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Fondo di garanzia INPS: decreto decennale ma prescrizione di un anno

Una lavoratrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo definitivo contro il proprio datore di lavoro fallito per il recupero delle ultime tre mensilità e del trattamento di fine rapporto. Successivamente, la dipendente ha chiesto il pagamento di tali somme al Fondo di garanzia INPS. L’ente previdenziale ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di merito ha ritenuto applicabile il termine di prescrizione decennale derivante dal decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione: il credito verso l’ente previdenziale per le ultime mensilità costituisce una prestazione previdenziale autonoma e distinta da quella lavorativa. Di conseguenza, il diritto si prescrive nel termine breve di un anno e non beneficia del termine decennale del titolo esecutivo ottenuto contro il datore.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 29519 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il recupero delle retribuzioni tramite il Fondo di garanzia INPS

Il fallimento del datore di lavoro lascia spesso i dipendenti senza stipendio e senza liquidazione. Per tutelare i lavoratori subordinati, la legge istituisce il Fondo di garanzia INPS. Questo strumento interviene per corrispondere il trattamento di fine rapporto e le ultime tre mensilità di retribuzione non pagate. Tuttavia, l’accesso a questa tutela previdenziale richiede il rispetto di termini temporali molto rigidi.

Molti lavoratori ritengono che ottenere un decreto ingiuntivo contro il datore garantisca sempre dieci anni di tempo per agire anche contro l’ente pubblico. La Corte di Cassazione chiarisce che questa convinzione è errata.

La vicenda giudiziaria e il contrasto sui termini

Una lavoratrice ha agito in giudizio contro il datore di lavoro dichiarato insolvente. Il Tribunale ha emesso un decreto ingiuntivo definitivo per il pagamento del TFR e delle ultime retribuzioni. In seguito, la lavoratrice ha domandato l’intervento del Fondo gestito dall’ente previdenziale.

L’ente pubblico ha negato il pagamento delle ultime tre mensilità per intervenuta prescrizione annuale. Al contrario, i giudici di secondo grado hanno dato ragione alla lavoratrice. La corte territoriale ha applicato la prescrizione decennale derivante dal giudicato, ritenendo responsabile l’istituto in via solidale.

L’autonomia della richiesta verso il Fondo di garanzia INPS

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’ente previdenziale. Il credito azionato verso l’istituto previdenziale non coincide con il debito originario del datore di lavoro. Si tratta di un’obbligazione autonoma di natura strettamente previdenziale.

Tra il datore di lavoro insolvente e l’ente pubblico non esiste alcun vincolo di solidarietà passiva. Il datore risponde di un debito contrattuale e retributivo. L’istituto pubblico eroga invece una prestazione assistenziale e previdenziale basata sulla legge. Per questa ragione, il decreto ingiuntivo ottenuto contro l’azienda non estende i suoi effetti temporali all’ente.

Le motivazioni della decisione sul Fondo di garanzia INPS

I giudici di legittimità hanno ribadito l’orientamento consolidato della giurisprudenza. La richiesta delle ultime tre mensilità soggiace alla prescrizione breve di un anno, stabilita dall’articolo 2 del Decreto Legislativo numero 80 del 1992.

La conversione della prescrizione da breve a decennale, prevista dall’articolo 2953 del codice civile, presuppone una sentenza o un decreto definitivo pronunciato direttamente contro il debitore. Poiché l’ente previdenziale è rimasto estraneo al decreto ingiuntivo originario, tale provvedimento non può allungare i termini a suo danno. Inoltre, il pagamento spontaneo eseguito dall’ente per evitare pignoramenti non costituisce rinuncia all’impugnazione.

Le conclusioni della Cassazione sulla prescrizione dei crediti

La Suprema Corte ha annullato la sentenza d’appello e ha rinviato la causa per una nuova decisione conforme ai principi stabiliti. Il lavoratore che vanta crediti retributivi verso un’azienda insolvente deve agire con tempestività.

Ottenere un titolo esecutivo contro l’imprenditore non mette al riparo dal decorso del tempo nei confronti dell’ente pubblico. Il dipendente deve presentare la domanda per le ultime retribuzioni entro un anno, evitando di attendere i tempi lunghi delle procedure fallimentari senza compiere atti interruttivi.

Qual è il termine di prescrizione per chiedere le ultime tre mensilità all’ente previdenziale?
La richiesta per ottenere le ultime tre mensilità di retribuzione dal Fondo si prescrive in un anno.

Un decreto ingiuntivo contro il datore allunga i tempi per agire contro l’istituto?
No, il decreto ingiuntivo contro il datore non estende la prescrizione a dieci anni nei confronti dell’ente previdenziale, perché l’obbligazione previdenziale resta autonoma.

Il pagamento provvisorio da parte dell’ente blocca il ricorso in giudizio?
No, il pagamento eseguito dall’ente per rispettare una sentenza esecutiva ed evitare l’esecuzione forzata non impedisce di proseguire la causa nei gradi successivi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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