Una sentenza della Corte d'Appello di Roma ha riformato una decisione di primo grado in un caso di usucapione auto d'epoca. La Corte ha stabilito che la presunzione di proprietà derivante dall'intestazione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) prevale se la parte che invoca l'usucapione non fornisce una prova rigorosa dell' 'animus possidendi', ovvero dell'intenzione di possedere il veicolo come se fosse il proprietario. Nel caso specifico, l'utilizzo del veicolo, anche per anni, non è stato ritenuto sufficiente a superare la titolarità formale del legittimo proprietario, che aveva inoltre dimostrato di non aver abbandonato i suoi diritti.
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