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Indennità Perequativa nel TFS: Cassazione Conferma Inclusione per Tutti

La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di ex dipendenti universitari alla riliquidazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS). La sentenza ha stabilito che l’Indennità perequativa nel TFS deve essere inclusa integralmente nella base di calcolo, estendendo un principio già sancito dalla Corte Costituzionale. L’INPS aveva contestato questa inclusione, sostenendo che l’indennità fosse destinata solo al personale sanitario e non dovesse rientrare nel calcolo del TFS per il personale amministrativo. La Cassazione ha respinto il ricorso dell’INPS, ribadendo la natura generale e non limitata dell’indennità, condannando l’ente al pagamento delle spese legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 21937 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Indennità perequativa nel TFS: la Cassazione conferma l’inclusione per tutti i dipendenti universitari

La recente pronuncia della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21937 del 2022, ha chiarito un aspetto fondamentale per molti ex dipendenti pubblici: l’indennità perequativa nel TFS deve essere inclusa nel calcolo del Trattamento di Fine Servizio per tutto il personale universitario, non solo per quello sanitario. Questa decisione rappresenta un importante precedente e conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato, garantendo parità di trattamento economico. Molti lavoratori si interrogano spesso su quali voci retributive debbano essere considerate per il calcolo del loro TFS al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La sentenza in esame risponde a questa domanda, fornendo chiarezza su una questione complessa che ha generato incertezze per anni.

Il contesto: ex dipendenti universitari e il calcolo del TFS

La vicenda giudiziaria ha avuto origine dal ricorso presentato da alcuni ex dipendenti dell’Università, che avevano prestato servizio presso un noto Policlinico. Questi lavoratori, pur non essendo personale medico ma appartenendo a categorie amministrative e tecniche, avevano avanzato la richiesta di riliquidazione del loro Trattamento di Fine Servizio (TFS). Essi sostenevano che nel calcolo del TFS dovesse essere inclusa integralmente l’indennità perequativa. L’indennità perequativa è un compenso aggiuntivo, storicamente introdotto per equiparare economicamente diverse categorie di personale che, pur con qualifiche differenti, svolgevano attività simili o complementari all’interno delle stesse strutture.

La contestazione dell’INPS sull’indennità perequativa nel TFS

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) si è fermamente opposto a questa pretesa. L’ente previdenziale sosteneva che la retribuzione contributiva utile per il calcolo del TFS dovesse includere esclusivamente gli elementi espressamente menzionati dalla normativa previdenziale specifica. Secondo l’interpretazione dell’INPS, l’elenco di tali elementi aveva carattere tassativo, il che significa che non era possibile aggiungere altre voci retributive. Di conseguenza, l’indennità perequativa, non essendo esplicitamente contemplata in alcune delle norme di riferimento, non doveva rientrare nella base di calcolo del TFS, specialmente per il personale non direttamente coinvolto in attività sanitarie.

La conferma della Corte d’Appello

La Corte d’Appello di Roma, esaminando il caso, aveva già dato ragione ai lavoratori. I giudici di secondo grado avevano riconosciuto il pieno diritto degli ex dipendenti alla riliquidazione del loro TFS, stabilendo che l’indennità perequativa dovesse essere inclusa nella misura integrale. Questa importante decisione si fondava su una precedente e fondamentale sentenza della Corte Costituzionale (la n. 126 del 1981). Tale pronuncia aveva radicalmente eliminato dall’ordinamento la previsione che escludeva l’indennità perequativa dalla contribuzione previdenziale e assistenziale, estendendo i suoi effetti a tutti i percettori, e non solo al personale medico.

Il ricorso in Cassazione e la vera natura dell’indennità perequativa

Nonostante la decisione favorevole ai lavoratori in appello, l’INPS ha deciso di non arrendersi e ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sentenza della Corte d’Appello. L’Istituto ha denunciato la violazione e falsa applicazione di alcuni articoli di legge, ribadendo la sua interpretazione restrittiva. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso dell’INPS infondato. La Suprema Corte ha sottolineato che le argomentazioni dell’Istituto non coglievano l’effettiva natura dell’emolumento in questione. L’indennità perequativa, infatti, non è un compenso legato strettamente all’attività assistenziale in senso stretto, ma possiede una finalità più ampia e generale.

Le motivazioni: l’estensione dell’indennità perequativa nel TFS a tutti

La Cassazione ha ribadito con forza che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 126 del 1981 e la successiva n. 136 del 1997, ha valorizzato l’applicazione generalizzata dell’articolo 31 del D.P.R. n. 761 del 1979 a tutto il personale universitario che presta servizio presso strutture ospedaliere. La vera finalità dell’indennità perequativa è quella di evitare disparità di trattamento fra dipendenti che svolgono la medesima attività, garantendo equità. Non è quindi un beneficio limitato al solo personale sanitario. L’intervento “manipolativo” del giudice delle leggi ha reso l’indennità pensionabile, sopprimendo l’inciso che la rendeva “non utile ai fini previdenziali ed assistenziali”. Questo significa, in pratica, che l’indennità perequativa deve essere inclusa nella base di calcolo del TFS per tutti i lavoratori interessati. La Cassazione ha richiamato precedenti pronunce delle Sezioni Unite, che hanno sempre sostenuto questa interpretazione, consolidando un principio di diritto fondamentale.

Le conclusioni: la vittoria dei lavoratori sul calcolo dell’indennità perequativa nel TFS

In conclusione, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dall’INPS. Ha confermato in modo definitivo che l’indennità perequativa deve essere inclusa integralmente nel calcolo del Trattamento di Fine Servizio per gli ex dipendenti universitari. Questo significa che i lavoratori che si trovavano in una situazione simile hanno diritto alla riliquidazione del loro TFS con l’inclusione di tale voce retributiva. L’INPS è stato inoltre condannato al pagamento delle spese legali relative al giudizio di legittimità. La sentenza chiarisce in maniera inequivocabile che l’indennità perequativa nel TFS non può essere esclusa per ragioni legate alla specifica categoria professionale, purché il personale rientri nell’ambito di applicazione delle norme che la prevedono, garantendo così un trattamento equo e conforme alla Costituzione.

Cos’è l’indennità perequativa?
È un compenso aggiuntivo previsto per alcune categorie di dipendenti pubblici, introdotto per garantire una parità di trattamento economico tra lavoratori con mansioni simili.

Chi ha diritto all’inclusione dell’indennità perequativa nel calcolo del TFS?
Secondo la Cassazione, tutti i dipendenti universitari che prestano servizio presso strutture ospedaliere, indipendentemente dalla loro qualifica (sanitaria o amministrativa), hanno diritto all’inclusione dell’indennità perequativa nel calcolo del TFS.

Cosa succede se il mio TFS è stato calcolato senza l’indennità perequativa?
Se il suo TFS è stato calcolato escludendo l’indennità perequativa, potrebbe avere diritto a richiederne la riliquidazione, ovvero un nuovo calcolo che includa tale voce.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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