Prescrizione crediti da lavoro: chi paga dopo l’estinzione della società?
Il tema della Prescrizione crediti da lavoro assume una rilevanza fondamentale quando un’azienda cessa di esistere. Cosa succede se un dipendente vanta dei crediti verso una società che è stata cancellata dal registro delle imprese? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa chiarezza sulla responsabilità dei soci e sui tempi necessari per agire legalmente.
I fatti di causa
Un ex dipendente di una società in accomandita semplice (s.a.s.) aveva ottenuto una sentenza di condanna nei confronti del datore di lavoro per il pagamento di alcune differenze retributive. Tuttavia, prima che la sentenza diventasse definitiva, la società era stata cancellata dal registro delle imprese.
Il lavoratore decideva quindi di avviare un nuovo giudizio contro un socio accomandante, sostenendo che quest’ultimo avesse agito come socio accomandatario di fatto, ingerendosi nella gestione della società. Secondo la tesi del ricorrente, tale comportamento avrebbe dovuto comportare la responsabilità illimitata del socio per i debiti sociali, inclusi i crediti di lavoro riconosciuti dal giudice.
Le corti di merito hanno però rigettato la domanda, osservando che il diritto al pagamento era ormai caduto in prescrizione. Il lavoratore ha quindi impugnato la decisione davanti alla Suprema Corte.
La decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la Prescrizione crediti da lavoro era già maturata. Gli Ermellini hanno sottolineato che, sebbene i soci succedano nei debiti della società estinta, la natura dell’azione intrapresa dal lavoratore contro il socio accomandante era autonoma rispetto al precedente giudizio contro la società.
La Corte ha chiarito che il lavoratore avrebbe dovuto agire direttamente contro il socio entro i termini di prescrizione quinquennale o decennale decorrenti dalla fine del rapporto di lavoro, senza poter fare affidamento sulla sentenza ottenuta contro la sola società, in quanto il socio non era stato parte di quel processo.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra la successione universale dei soci e l’accertamento di nuove responsabilità. Quando una società si estingue, i soci ne diventano i successori. Tuttavia, se il creditore vuole far valere una responsabilità illimitata (come quella derivante dall’ingerenza ex art. 2320 c.c.), deve provare i presupposti di tale responsabilità in un giudizio in cui il socio sia parte.
Poiché il lavoratore ha iniziato l’azione contro il socio solo nel 2014, mentre il rapporto di lavoro era cessato nel 2001, il termine di Prescrizione crediti da lavoro era ampiamente decorso. La sentenza ottenuta contro la società non ha avuto l’effetto di interrompere la prescrizione nei confronti del socio per quella specifica pretesa basata sull’amministrazione di fatto.
Le conclusioni
In conclusione, questa pronuncia evidenzia un rischio concreto per i dipendenti di società in crisi o in liquidazione. Non è sufficiente ottenere un titolo esecutivo contro l’ente collettivo se vi è il rischio che questo scompaia prima del pagamento.
Per evitare che la Prescrizione crediti da lavoro vanifichi i propri diritti, è necessario individuare tempestivamente i soggetti (soci o amministratori) che potrebbero rispondere dei debiti e coinvolgerli nel giudizio o inviare atti interruttivi della prescrizione anche nei loro confronti. La tutela del credito richiede, dunque, una strategia legale proattiva che non si limiti alla sola figura formale del datore di lavoro.
Da quando decorre la prescrizione per i crediti di lavoro verso un socio?
La prescrizione inizia a decorrere dalla cessazione del rapporto di lavoro e non dalla data della sentenza ottenuta contro la società, a meno che il socio non fosse parte del giudizio.
Un socio accomandante può essere chiamato a pagare tutti i debiti di lavoro?
Sì, ma solo se viene provata la sua ingerenza nella gestione della società, altrimenti risponde solo nei limiti di quanto riscosso con la liquidazione.
Cosa accade ai debiti di lavoro se la società viene cancellata?
Le obbligazioni non si estinguono ma si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono secondo il regime di responsabilità che avevano quando la società era attiva.