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Prepensionamento speciale: no ai contributi di mobilità

L’Istituto Previdenziale ha impugnato la decisione che riconosceva a un ex dipendente di un’azienda editoriale il diritto al prepensionamento speciale. La Corte d’Appello aveva calcolato, per raggiungere il requisito contributivo minimo, anche i contributi figurativi del periodo di mobilità successivo alla cassa integrazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’ente previdenziale, stabilendo che per l’accesso al prepensionamento speciale dei lavoratori poligrafici valgono solo i contributi accreditati durante la cassa integrazione guadagni straordinaria. I contributi figurativi maturati successivamente durante la mobilità non possono essere computati, trattandosi di una norma eccezionale di stretta interpretazione. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 18379 Anno 2026
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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il caso del prepensionamento speciale nel settore editoria

Un ex dipendente di un’azienda grafica ha richiesto l’accesso al prepensionamento speciale. Questo regime agevolato spetta ai lavoratori di imprese editrici e stampatrici in crisi. L’Inps ha rifiutato la domanda del lavoratore. L’ente previdenziale riteneva che l’uomo non avesse raggiunto i contributi necessari entro i termini previsti dalla legge. Il lavoratore ha quindi presentato ricorso davanti al Tribunale. I giudici di merito hanno dato inizialmente ragione al lavoratore. Essi hanno sommato i contributi della cassa integrazione a quelli figurativi della mobilità successiva. L’Inps ha impugnato questa decisione davanti alla Corte di Cassazione.

Il contrasto sui contributi figurativi della mobilità

La controversia riguarda il calcolo dei contributi utili per la pensione anticipata. Il lavoratore sosteneva che i contributi figurativi (i contributi fittizi accreditati dallo Stato senza versamenti effettivi) del periodo di mobilità dovessero essere conteggiati. La Corte d’Appello ha condiviso questa tesi. I giudici d’appello hanno applicato una norma generale che considera utili i contributi di mobilità per qualsiasi pensione. L’Inps ha invece contestato questa interpretazione. Secondo l’ente, la legge speciale per l’editoria prevede una deroga molto rigida. Questa deroga consente di utilizzare i vecchi requisiti pensionistici più favorevoli solo se il lavoratore raggiunge l’anzianità contributiva richiesta durante il periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS).

I limiti temporali delle norme eccezionali

Le norme che concedono benefici speciali non si possono estendere a casi diversi da quelli previsti. La legge del 2015 ha introdotto una salvaguardia per i lavoratori poligrafici. Questa misura permette di evitare i requisiti pensionistici più severi introdotti dalle riforme recenti. Tuttavia, la legge fissa un limite temporale preciso. Il lavoratore deve maturare i requisiti contributivi entro la fine del periodo di cassa integrazione. Estendere questo termine includendo anche il successivo periodo di mobilità contrasta con la volontà del legislatore. Le eccezioni alle regole generali richiedono sempre un’interpretazione letterale e rigorosa.

Le motivazioni della sentenza sul prepensionamento speciale

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Inps con motivazioni chiare e lineari. I giudici di legittimità hanno chiarito che il prepensionamento speciale per il settore dell’editoria costituisce una disciplina eccezionale. Questa disciplina deroga alle regole generali sulle pensioni. Per questo motivo, la legge si deve interpretare in modo letterale e restrittivo. La norma stabilisce che sono utili solo i contributi versati durante la cassa integrazione guadagni straordinaria. I contributi figurativi accreditati durante la successiva mobilità restano estranei a questo calcolo speciale. La Corte d’Appello ha quindi commesso un errore di diritto applicando una regola generale a una fattispecie che è interamente regolata da una norma speciale e derogatoria.

Le conclusioni sul prepensionamento speciale dei poligrafici

La decisione della Suprema Corte stabilisce un principio fondamentale per i lavoratori del settore grafico ed editoriale. Il diritto al prepensionamento speciale si cristallizza solo se il requisito contributivo minimo si perfeziona interamente entro la fine della cassa integrazione. I periodi di mobilità successivi non possono essere sfruttati per colmare eventuali vuoti contributivi. La Cassazione ha cassato la sentenza d’appello favorevole al lavoratore. La causa dovrà essere nuovamente discussa davanti alla Corte d’Appello di Milano in una diversa composizione. I nuovi giudici dovranno applicare il principio di diritto enunciato e decidere anche sulle spese del giudizio.

Quali contributi sono validi per il prepensionamento speciale dei poligrafici?
Sono validi esclusivamente i contributi versati o accreditati durante il periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria.

Si possono usare i contributi figurativi della mobilità per raggiungere la pensione anticipata speciale?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi del periodo di mobilità successivo alla cassa integrazione non possono essere calcolati.

Come si interpretano le norme sul prepensionamento speciale?
Trattandosi di norme derogatorie ed eccezionali, esse devono essere interpretate in modo rigoroso e letterale, senza possibilità di estensioni.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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