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Licenziamento illegittimo: sì alle trasferte, ma calcoli mensili

Il Lavoratore, dopo aver subito un licenziamento illegittimo, ha ottenuto la reintegrazione e ha optato per l’indennità sostitutiva. Nel calcolare il risarcimento per gli anni di assenza, sorge una controversia sull’inclusione dell’indennità di trasferta e sul calcolo degli accessori. La Cassazione stabilisce che l’indennità di trasferta del trasfertista abituale ha natura retributiva e va inclusa nella base di calcolo. Tuttavia, accoglie il ricorso dell’Azienda sul calcolo di interessi e rivalutazione: questi non vanno applicati sull’intera somma dal giorno del licenziamento, ma devono essere calcolati mese per mese sulle singole scadenze dei ratei maturati.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 22171 Anno 2023
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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il caso del trasfertista e il licenziamento illegittimo

Il Lavoratore ha subito un licenziamento illegittimo da parte dell’Azienda. Dopo una lunga battaglia legale, i giudici hanno accertato l’illegittimità del provvedimento e hanno ordinato la reintegrazione del dipendente. Successivamente, Il Lavoratore ha scelto di ricevere l’indennità sostitutiva al posto del rientro in servizio. Da quel momento è nato un profondo disaccordo sul calcolo del risarcimento dovuto per gli anni di assenza forzata dal lavoro. Il Lavoratore pretendeva che nel calcolo della retribuzione globale di fatto rientrasse anche l’indennità di trasferta percepita abitualmente prima del licenziamento. L’Azienda si opponeva a questa richiesta, sostenendo che tale indennità avesse solo una funzione di rimborso spese e non una natura retributiva. Inoltre, le parti discutevano ferocemente sulle modalità di calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria sull’intera somma risarcitoria accumulata negli anni.

Chi è il trasfertista abituale e come si calcola la sua retribuzione

La distinzione tra un semplice lavoratore in trasferta e un trasfertista abituale è fondamentale per determinare la base di calcolo del risarcimento. Il trasfertista abituale non ha una sede di lavoro fissa indicata nel contratto e svolge un’attività che richiede una mobilità continua. Per questa ragione, egli riceve una maggiorazione dello stipendio in misura fissa, indipendentemente dal luogo specifico in cui si reca. Nel caso in esame, Il Lavoratore si occupava della posa di cavi e linee telefoniche, muovendosi costantemente sul territorio. L’indennità di trasferta compariva regolarmente in ogni busta paga come elemento fisso della sua remunerazione. Di conseguenza, questa indennità non rappresentava un mero rimborso per le spese di viaggio, ma costituiva una vera e propria parte dello stipendio. I giudici hanno quindi stabilito che questa voce deve essere inclusa nella retribuzione globale di fatto per quantificare il danno subito a causa del licenziamento.

Le motivazioni della Cassazione sul calcolo degli accessori nel licenziamento illegittimo

La Suprema Corte ha affrontato con precisione la questione del calcolo degli interessi legali e della rivalutazione monetaria in caso di licenziamento illegittimo. L’Azienda ha contestato la decisione dei giudici di secondo grado, i quali avevano applicato gli accessori sull’intera somma risarcitoria a partire dal giorno del licenziamento. I giudici di legittimità hanno ritenuto fondata questa specifica contestazione dell’Azienda. Il risarcimento del danno per i salari non percepiti non sorge come un debito unico fin dal primo giorno. Al contrario, questo credito matura progressivamente nel tempo, mese dopo mese, proprio come se il rapporto di lavoro fosse proseguito normalmente. Per questa ragione, applicare gli interessi e la rivalutazione sull’intero capitale accumulato fin dalla data del licenziamento comporterebbe un ingiusto arricchimento per Il Lavoratore. La corretta applicazione della legge impone di calcolare gli accessori su ciascuna quota mensile a partire dal momento della sua specifica scadenza.

Le conclusioni della Cassazione sulla corretta liquidazione del danno

La decisione finale della Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell’Azienda, modificando la precedente sentenza solo sul calcolo degli accessori. Il Lavoratore mantiene il diritto a un risarcimento che include l’indennità di trasferta, confermando la natura retributiva di questa voce per i trasfertisti abituali. Tuttavia, il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria deve essere completamente rifatto. L’Azienda deve pagare gli accessori calcolandoli non sulla somma totale complessiva, ma sui singoli ratei mensili via via maturati dal giorno del licenziamento fino al saldo effettivo. Questa pronuncia ristabilisce un corretto equilibrio finanziario tra le parti, evitando penalizzazioni eccessive per il datore di lavoro e garantendo al dipendente il giusto ristoro per il licenziamento illegittimo subito.

L’indennità di trasferta fa sempre parte del risarcimento per licenziamento?
L’indennità di trasferta rientra nel risarcimento solo se ha natura retributiva, come nel caso del trasfertista abituale che riceve un compenso fisso e continuo per la sua costante mobilità.

Come si calcolano gli interessi e la rivalutazione sul risarcimento da licenziamento?
Gli interessi e la rivalutazione monetaria non si applicano sulla somma totale fin dal primo giorno, ma devono essere calcolati mese per mese sulle singole scadenze dei ratei stipendiali.

Chi è considerato un trasfertista abituale secondo la legge?
Si tratta del lavoratore che non ha una sede di lavoro fissa nel contratto, svolge un’attività che richiede continui spostamenti e riceve un’indennità fissa in busta paga senza distinzione sul luogo della trasferta.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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