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Prededucibilità dei crediti: la Cassazione nega la precedenza al canone d’affitto

Il Fallimento di un’azienda ha impugnato il decreto del Tribunale che ammetteva al passivo, in via prededucibile, il credito di un’altra società per canoni di affitto d’azienda insoluti, maturati durante la fase esecutiva del concordato preventivo della prima. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, escludendo la prededucibilità dei crediti. I giudici hanno chiarito che i crediti sorti dopo la chiusura della procedura di concordato e durante la sua esecuzione non godono di alcuna prededuzione nel successivo fallimento, in quanto non rientrano nelle categorie previste dalla legge (crediti per legge, in occasione o in funzione della procedura). Di conseguenza, il credito è stato ammesso al passivo ma senza il diritto di precedenza della prededuzione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 21192 Anno 2026
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Pubblicato il 13 luglio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

La prededucibilità dei crediti nel fallimento dopo il concordato

Una società in fallimento contesta con forza la decisione del Tribunale che ha riconosciuto la prededucibilità dei crediti a favore di un’altra impresa per canoni d’affitto d’azienda non pagati. Questi canoni erano maturati interamente durante la complessa fase di esecuzione del concordato preventivo. La questione centrale affrontata dai giudici riguarda proprio la possibilità di considerare prededucibili, cioè da pagare con precedenza assoluta rispetto agli altri creditori, i debiti commerciali sorti in questa specifica fase temporale. Il tema tocca da vicino la tutela dei creditori e la gestione delle risorse aziendali nelle fases di transizione tra diverse procedure di gestione della crisi d’impresa.

Il contesto dello scontro tra le due procedure concorsuali

La vicenda trae origine dal rapporto commerciale tra due società in forte crisi finanziaria. Una delle due imprese, mentre si trovava in regime di concordato preventivo omologato, aveva stipulato un contratto per affittare un ramo d’azienda dall’altra società. Durante la successiva fase esecutiva del concordato, la società affittuaria non ha provveduto al pagamento di diversi canoni di affitto pattuiti. Successivamente, la procedura di concordato è fallita, aprendo la strada al fallimento vero e proprio. La società proprietaria dell’azienda ha quindi chiesto di ammettere il proprio ingente credito per i canoni insoluti nello stato passivo del fallimento, pretendendo il riconoscimento della prededuzione. Il Tribunale ha inizialmente accolto questa richiesta, ritenendo erroneamente che il credito fosse sorto in stretta funzione della procedura di concordato.

Quando spetta la prededucibilità dei crediti secondo la legge

La legge fallimentare prevede l’istituto della prededuzione solo per specifiche e limitate categorie di crediti. Questi crediti devono essere soddisfatti con assoluta priorità rispetto agli altri perché servono a gestire la procedura stessa o sono sorti in occasione di essa. La giurisprudenza consolidata distingue tre grandi categorie di crediti prededucibili. La prima categoria riguarda i crediti indicati in modo espresso e tassativo dalla legge. La seconda comprende i crediti sorti in occasione di una procedura concorsuale attiva. La terza include invece i crediti sorti in funzione di tale procedura, ossia quelli utili alla sua attivazione o alla sua corretta prosecuzione. I crediti sorti dopo la chiusura formale del concordato, ma durante la sua mera esecuzione materiale, non rientrano facilmente in nessuna di queste definizioni legali.

Le motivazioni della decisione sulla prededucibilità dei crediti

La Corte di Cassazione ha accolto pienamente il ricorso presentato dal Fallimento, escludendo in modo definitivo la prededucibilità dei crediti relativi ai canoni d’affitto d’azienda. I giudici di legittimità hanno spiegato che i crediti sorti dopo la chiusura formale del concordato preventivo in continuità aziendale non possono beneficiare della prededuzione nel successivo fallimento. Questa esclusione deriva dal fatto che tali crediti non possiedono affatto i requisiti di tipicità, funzionalità o occasionalità richiesti espressamente dalla norma. Essi non sono sorti durante la pendenza della procedura concorsuale, che era ormai chiusa con il decreto di omologazione, né presentano una relazione funzionale diretta con la procedura stessa. Si tratta, al contrario, di ordinari crediti commerciali sorti durante la gestione ordinaria dell’attività esecutiva dell’impresa.

Le conclusioni della Cassazione sul caso concreto

Con questa importante e chiarificatrice decisione, la Suprema Corte ha cassato il decreto del Tribunale e ha deciso la causa direttamente nel merito. Il credito della società proprietaria dell’azienda rimane pienamente valido e viene regolarmente ammesso al passivo del Fallimento, ma perde definitivamente il diritto alla prededuzione. Questo significa che il creditore verrà soddisfatto insieme a tutti gli altri creditori concorrenti, senza poter beneficiare di alcuna corsia preferenziale o precedenza nei pagamenti. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale molto rigoroso, volto a tutelare la parità di trattamento tra i creditori e a evitare l’estensione ingiustificata della prededucibilità dei crediti oltre i limiti strettamente e tassativamente previsti dal legislatore. Le spese dell’intero giudizio sono state compensate tra le parti a causa della novità e della complessità della materia trattata.

I crediti sorti durante l’esecuzione del concordato preventivo sono prededucibili nel successivo fallimento?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti sorti dopo la chiusura della procedura di concordato e durante la sua fase esecutiva non beneficiano della prededuzione nel fallimento successivo.

Quali sono i requisiti necessari per ottenere la prededuzione di un credito?
Un credito è prededucibile solo se è previsto espressamente dalla legge, se sorge in occasione di una procedura concorsuale o se sorge in funzione di essa.

Cosa succede al credito per canoni d’affitto d’azienda se viene esclusa la prededuzione?
Il credito viene comunque ammesso allo stato passivo del fallimento, ma perde il diritto di essere pagato con precedenza rispetto agli altri creditori.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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