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Procedura Civile

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Diritto di critica: libro-intervista e diffamazione
Una holding finanziaria ha citato in giudizio una casa editrice e gli autori di un libro-intervista per diffamazione, sostenendo che il testo insinuasse origini illecite del suo patrimonio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'opera rientrava nell'esercizio del diritto di critica. Secondo la Corte, un libro-intervista che non si limita a riportare fatti ma li analizza per stimolare un dibattito, è protetto dalla scriminante del diritto di critica, anche in presenza di inesattezze minori che non alterano la verità sostanziale dei fatti narrati.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole retroattive
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce la retroattività della norma che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato debiti previdenziali prescritti. La Corte ha chiarito che, se la cartella di pagamento originaria è stata regolarmente notificata, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile, applicando questo principio anche ai giudizi in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova legge.
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Notificazione ricorso cassazione: l’errore che ferma tutto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al riconoscimento dello status di 'vittime del dovere'. I ricorrenti avevano erroneamente effettuato la notificazione del ricorso in cassazione all'Avvocatura distrettuale dello Stato anziché a quella generale. Con ordinanza interlocutoria, la Corte non ha deciso nel merito, ma ha rilevato l'errore procedurale e ha ordinato ai ricorrenti di rinnovare la notifica all'indirizzo corretto entro 60 giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Transazione novativa: cosa succede ai contributi?
Un lavoratore, dopo aver stipulato una transazione novativa con il datore di lavoro per la riassunzione, ha chiesto la restituzione di una parte della somma pattuita, sostenendo che corrispondesse a contributi previdenziali mai versati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la transazione novativa sostituisce integralmente i precedenti rapporti, creando una nuova obbligazione indivisibile. Pertanto, la questione del versamento o meno dei contributi originari diventa irrilevante.
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Giurisdizione Pubblico Impiego: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale contro un'università e un'azienda ospedaliera, confermando un principio consolidato in tema di giurisdizione pubblico impiego. Per le controversie relative a rapporti di lavoro con enti pubblici svoltisi prima del 30 giugno 1998, la competenza a decidere spetta esclusivamente al giudice amministrativo, anche se l'oggetto della causa è il versamento di contributi previdenziali.
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Contratto a progetto: quando si converte in lavoro fisso
La Corte di Cassazione ha confermato che un contratto a progetto, se privo di un progetto specifico e distinguibile dall'ordinaria attività aziendale, si converte automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Nel caso esaminato, un collaboratore addetto alla notifica di atti esattoriali ha ottenuto il riconoscimento del rapporto di lavoro dipendente poiché la sua attività coincideva con l'oggetto sociale dell'azienda, senza un fine o un risultato autonomo. La Corte ha ribadito che la mancanza del requisito formale del progetto specifico attiva una presunzione assoluta di subordinazione, escludendo la possibilità per l'azienda di fornire una prova contraria.
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Pignoramento presso terzi: il creditore agisce iure proprio
La Corte di Cassazione chiarisce un principio fondamentale del pignoramento presso terzi. Un creditore che avvia tale procedura agisce 'iure proprio', ovvero in nome e per diritto proprio, e non come sostituto del proprio debitore inerte. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente qualificato l'azione del creditore come surrogatoria, riaffermando l'autonomia del suo diritto a pignorare i crediti del debitore verso terzi, anche in presenza di precedenti vincoli.
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Trasferimento d’azienda: prova libera per i terzi
Un lavoratore ha citato in giudizio il suo datore di lavoro per differenze retributive, sostenendo che l'attività aziendale gli era stata trasferita dal padre. Il datore di lavoro ha contestato il trasferimento, appellandosi alla mancanza di un atto scritto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo della prova scritta per un trasferimento d'azienda vige solo tra le parti contraenti. I terzi, come i dipendenti, possono invece dimostrare l'avvenuto trasferimento con qualsiasi mezzo di prova, incluse le testimonianze.
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Ricorso per cassazione: vizi e inammissibilità
Una società e il suo legale rappresentante, sanzionati per violazioni in materia di lavoro, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa di gravi vizi procedurali, tra cui la commistione di diversi motivi di censura in un unico punto e la violazione del principio di autosufficienza. La Corte ha sottolineato come la non corretta formulazione del ricorso per cassazione impedisca l'esame del merito della controversia.
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Notifica PEC non valida? Il mittente non in registri
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la nullità della notifica PEC perché l'indirizzo del mittente non era presente nei pubblici registri. Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso, chiarendo che la legge richiede che solo l'indirizzo del destinatario provenga da elenchi pubblici, garantendo così la certezza della ricezione. La sentenza ha inoltre rigettato l'eccezione di prescrizione, tenendo conto degli atti interruttivi e della sospensione dei termini per l'emergenza Covid-19.
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Riabilitazione protesto: come ottenerla in Tribunale
Il Tribunale di Milano ha concesso la riabilitazione protesto a un debitore che aveva pagato il debito relativo a un assegno e non aveva subito altri protesti per oltre un anno. La decisione sottolinea l'importanza di soddisfare i requisiti dell'art. 17, L. 108/1996 per la cancellazione dal Registro Informatico Protesti.
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Misure cautelari CNC: nuova emissione post-scadenza
Un'impresa in Composizione Negoziata della Crisi (CNC) ha ottenuto dal Tribunale di Milano nuove misure cautelari per sospendere i pagamenti verso l'ente fiscale. La decisione chiarisce che è possibile emettere tali provvedimenti specifici anche dopo la scadenza del termine massimo di 240 giorni previsto per le misure protettive generalizzate, qualora siano strumentali al buon esito delle trattative in corso. La concessione si è basata sulla sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.
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Socio Accomandante: Quando risponde illimitatamente?
Un'ordinanza del Tribunale di Milano analizza la responsabilità del socio accomandante. Il caso riguarda la revoca di un sequestro conservativo concesso contro un socio accomandante, accusato di ingerenza nella gestione societaria. Il Tribunale ha revocato la misura cautelare, ritenendo le prove insufficienti per dimostrare un'effettiva attività di gestione autonoma che potesse giustificare il superamento della responsabilità limitata alla quota conferita.
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Impugnazione delibera supercondominio: quando è nulla
Una recente sentenza ha annullato la delibera di un supercondominio perché all'assemblea erano stati convocati tutti i singoli proprietari anziché i rappresentanti dei singoli edifici, come previsto dalla legge. Il Tribunale ha chiarito che tale errore costituisce un vizio di convocazione che rende annullabile la decisione. L'analisi del caso sottolinea l'importanza delle corrette procedure per evitare l'impugnazione della delibera del supercondominio.
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Notifica verbale: valida se all’indirizzo di residenza
Il Tribunale ha riformato la sentenza del Giudice di Pace, confermando una sanzione per guida senza assicurazione. La questione centrale era la validità della notifica verbale, inviata all'indirizzo di residenza anagrafica della proprietaria del veicolo, la quale si trovava all'estero. Il Tribunale ha ritenuto la notifica perfettamente valida e, di conseguenza, l'opposizione presentata dalla donna inammissibile per tardività, sottolineando l'onere del cittadino di mantenere aggiornata la propria residenza.
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Rinuncia al ricorso: quando non serve l’accettazione
Un cittadino straniero presenta un ricorso cautelare d'urgenza contro l'Amministrazione per ottenere la formalizzazione della sua domanda di protezione internazionale. Prima della costituzione della controparte, il ricorrente presenta una rinuncia al ricorso. Il Tribunale dichiara estinto il procedimento, chiarendo che, non essendo la controparte ancora parte processuale, la sua accettazione della rinuncia non è necessaria.
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Responsabilità amministratori srl: quando è esclusa?
Una sentenza del Tribunale di Milano ha escluso la responsabilità degli amministratori di una srl per l'aggravamento del dissesto. La curatela fallimentare aveva accusato i gestori di aver ritardato la messa in liquidazione, ma il giudice ha stabilito che la loro reazione è stata tempestiva, avvenendo subito dopo la perdita del capitale sociale certificata dal bilancio. La decisione sottolinea che la responsabilità amministratori srl sorge solo in caso di inerzia colpevole di fronte a una crisi irreversibile, non per la semplice emersione di difficoltà finanziarie.
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Divisione giudiziale: riparto di ricavi e spese legali
Il Tribunale di Milano definisce una causa di divisione giudiziale di un immobile in comproprietà. A seguito della vendita all'incanto, la sentenza stabilisce la ripartizione delle somme tra l'eredità giacente di un comproprietario, l'altro comproprietario e un creditore terzo intervenuto. Viene chiarito il principio di allocazione delle spese legali: quelle per lo scioglimento della comunione gravano sulla massa, mentre quelle relative all'intervento del creditore sono a carico del debitore secondo il principio di soccombenza.
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Detenzione qualificata e property management
Una società di property management, dopo essere stata esclusa dagli immobili che gestiva a seguito del cambio delle serrature da parte dei proprietari, ha ottenuto tutela possessoria. Il Tribunale ha confermato che il ruolo del gestore, caratterizzato da controllo diretto degli accessi e da un autonomo interesse economico legato alla locazione, configura una detenzione qualificata, tutelabile con l'azione di reintegrazione anche nei confronti dei proprietari stessi.
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Azione di rivalsa veicoli esteri: i limiti del ricorso
Una compagnia assicurativa, dopo aver risarcito un passeggero ferito in un incidente con un veicolo estero, ha tentato un'azione di rivalsa contro l'organismo nazionale incaricato di gestire tali sinistri. Il Tribunale di Milano ha dichiarato la domanda inammissibile, stabilendo che solo la persona direttamente danneggiata può intentare una causa contro tale organismo, e non l'assicuratore che agisce per ottenere un rimborso. La decisione si fonda su un'interpretazione restrittiva della normativa nazionale ed europea, volta a proteggere esclusivamente la vittima del sinistro.
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