Prescrizione multe stradali: la prova della notifica e la sospensione COVID
In materia di riscossione, il tema della prescrizione multe stradali genera spesso contenziosi complessi tra cittadini ed enti della riscossione. Una recente sentenza del Tribunale di Palermo ha fatto chiarezza su due aspetti fondamentali: quali documenti sono necessari per provare la notifica di una cartella e come il periodo di emergenza sanitaria abbia influenzato i termini di legge.
Il caso della prescrizione multe stradali
La vicenda trae origine dall’opposizione di un contribuente contro un preavviso di fermo amministrativo collegato a diverse cartelle di pagamento per violazioni del Codice della Strada. In primo grado, il Giudice di Pace aveva dichiarato prescritto il credito, sostenendo che l’ente della riscossione non avesse fornito prove sufficienti dell’invio degli atti interruttivi, ritenendo necessaria la produzione della copia integrale delle cartelle e non solo degli avvisi di ricevimento.
L’ente della riscossione ha proposto appello, contestando l’errata applicazione delle norme sulla prova della notifica e il mancato calcolo della sospensione dei termini prevista durante la pandemia.
Validità della prova di notifica e sospensione emergenziale
Il Tribunale ha ribaltato la decisione di primo grado. Secondo il Giudice d’appello, per provare il perfezionamento della notifica di una cartella esattoriale è sufficiente produrre la relata di notifica o l’avviso di ricevimento della raccomandata, purché contenga i dati identificativi dell’atto. Non è affatto richiesto il deposito della copia integrale della cartella stessa.
Inoltre, l’analisi si è spostata sugli effetti della prescrizione multe stradali in relazione alla normativa COVID-19. L’articolo 68 del D.L. 18/2020 ha infatti previsto una sospensione significativa dei termini per le attività di riscossione, differendo la maturazione della prescrizione per tutti i debiti affidati all’agente della riscossione nel periodo emergenziale.
Analisi degli atti interruttivi
Il Tribunale ha evidenziato come le intimazioni di pagamento inviate tra il 2022 e il 2023 fossero pienamente valide. Grazie alla sospensione legale dei termini, tali atti sono giunti prima che scadesse il quinquennio previsto dalla legge, interrompendo efficacemente il decorso della prescrizione e dando vita a un nuovo periodo di cinque anni per la riscossione del credito.
Le motivazioni
Il Tribunale ha fondato la propria decisione sulla corretta interpretazione dell’art. 26 del D.P.R. 602/1973, che ammette la notifica via posta e considera l’avviso di ricevimento come prova sufficiente della conoscenza dell’atto da parte del destinatario. Le motivazioni chiariscono che pretendere la produzione integrale della cartella eccede quanto richiesto dalla legge per la validità probatoria. Inoltre, il giudice ha ribadito che la natura sanzionatoria delle multe stradali impone il termine quinquennale, ma che tale termine deve essere calcolato includendo i periodi di sospensione straordinaria introdotti per l’emergenza sanitaria, che hanno esteso la finestra temporale utile per l’invio delle intimazioni.
Le conclusioni
In conclusione, l’appello è stato integralmente accolto, riformando la sentenza di primo grado e confermando la legittimità del preavviso di fermo amministrativo. La sentenza sottolinea che la prescrizione multe stradali non può essere invocata se l’ente dimostra la sequenza di atti notificati nel rispetto delle proroghe di legge. Il contribuente è stato condannato al pagamento delle spese legali per entrambi i gradi di giudizio, confermando che la corretta documentazione dei flussi di notifica è l’elemento decisivo per la vittoria dell’ente creditore in sede giudiziaria.
È necessaria la copia integrale della cartella per provare la notifica?
No, secondo la giurisprudenza consolidata è sufficiente produrre l’avviso di ricevimento della raccomandata che riporti il numero della cartella e gli elementi essenziali per identificarla.
Quanto dura la prescrizione per i verbali del Codice della Strada?
Il termine di prescrizione per le sanzioni amministrative derivanti da violazioni stradali è di cinque anni, salvo l’intervento di atti interruttivi.
Cosa succede ai termini di prescrizione con la sospensione COVID?
I termini di prescrizione relativi ai carichi affidati all’agente della riscossione sono stati prorogati per un periodo corrispondente alla sospensione prevista dalla normativa emergenziale del 2020.