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Opere realizzate dall’usufruttuario: nessun rimborso come terzo

Un usufruttuario edifica una casa su un terreno di proprietà del figlio e della nuora. Dopo aver saldato le spese, chiede alla sola nuora il rimborso del 50% dei costi invocando le norme generali sulle costruzioni eseguite da terzi sul suolo altrui. La nuora si oppone rifiutando la richiesta. I giudici di merito e la Corte di Cassazione respingono la domanda del costruttore. Le opere realizzate dall’usufruttuario non possono seguire la disciplina dei terzi estranei, in quanto l’usufruttuario è legato all’immobile da un diritto reale diretto. I rimborsi spettanti all’usufrutto sono regolati da norme specifiche e non è possibile formulare domande tardive nel corso dei gradi successivi del processo. Il ricorso dell’erede viene rigettato con condanna al pagamento delle spese legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 13586 Anno 2022
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Pubblicato il 23 luglio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Opere realizzate dall’usufruttuario e diritti del nudo proprietario

La costruzione di un fabbricato su un terreno altrui genera spesso complessi contenziosi giudiziari tra familiari e comproprietari. La questione diventa ancora più delicata quando a realizzare la nuova struttura è la persona titolare del diritto di usufrutto (ossia il diritto reale di godere del bene altrui rispettandone la destinazione). In questo specifico contesto si inseriscono le opere realizzate dall’usufruttuario e la conseguente richiesta di rimborso delle spese sostenute nei confronti del nudo proprietario (il soggetto che possiede la titolarità del bene ma non il godimento). La Corte di Cassazione ha chiarito con precisione la netta distinzione tra chi possiede un diritto reale sull’immobile e chi è invece un vero e proprio terzo estraneo.

Molti cittadini ed edificatori ritengono errando che qualunque costruzione realizzata sul suolo di un’altra persona permetta sempre di ottenere il rimborso dei costi o il valore dei materiali impiegati. La legge italiana prevede tuttavia percorsi giuridici completamente differenti a seconda del legame esistente tra chi costruisce e chi possiede il terreno.

La vicenda legale e la richiesta di rimborso delle spese

La controversia nasce dall’iniziativa di un genitore, titolare del diritto di usufrutto su un terreno agricolo. L’uomo decide di edificare un immobile sul fondo, la cui nuda proprietà appartiene in quote uguali al figlio e alla nuora. Dopo aver completato i lavori di edificazione ed aver sostenuto l’intero costo dell’opera, il costruttore richiede formalmente il pagamento del cinquanta per cento della spesa alla sola nuora. Il figlio provvede infatti autonomamente al versamento della propria quota di pertinenza.

La nuora si costituisce in giudizio e rifiuta ogni pagamento. La donna sostiene che le regole generali sulle costruzioni fatte da terzi non si applicano a chi gode già di un diritto reale di usufrutto sul terreno. Inoltre richiama una precedente scrittura privata con cui le parti avevano stabilito di ripartire il ricavato della futura vendita dell’immobile. Il tribunale e la corte d’appello respingono integralmente la domanda del costruttore. A seguito del decesso dell’usufruttuario, l’erede prosegue la causa fino al giudizio di legittimità dinanzi alla Corte di Cassazione.

Le motivazioni: le opere realizzate dall’usufruttuario non sono un’opera di terzi

La Corte di Cassazione conferma la correttezza delle decisioni precedenti e rigetta il ricorso dell’erede. La motivazione principale della sentenza stabilisce che le opere realizzate dall’usufruttuario non possono mai rientrare nella disciplina prevista per le costruzioni effettuate da soggetti terzi sul suolo altrui.

Un soggetto si definisce terzo soltanto quando non possiede alcun rapporto giuridico, sia reale sia personale, con il proprietario del fondo. L’usufruttuario ha un legame diretto e qualificato con l’immobile, poiché detiene il diritto legale di godere del terreno. Di conseguenza le addizioni e le opere effettuate dall’usufruttuario devono seguire esclusivamente le regole specifiche stabilite dal codice civile per l’usufrutto.

I giudici evidenziano anche l’impossibilità di modificare le richieste legali durante i gradi di appello. L’attore aveva cercato di cambiare la motivazione della causa invocando l’arricchimento senza causa (azione che indennizza chi subisce un danno patrimoniale ingiusto). Tali modifiche costituiscono una domanda nuova (istanza presentata per la prima volta in appello) e risultano del tutto inammissibili nel processo civile.

Le conclusioni: l’esito del giudizio e le regole sui rimborsi

La decisione della Suprema Corte fissa un principio fondamentale per la gestione delle proprietà e dei diritti reali. L’erede del costruttore perde definitivamente la causa e subisce la condanna al pagamento di tutte le spese legali del giudizio di Cassazione.

Chi possiede un diritto di usufrutto non può richiedere il semplice rientro delle spese come se fosse un soggetto del tutto estraneo al bene. La tutela dei costi sostenuti per edificare richiede l’applicazione tempestiva delle norme corrette o la stipula di precisi accordi contrattuali prima dell’inizio dei lavori. La presentazione errata o tardiva delle domande giudiziarie impedisce ai tribunali di esaminare il merito dei rimborsi richiesti.

L’usufruttuario che costruisce su terreno altrui è considerato un terzo estraneo?
No, l’usufruttuario non è un terzo perché detiene un diritto reale che lo lega direttamente all’immobile.

Quali norme disciplinano le costruzioni edificate dall’usufruttuario?
Le opere e le addizioni eseguite dall’usufruttuario sono regolate dalle norme specifiche del codice civile dedicate all’usufrutto.

È possibile richiedere l’arricchimento senza causa per la prima volta in appello?
No, richiedere questo tipo di indennizzo soltanto in secondo grado costituisce una domanda nuova ed inammissibile.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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