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Infiltrazioni dal lastrico solare: condanna al risarcimento

Una comproprietaria ha eseguito opere di pavimentazione non autorizzate sulla terrazza di copertura dell’edificio, provocando infiltrazioni dal lastrico solare nell’appartamento sottostante. Il vicino danneggiato ha richiesto la condanna al ripristino dello stato dei luoghi e il risarcimento dei danni. La Corte d’Appello ha accertato che i lavori superavano i limiti d’uso consentiti e ha condannato la donna al pagamento di oltre 17.000 euro. La proprietaria ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la perizia tecnica non avesse accertato con certezza l’origine dei danni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito, che possono anche discostarsi dalla consulenza tecnica motivando la scelta. La ricorrente e stata condannata alle spese di giudizio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 13191 Anno 2022
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Pubblicato il 23 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Infiltrazioni dal lastrico solare e modifiche non autorizzate

La gestione degli spazi comuni nei fabbricati genera frequentemente accese controversie tra i residenti. Le problematiche collegate alle infiltrazioni dal lastrico solare rappresentano uno dei motivi di scontro piu ricorrenti nell’ambito della vita condominiale. Questo caso trae origine dai lavori di pavimentazione condotti da una comproprietaria sulla terrazza di copertura dell’intero immobile. Le opere edilizie realizzate hanno provocato gravissimi danni all’appartamento sottostante, determinando costanti gocciolamenti d’acqua, macchie di umidita e un progressivo deterioramento delle strutture del soffitto.

Il proprietario danneggiato ha deciso di citare in giudizio la vicina di casa per ottenere l’immediata cessazione delle turbative, la completa rimozione delle opere realizzate e il risarcimento economico dei pregiudizi subiti. La complessa vicenda giudiziaria e giunta fino alla Corte di Cassazione dopo che i giudici d’appello hanno condannato la responsabile al pagamento di una somma superiore ai diciassettemila euro. La comproprietaria ha quindi tentato di ribaltare l’esito della causa sostenendo l’assenza di una prova tecnica del tutto certa in merito alla derivazione causale dei danni.

I limiti d’uso delle parti comuni nel condominio

Ogni partecipante alla comunione possiede il diritto di utilizzare i beni condivisi dell’edificio, a condizione di non alterarne la destinazione naturale e di non impedire agli altri la possibilita di farne un analogo uso. Nel caso specifico, l’atto di acquisto dell’immobile garantiva alla comproprietaria unicamente il diritto di accedere alla superficie di copertura per svolgere semplici attivita di pulizia, decoro e fruizione temporanea. Tali limitate facolta escludevano in modo tassativo l’installazione di impianti fissi o la realizzazione di modifiche strutturali permanenti.

La trasformazione della superficie mediante una nuova pavimentazione ha palesemente travalicato i confini stabiliti dal contratto e dalla legge. Tale intervento ha determinato un illegittimo asservimento dello spazio comune a beneficio esclusivo di un singolo individuo, rendendo notevolmente piu gravoso il pari godimento da parte degli altri aventi diritto. Inoltre, l’alterazione dello stato originario dei luoghi ha modificato le pendenze per lo scolo delle piovane, innescando il dannoso fenomeno infiltrativo che ha devastato i locali sottostanti.

Le motivazioni: perche le infiltrazioni dal lastrico solare comportano il risarcimento

La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la sentenza pronunciata nei gradi di merito, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla proprietaria dell’unita superiore. I giudici di legittimita hanno ricordato una regola cardine del diritto processuale civile: la valutazione dei fatti e l’apprezzamento delle risultanze probatorie spettano esclusivamente al giudice di merito. La Suprema Corte non puo effettuare un nuovo esame delle testimonianze o dei documenti per proporre una diversa ricostruzione della vicenda storica.

La ricorrente lamentava in particolare che la consulenza tecnica d’ufficio non avesse confermato con assoluta certezza l’origine delle infiltrazioni. Tuttavia, l’autorita giudiziaria di merito ha il pieno potere di discostarsi dalle risultanze della perizia, purche fornisca una motivazione congrua, logica e priva di contraddizioni. Nel caso di specie, la Corte territoriale ha spiegato in modo dettagliato le ragioni del proprio convincimento, individuando proprio nei lavori abusivi la causa diretta dei danni arrecati all’immobile sottostante. Di conseguenza, le censure sollevate costituiscono mere contestazioni di fatto, inammissibili dinanzi al giudice di legittimita.

Le conclusioni: la responsabilita per le infiltrazioni dal lastrico solare

La dichiarazione di inammissibilita sancisce la definitiva vittoria del proprietario dell’appartamento danneggiato. La condanna impone alla responsabile dell’abuso il pagamento integrale del risarcimento del danno, unito all’obbligo di ripristinare la superficie del lastrico solare nello stato precedente ai lavori. L’uso improprio della cosa comune comporta infatti l’immediata eliminazione di tutte le opere che impediscono il regolare utilizzo degli altri comproprietari.

Oltre al risarcimento della somma stabilita per i pregiudizi materiali, la ricorrente e stata condannata al pagamento di oltre tremila euro per le spese del giudizio di legittimita. A tali importi si aggiungono il rimborso delle spese generali, gli oneri accessori di legge e il raddoppio del contributo unificato. La pronuncia della Cassazione riafferma con chiarezza che chi esegue interventi non autorizzati sui beni condominiali risponde direttamente di tutti i danni provocati.

Quali limiti esistono per i lavori svolti sul lastrico solare comune?
I lavori non devono alterare la destinazione del bene, non devono impedire l’uso agli altri comproprietari e non devono causare danni alle proprieta sottostanti.

Il giudice puo decidere in modo diverso rispetto alla perizia tecnica del CTU?
Si, il giudice puo discostarsi dalle conclusioni del perito nominato dal tribunale, purche spieghi chiaramente nella sentenza le motivazioni della sua scelta.

Chi paga le spese legali e peritali in caso di causa persa?
La parte che perde la causa deve rimborsare interamente le spese di giudizio e i costi delle perizie tecniche sostenuti dalla parte vincente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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