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Lavaggio dei DPI: l’azienda risarcisce il lavoratore

La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente a ricevere un risarcimento per aver provveduto autonomamente al lavaggio dei DPI (dispositivi di protezione individuale), nello specifico una tuta ad alta visibilità. L’Azienda aveva omesso di adempiere al proprio obbligo di manutenzione. Il risarcimento, quantificato in via equitativa nella misura di un’ora di lavoro straordinario a settimana, era stato richiesto tramite decreto ingiuntivo. L’Azienda ha contestato il calcolo e la prova del credito, ma i giudici hanno ritenuto validi i conteggi basati sulle buste paga e sulle presenze effettive. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell’Azienda, ribadendo che la valutazione delle prove e la quantificazione equitativa del danno spettano al giudice di merito e non sono sindacabili se logicamente motivate.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 27358 Anno 2023
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Pubblicato il 16 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il lavaggio dei DPI spetta sempre al datore di lavoro

La sicurezza sul luogo di lavoro rappresenta un dovere fondamentale per ogni datore di lavoro. Tra i vari obblighi spicca la corretta manutenzione delle tute speciali, ma il lavaggio dei DPI non grava sul dipendente. Se il datore di lavoro non provvede alla pulizia e alla sanificazione delle divise, il lavoratore ha diritto a un risarcimento economico. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato questo tema, confermando una condanna nei confronti di una società che aveva delegato di fatto la pulizia delle divise ad alta visibilità al proprio dipendente.

Il caso della tuta ad alta visibilità

La vicenda nasce dall’iniziativa di un dipendente, incaricato di svolgere mansioni su strada. Per motivi di sicurezza, il lavoratore doveva indossare quotidianamente una tuta ad alta visibilità. Questo indumento rientra a tutti gli effetti nella categoria dei dispositivi di protezione. L’Azienda ha omesso per anni di lavare e igienizzare la divisa, costringendo il dipendente a provvedere autonomamente a casa propria. Il dipendente ha quindi avviato un’azione legale per ottenere il risarcimento del danno subito per il tempo e le risorse impiegate in questa attività. Il Tribunale ha accolto la domanda del lavoratore, quantificando il danno in misura pari a un’ora di lavoro straordinario diurno per ogni settimana di servizio. Successivamente, il lavoratore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per riscuotere le somme dovute, calcolate sulla base delle buste paga e dei giorni di presenza effettiva.

Come si calcola il risarcimento per la mancata pulizia

L’Azienda ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo, sostenendo che non vi fosse una prova scritta adeguata del credito. Secondo la società, i conteggi del lavoratore erano generici e non tenevano conto dei giorni di assenza o della reale durata della settimana lavorativa. La Corte d’Appello ha rigettato l’opposizione dell’Azienda. I giudici di secondo grado hanno evidenziato che i prospetti paga depositati dal lavoratore contenevano tutti gli elementi necessari. Attraverso semplici operazioni aritmetiche di addizione e divisione, era possibile risalire ai giorni di presenza effettiva e determinare il divisore settimanale corretto. Inoltre, la Corte ha ritenuto del tutto generiche le contestazioni sollevate dall’Azienda, la quale non aveva proposto un calcolo alternativo ma si era limitata a criticare i conteggi del dipendente.

Le motivazioni della Cassazione sul lavaggio dei DPI

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Azienda e ha confermato la decisione dei giudici di merito. Gli Ermellini hanno chiarito che la valutazione delle prove e l’interpretazione dei documenti aziendali rientrano nei compiti esclusivi del giudice di merito. L’Azienda non può sollecitare un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità. Inoltre, la Suprema Corte ha ritenuto corretta l’applicazione del principio di non contestazione. Poiché l’Azienda non ha contestato in modo specifico i conteggi del lavoratore in primo grado, tali dati devono considerarsi pacifici. Infine, i giudici hanno confermato la legittimità della liquidazione equitativa del danno. Quando non è possibile determinare con precisione millimetrica il costo della pulizia e il tempo impiegato, il giudice può stabilire una somma equa, come il valore di un’ora di straordinario a settimana.

Le conclusioni della sentenza sul risarcimento delle spese

La decisione della Suprema Corte stabilisce un principio chiaro per la gestione della sicurezza sul lavoro. Il datore di lavoro deve sopportare interamente i costi di igienizzazione e manutenzione dei dispositivi di protezione individuale. Se l’azienda trasferisce questo compito sul lavoratore, commette un inadempimento contrattuale e deve risarcire il danno. Il risarcimento può essere calcolato in via equitativa e richiesto agevolmente tramite decreto ingiuntivo, utilizzando le buste paga come prova del credito. Le aziende devono quindi organizzare un servizio di lavaggio centralizzato o rimborsare specificamente i dipendenti per evitare pesanti sanzioni e contenziosi seriali.

A chi spetta sostenere le spese per la pulizia dei dispositivi di protezione individuale?
Le spese per la pulizia e la manutenzione dei dispositivi di protezione individuale spettano interamente al datore di lavoro, il quale non può trasferire questo onere sul dipendente.

Come può il lavoratore ottenere il risarcimento se lava la divisa a casa?
Il lavoratore può richiedere un risarcimento danni, spesso quantificato in via equitativa dal giudice prendendo come riferimento il valore monetario di un’ora di lavoro straordinario per ogni settimana di utilizzo dell’indumento.

Quali documenti servono per dimostrare il credito in tribunale?
Le buste paga e i registri di presenza sono considerati prove scritte idonee per dimostrare i giorni di lavoro effettivo e calcolare l’importo del risarcimento dovuto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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