La scadenza prorogata salva l’INPS: la prescrizione contributi previdenziali si sposta in avanti
L’INPS ha ottenuto una importante vittoria davanti alla Corte di Cassazione in merito alla riscossione dei contributi per i liberi professionisti. La questione centrale riguarda la prescrizione contributi previdenziali per l’anno 2010 dovuti alla Gestione separata. Molti professionisti ritenevano che il termine di cinque anni per richiedere le somme fosse ormai scaduto. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che le proroghe fiscali concesse dal Governo spostano in avanti anche il momento in cui inizia a correre il tempo per la prescrizione. Questo significa che l’ente previdenziale ha più tempo per inviare le richieste di pagamento.
Il caso concreto e lo scontro sui termini di pagamento
Un avvocato ha ricevuto dall’INPS un avviso di addebito per il pagamento di circa duemila euro. Questa somma si riferiva ai contributi previdenziali non versati per l’anno 2010. Il professionista ha presentato opposizione, sostenendo che il diritto dell’ente fosse ormai prescritto. La Corte d’appello ha dato inizialmente ragione al professionista. I giudici di secondo grado hanno calcolato il termine di cinque anni a partire dal 16 giugno 2011, che era la scadenza ordinaria per il versamento. Poiché la richiesta dell’INPS era arrivata il 4 luglio 2016, la Corte d’appello ha ritenuto che il tempo fosse scaduto da circa due settimane. L’INPS non ha accettato questa decisione e ha presentato ricorso in Cassazione. L’ente ha ricordato l’esistenza di un decreto del Presidente del Consiglio che aveva prorogato la scadenza dei pagamenti al 6 luglio 2011.
Come funziona il calcolo dei termini con le proroghe fiscali
La Corte di Cassazione ha dato ragione all’INPS, confermando un principio fondamentale. Quando il Governo decide di prorogare il termine per il pagamento delle imposte e dei contributi, questa proroga si applica a tutti i contribuenti della categoria interessata. Non importa se il singolo professionista sia effettivamente soggetto agli studi di settore. La proroga ha un valore generale per l’intera categoria professionale. Di conseguenza, anche il giorno iniziale da cui si calcola la prescrizione si sposta in avanti. Nel caso specifico, il termine per pagare scadeva il 6 luglio 2011 e non il 16 giugno. L’INPS ha notificato la richiesta il 4 luglio 2016, ovvero due giorni prima della scadenza dei cinque anni. Per questo motivo, il diritto dell’ente previdenziale è ancora pienamente valido e non è caduto in prescrizione.
Le motivazioni: la proroga sposta l’inizio della prescrizione contributi previdenziali
I giudici di legittimità hanno basato la loro decisione su una lettura coordinata delle norme fiscali e previdenziali. La legge stabilisce che la prescrizione dei contributi inizia a decorrere solo dal momento in cui il pagamento diventa esigibile. Se un decreto ministeriale sposta la data di scadenza, il pagamento non può essere preteso prima di quella nuova data. Pertanto, il tempo utile per la prescrizione non può iniziare a correre prima del termine prorogato. La Cassazione ha inoltre affrontato un aspetto cruciale riguardante le sanzioni. Richiamando una nota sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che non si possono applicare le sanzioni civili per la mancata iscrizione alla Gestione separata per gli anni precedenti al 2011. Questa regola di favore si applica agli avvocati che non erano iscritti alla propria cassa professionale perché il loro reddito era inferiore alle soglie minime.
Le conclusioni: l’INPS recupera il credito ma senza sanzioni
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’INPS e ha annullato la sentenza precedente. La causa dovrà ora tornare davanti alla Corte d’appello di Roma in una diversa composizione. I giudici di secondo grado dovranno riesaminare il caso applicando i principi stabiliti dalla Cassazione. Essi dovranno considerare tempestiva la richiesta di pagamento dell’INPS, poiché notificata prima del compimento del quinquennio calcolato dal 6 luglio 2011. Allo stesso tempo, i giudici d’appello dovranno eliminare le sanzioni civili originariamente richieste dall’ente previdenziale, in conformità con la decisione della Corte Costituzionale. Questa sentenza rappresenta una guida chiara per tutti i professionisti che affrontano controversie simili con l’ente previdenziale.
Da quando inizia a decorrere il termine di prescrizione per i contributi INPS?
Il termine di prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui scade il termine per effettuare il pagamento dei contributi, e non prima.
Le proroghe fiscali del Governo influenzano la prescrizione dei contributi?
Sì, le proroghe dei termini di pagamento spostano in avanti anche il giorno iniziale da cui si calcola il termine di prescrizione di cinque anni.
Un avvocato deve pagare le sanzioni civili per la mancata iscrizione alla Gestione separata prima del 2011?
No, la Corte Costituzionale ha stabilito che gli avvocati sotto la soglia di reddito non devono pagare le sanzioni civili per i periodi precedenti al 2011.