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Sopraelevazione in condominio: le spese per la nuova copertura

Un condomino proprietario del piano inferiore citava in giudizio la proprietaria del lastrico solare che aveva realizzato una sopraelevazione in condominio. L’attore lamentava la creazione di un gradino sulla scala comune, l’alterazione del decoro per tapparelle disomogenee e presunti danni da infiltrazioni. La convenuta chiedeva invece il rimborso parziale dei costi della nuova copertura. La Corte di Cassazione ha chiarito che il gradino non lede l’uso comune e le tapparelle non svalutano l’edificio privo di uniformità pregressa. Soprattutto, la Suprema Corte ha stabilito che i costi per la realizzazione della nuova copertura gravano esclusivamente su chi realizza la sopraelevazione, escludendo l’applicazione del riparto spese ex art. 1126 c.c. a carico dei piani sottostanti.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 37989 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

La disciplina della sopraelevazione in condominio

La realizzazione di una sopraelevazione in condominio genera frequentemente controversie complesse tra i proprietari esclusivi dei vari piani. Quando il titolare dell’ultimo piano o del lastrico solare decide di costruire un nuovo livello, sorgono dubbi legittimi circa l’impatto sulle parti comuni, sul decoro dell’edificio e sulla ripartizione delle relative spese costruttive.

La normativa codicistica disciplina dettagliatamente i diritti e i doveri di chi intende sopraelevare. Tuttavia, l’applicazione pratica richiede un bilanciamento tra l’interesse del costruttore e la tutela della proprietà degli altri condomini.

Opere sulle scale comuni e decoro della facciata

Durante i lavori di sopraelevazione, il proprietario costruttore può apportare modifiche agli spazi condivisi. L’installazione di un gradino supplementare sul pianerottolo comune per facilitare l’accesso ai piani superiori è pienamente lecita se migliora la fruibilità complessiva. L’opera non deve restringere l’area utile né alterare la naturale destinazione del bene comune.

Un’altra questione rilevante riguarda l’installazione di infissi o tapparelle di colore differente rispetto a quelle dei piani inferiori. La giurisprudenza precisa che l’alterazione del decoro architettonico sussiste solo in presenza di un concreto deprezzamento economico dell’immobile. Se il fabbricato presenta già elementi disomogenei e facciate prive di un disegno stilistico unitario, la variazione cromatica non integra un illecito condominiale.

Risarcimento danni e onere probatorio delle infiltrazioni

Il condomino sottostante lamenta spesso danni derivanti dai lavori edili, quali fessurazioni o infiltrazioni di umidità. Per ottenere il ristoro economico, il danneggiato ha l’onere di provare il rigoroso nesso causale tra le opere di sopraelevazione e il pregiudizio lamentato.

Non è sufficiente produrre fatture generiche di ripristino o di tinteggiatura integrale dell’alloggio. La semplice fattura costituisce un documento unilaterale privo di piena efficacia probatoria sul reale valore dell’intervento limitato alle sole macchie d’acqua. Inoltre, il mancato incasso dei canoni di locazione non è risarcibile se l’inquilino rilascia l’immobile per eseguire ristrutturazioni integrali autonome e non per i disagi temporanei causati dalle opere soprastanti.

Le motivazioni: i costi della sopraelevazione in condominio

Le motivazioni della Corte di Cassazione affrontano in modo chiaro il riparto delle spese di costruzione della copertura. La Corte d’Appello aveva erroneamente applicato l’articolo 1126 del codice civile, imponendo ai condomini sottostanti di partecipare per i due terzi alle spese della nuova copertura realizzata a seguito della sopraelevazione.

I giudici di legittimità hanno censurato questa interpretazione. L’articolo 1126 del codice civile disciplina unicamente la riparazione o la ricostruzione di un lastrico solare preesistente che funge da copertura comune. Al contrario, quando viene eseguita una sopraelevazione ex articolo 1127 del codice civile, tutti i costi necessari per realizzare il nuovo piano e la sua relativa copertura restano a carico esclusivo di colui che costruisce. Chi sopraeleva beneficia dell’incremento volumetrico e non può trasferire gli oneri dell’opera strutturale sugli altri condomini dell’edificio.

Le conclusioni: i principi stabiliti per la sopraelevazione in condominio

Le conclusioni della vicenda giudiziaria delineano un quadro di grande rigore applicativo. La Suprema Corte ha annullato la condanna economica a carico del proprietario del piano sottostante, esonerandolo dal pagamento di oltre settemila euro richiesti per la costruzione del nuovo tetto.

Chi intende eseguire una sopraelevazione deve farsi carico per intero delle spese della nuova copertura. I vicini non possono opporsi a lievi migliorie delle parti comuni o a infissi differenti in assenza di reale deprezzamento dell’edificio, ma rimangono completamente immuni dagli obblighi di spesa per le nuove strutture edificate sul lastrico.

Chi paga le spese per il nuovo tetto sorto a seguito di sopraelevazione?
Le spese per la nuova copertura gravano interamente sul proprietario che esegue la sopraelevazione, senza possibilità di richiedere contributi ai condomini sottostanti.

Quando l’uso di tapparelle di colore diverso lede il decoro architettonico?
La lesione sussiste solo se la modifica determina un effettivo deprezzamento economico dell’intero stabile o delle singole unità, non configurabile se la facciata è già eterogenea.

È possibile modificare la scala comune per accedere alla sopraelevazione?
Sì, l’aggiunta di un gradino o una modifica di raccordo è legittima se garantisce un uso più agevole del bene comune senza pregiudicare il passaggio degli altri comproprietari.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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