevole. Essi avrebbero dovuto attivarsi, sollecitare le informazioni mancanti, convocare il consiglio di amministrazione e, se necessario, adottare i provvedimenti opportuni, come la revoca della delega. La loro passività ha permesso all’amministratore delegato di continuare ad agire indisturbato, aggravando il danno per la società. Di conseguenza, è stata affermata la piena responsabilità amministratori non esecutivi.
Il Nesso Causale tra Inerzia e Danno
La Corte ha ritenuto che vi fosse un legame causale diretto tra la condotta omissiva degli amministratori e il dissesto della società. Si è stabilito che un esercizio tempestivo e diligente del dovere di vigilanza avrebbe permesso di scoprire le operazioni illecite e di intervenire per “evitare gli effetti pregiudizievoli” o quantomeno limitarli. Poiché la loro inerzia ha permesso il verificarsi del danno nella sua interezza, sono stati ritenuti responsabili in solido per l’intero deficit patrimoniale.
Le Motivazioni
La Corte ha motivato la sua decisione sulla base del principio secondo cui il dovere di agire informati, sancito dal Codice Civile, impone un comportamento attivo. L’amministratore non delegato non può invocare a propria discolpa il fatto che le informazioni fornite dagli organi delegati fossero lacunose o, come in questo caso, del tutto assenti. La mancanza di informazioni è essa stessa una circostanza che impone di attivarsi per ottenerle. La colpa può consistere non solo nella conoscenza di un fatto illecito altrui, ma anche nella “colposa ignoranza” di tale fatto, quando questa deriva dal non aver diligentemente rilevato i segnali d’allarme. Il dissesto della società, essendo conseguenza diretta della mancata restituzione di un ingente mutuo distratto dall’amministratore delegato, trovava una “giustificazione causale anche nella condotta omissiva dei convenuti”, i quali erano stati gravemente inadempienti ai loro doveri di verifica e controllo.
Le Conclusioni
Questa ordinanza rappresenta un monito importante per tutti coloro che ricoprono cariche in un consiglio di amministrazione. Il ruolo di amministratore non esecutivo non è una posizione onorifica, ma comporta precise e inderogabili responsabilità. La sentenza sottolinea che la diligenza richiesta non è quella dell’uomo comune, ma quella professionale, commisurata alla natura dell’incarico. Chi accetta una carica deve essere pronto a esercitare un controllo attivo e costante sulla gestione, essendo responsabile non solo per ciò che fa, ma anche e soprattutto per ciò che colpevolmente omette di fare.
Qual è il dovere di un amministratore non esecutivo se l’amministratore delegato non fornisce i report periodici obbligatori?
L’amministratore non esecutivo ha il dovere di attivarsi per ottenere le informazioni. La mancata trasmissione dei report è di per sé un segnale d’allarme che impone di chiedere chiarimenti, sollecitare la convocazione del consiglio di amministrazione e adottare le misure necessarie, non potendo rimanere inerte.
Gli amministratori non esecutivi possono essere ritenuti responsabili per i danni se non erano a conoscenza diretta degli illeciti?
Sì. La loro responsabilità sorge anche dalla colpevole ignoranza, cioè quando la mancanza di conoscenza deriva dalla negligenza nell’esercitare il dovere di vigilanza e nel non aver rilevato i segnali d’allarme che una persona diligente avrebbe percepito.
Come è stato determinato l’ammontare del danno che gli amministratori non esecutivi sono stati condannati a risarcire?
Il danno è stato liquidato in misura corrispondente all’intero passivo accertato nel fallimento, comprese le spese della procedura. La Corte ha ritenuto che la loro condotta omissiva fosse la causa stessa del dissesto che ha portato all’insolvenza, e quindi dovevano rispondere dell’intero deficit patrimoniale.