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Prescrizione contributi previdenziali: INPS vince contro l’avvocato

L’INPS ha richiesto a un Avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per gli anni 2009 e 2010. La Corte d’Appello ha ritenuto prescritti i crediti, escludendo l’applicazione della proroga dei termini di versamento prevista dal DPCM del 10 giugno 2010, poiché la professionista aderiva al regime dei minimi e non agli studi di settore. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’INPS, stabilendo che la proroga si applica oggettivamente a tutte le attività per cui sono stati elaborati gli studi di settore, a prescindere dal regime fiscale concreto scelto dal contribuente. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali non era ancora maturata al momento della notifica dell’avviso bonario. La sentenza è stata cassata con rinvio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 25608 Anno 2023
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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il caso: la richiesta dell’INPS e la difesa del professionista

Un Avvocato riceve dall’INPS un avviso bonario per il pagamento dei contributi previdenziali relativi agli anni 2009 e 2010. La professionista ritiene che la pretesa dell’ente sia ormai fuori tempo massimo. Secondo la sua tesi, il termine di cinque anni per richiedere le somme è scaduto. La Corte d’Appello dà inizialmente ragione alla professionista. I giudici territoriali escludono l’applicazione delle proroghe statali sui versamenti, ritenendo che queste riguardino solo chi applica concretamente gli studi di settore. L’INPS non accetta questa decisione e si rivolge alla Corte di Cassazione. Il fulcro della controversia ruota attorno alla corretta individuazione del momento in cui inizia a decorrere la prescrizione contributi previdenziali.

Quando si applica la proroga dei termini di versamento?

Il Governo italiano sposta spesso in avanti i termini per i pagamenti delle imposte e dei contributi tramite appositi decreti. Questi rinvii si collegano solitamente alla necessità di dare più tempo ai contribuenti soggetti agli studi di settore. La Corte d’Appello ha ritenuto che il rinvio non si applicasse all’Avvocato. La professionista aveva infatti scelto il regime fiscale dei minimi, una formula agevolata che esclude l’applicazione pratica di tali studi. Per i giudici di secondo grado, la mancanza di un assoggettamento concreto agli studi di settore impediva di beneficiare della proroga. Di conseguenza, il termine di pagamento non era slittato e il diritto dell’INPS si era estinto per il decorso del tempo.

La prescrizione contributi previdenziali e il regime dei minimi

La Corte di Cassazione ribalta completamente questa interpretazione. I giudici di legittimità chiariscono che la proroga dei termini ha una natura oggettiva e non soggettiva. Questo significa che il rinvio dei pagamenti spetta a tutti i contribuenti che esercitano un’attività per la quale lo Stato ha elaborato gli studi di settore. Non conta se il singolo professionista abbia poi scelto un regime fiscale diverso, come il regime dei minimi, che lo esenta dall’applicazione pratica dello studio. Ciò che rileva è solo il tipo di attività economica svolta. Poiché l’attività forense rientra tra quelle mappate dagli studi di settore, anche l’Avvocato beneficiava automaticamente della proroga dei termini. Di conseguenza, il termine per pagare i contributi del 2009 era stato legalmente posticipato al 6 luglio 2010.

Le motivazioni della decisione sulla prescrizione contributi previdenziali

I giudici della Suprema Corte spiegano che l’interpretazione restrittiva della Corte d’Appello contrasta con il testo letterale della legge. La normativa sui rinvii dei pagamenti vuole agevolare intere categorie economiche e non solo i singoli contribuenti che applicano un determinato regime fiscale. La prescrizione contributi previdenziali inizia a decorrere solo dal momento in cui il pagamento è effettivamente dovuto. Se lo Stato sposta in avanti la data di scadenza del versamento, anche il giorno iniziale per calcolare i cinque anni di prescrizione si sposta in avanti. Nel caso in esame, il termine ultimo per il versamento dei contributi del 2009 era slittato al 6 luglio 2010. L’INPS ha inviato l’avviso bonario il 30 giugno 2015. Tra queste due date sono trascorsi meno di cinque anni. Per questo motivo, il diritto dell’ente previdenziale a riscuotere le somme non si è estinto.

Le conclusioni sul caso specifico

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso presentato dall’INPS e cancella la sentenza della Corte d’Appello di Perugia. I giudici stabiliscono che la prescrizione contributi previdenziali non si è verificata per l’anno d’imposta 2009. La causa deve ora tornare davanti alla Corte d’Appello, in una diversa composizione di magistrati. Questo nuovo giudice dovrà riesaminare l’intera vicenda rispettando il principio di diritto stabilito dalla Cassazione. L’Avvocato non può quindi evitare il pagamento dei contributi facendo leva sulla prescrizione, poiché la proroga oggettiva dei termini ha mantenuto in vita il credito dell’INPS. La decisione conferma che le proroghe fiscali generali influenzano direttamente anche i termini di recupero dei contributi previdenziali per tutti i professionisti della categoria.

La proroga dei versamenti fiscali si applica a chi aderisce al regime dei minimi?
Sì, la proroga si applica oggettivamente a tutti i contribuenti che svolgono un’attività per la quale sono stati approvati gli studi di settore, a prescindere dal regime fiscale concreto scelto.

Come influisce la proroga dei pagamenti sulla prescrizione dei contributi INPS?
La proroga sposta in avanti la data di scadenza del versamento e, di conseguenza, ritarda anche il giorno da cui inizia a decorrere il termine di prescrizione quinquennale.

Qual è il termine di prescrizione per i contributi della Gestione Separata INPS?
Il termine di prescrizione è di cinque anni e inizia a decorrere dalla data in cui il versamento dei contributi doveva essere effettuato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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