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Prescrizione COSAP: 10 anni se l’occupazione è senza concessione

Una società autostradale occupava suolo pubblico con dei cavalcavia senza una concessione comunale. Quando la società di riscossione del Comune ha richiesto il pagamento del canone (COSAP), la società autostradale ha eccepito la prescrizione di cinque anni. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione COSAP: in caso di occupazione senza titolo, il canone ha natura di indennità e non di prestazione periodica. Di conseguenza, si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni, non quella breve di cinque. La richiesta del Comune è stata quindi ritenuta valida e non prescritta.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 11349 Anno 2026
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Pubblicato il 7 maggio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Prescrizione COSAP: dieci anni per l’occupazione senza concessione

La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito un punto cruciale riguardo la prescrizione COSAP, il canone dovuto per l’occupazione di suolo pubblico. Con una decisione importante, i giudici hanno stabilito che, in assenza di una formale concessione da parte del Comune, il termine per richiedere il pagamento è quello ordinario di dieci anni, e non quello breve di cinque. Questa sentenza definisce la natura del canone in caso di occupazione ‘abusiva’ e le relative conseguenze sulla sua riscossione.

Il caso: un’autostrada sopra le strade comunali

La vicenda ha origine da una situazione molto concreta. Una Società Autostradale aveva costruito, anni prima, alcuni tratti di autostrada e tangenziale che, in alcuni punti, sormontavano strade di proprietà di un Comune attraverso dei cavalcavia. Questa occupazione del soprassuolo pubblico era avvenuta sulla base di una concessione statale per la costruzione dell’infrastruttura, ma senza un specifico atto di concessione rilasciato dall’ente locale proprietario delle strade sottostanti.

Nel 2017, la Società incaricata della riscossione per conto del Comune ha inviato alla Società Autostradale una richiesta di pagamento di circa 186.000 euro a titolo di COSAP per l’anno 2012. La Società Autostradale si è opposta, sostenendo che il diritto del Comune a riscuotere quella somma fosse ormai estinto per prescrizione, essendo trascorsi più di cinque anni.

Il dilemma legale: prescrizione breve o ordinaria?

Il cuore della disputa legale ruotava attorno a una domanda precisa: quale termine di prescrizione si applica al COSAP per un’occupazione permanente ma priva di un titolo concessorio comunale? Le opzioni erano due. La prima era la prescrizione breve di cinque anni, prevista dal Codice Civile per le prestazioni periodiche che derivano da un unico rapporto continuativo, come i canoni di locazione. La seconda era la prescrizione ordinaria di dieci anni, che si applica in tutti i casi in cui la legge non prevede diversamente.

La difesa della Società Autostradale si basava sull’idea che il pagamento annuale del COSAP fosse una prestazione periodica, e quindi soggetta al termine di cinque anni. La Società di riscossione, invece, sosteneva che la mancanza di una concessione cambiasse la natura stessa dell’obbligazione.

Le motivazioni: perché la prescrizione COSAP è decennale

La Corte di Cassazione ha accolto la tesi della Società di riscossione, fornendo una motivazione chiara e dettagliata. I giudici hanno spiegato che la prescrizione di cinque anni si applica solo quando i pagamenti periodici nascono da un’unica fonte giuridica, come un contratto di locazione o una concessione formale. In questi casi, il rapporto è unitario e continuativo.

Nel caso analizzato, invece, mancava un atto di concessione del Comune. L’occupazione era quindi ‘di fatto’ o ‘abusiva’ ai fini del regolamento COSAP. In una situazione del genere, non esiste un unico rapporto giuridico che genera obbligazioni periodiche. Al contrario, ogni anno di occupazione crea un’obbligazione nuova e autonoma. Il pagamento richiesto non è il corrispettivo per un servizio, ma assume una natura indennitaria: serve a compensare il Comune per il mancato godimento del proprio bene. Questa obbligazione, avendo natura di indennità e sorgendo anno per anno, si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.

Le conclusioni: il Comune vince, la richiesta è valida

In conclusione, la Corte ha stabilito che la richiesta di pagamento del COSAP per l’anno 2012, inviata nel 2017, era pienamente legittima e non prescritta. Il termine da considerare era quello decennale. La sentenza della Corte d’Appello, che aveva dato ragione alla Società Autostradale, è stata annullata. La causa è stata rinviata a un nuovo giudice che dovrà decidere nel merito, applicando il principio di diritto secondo cui la prescrizione COSAP per occupazione senza titolo è di dieci anni. Questa decisione rafforza la posizione degli enti locali nel recupero dei canoni per l’utilizzo non autorizzato dei beni pubblici.

Quanto tempo ha il Comune per chiedere il COSAP se occupo suolo pubblico senza permesso?
Il Comune ha dieci anni. La Cassazione ha chiarito che in caso di occupazione senza un atto formale di concessione, si applica la prescrizione ordinaria decennale perché ogni anno di occupazione genera un’obbligazione autonoma.

La prescrizione per il COSAP è sempre di dieci anni?
No. La prescrizione è decennale per le occupazioni di fatto, cioè senza un titolo specifico. Se il pagamento deriva da un unico rapporto continuativo, come una concessione formale, la prescrizione per le singole annualità è generalmente quella breve di cinque anni.

Cosa cambia se l’occupazione del suolo pubblico è permanente, come con un cavalcavia?
Anche se l’occupazione è permanente, la sua natura giuridica ai fini del COSAP dipende dalla presenza di una concessione comunale. Se manca, l’occupazione è considerata ‘di fatto’ e il diritto a riscuotere il canone per ogni singola annualità si prescrive in dieci anni.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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