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Ex Militari e Pensione: l’aumento contributi non si trasferisce

La Cassazione ha chiarito che, in caso di dimissioni dal servizio militare senza aver maturato il diritto alla pensione, la costituzione posizione assicurativa presso l’INPS deve basarsi solo sul servizio effettivamente prestato. Due ex militari si erano visti negare il trasferimento dell’aumento figurativo dei contributi, previsto per il servizio a bordo di navi. La Corte ha dato ragione all’Ente Previdenziale, stabilendo che tali maggiorazioni sono un beneficio speciale, valido solo per chi ottiene la pensione all’interno della gestione pubblica. Questo aumento non fa parte del ‘bagaglio’ contributivo che transita nella gestione generale INPS, la quale considera unicamente gli anni di lavoro reale.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. L Num. 6343 Anno 2023
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Pubblicato il 26 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Ex dipendenti pubblici: cosa succede ai contributi speciali?

La Corte di Cassazione affronta un tema cruciale per molti lavoratori del settore pubblico che lasciano il servizio prima di maturare i requisiti per la pensione. La sentenza chiarisce le regole per la costituzione posizione assicurativa presso l’INPS, specificando quali contributi possono essere trasferiti e quali no. Il caso riguarda due ex militari della Marina che, dopo essersi dimessi, hanno chiesto il riconoscimento, nella loro nuova posizione INPS, degli aumenti contributivi speciali legati al servizio svolto a bordo di navi.

La vicenda: una richiesta di trasferimento contributi

Due lavoratori, ex militari della Marina, avevano interrotto il loro rapporto di lavoro con lo Stato prima di raggiungere l’anzianità necessaria per la pensione. Come previsto dalla legge, i loro contributi sono stati trasferiti dalla gestione speciale dei dipendenti pubblici a quella generale dell’INPS. Questo processo si chiama costituzione posizione assicurativa. I lavoratori, però, sostenevano che in questo trasferimento dovesse essere incluso anche l’aumento figurativo della contribuzione, un bonus riconosciuto per la particolare gravosità del servizio di navigazione. L’Ente Previdenziale si è opposto, ritenendo che tale beneficio non fosse ‘esportabile’.

Servizio ‘effettivo’ vs Servizio ‘utile’: una differenza chiave

Il cuore della questione legale risiede nella distinzione tra ‘servizio effettivo’ e ‘servizio utile’. Il servizio effettivo è il periodo di lavoro realmente svolto. Il servizio utile, invece, è un concetto più ampio: include il servizio effettivo più eventuali maggiorazioni o contributi figurativi, come quelli per il servizio a bordo. Questi aumenti sono trattamenti di favore pensati per compensare la difficoltà di certi impieghi. La domanda a cui la Corte ha dovuto rispondere è: quando un lavoratore pubblico si dimette, cosa trasferisce all’INPS? Solo i contributi legati al servizio effettivo o anche i bonus del servizio utile?

La costituzione posizione assicurativa e i limiti dei benefici

La legge che regola la costituzione posizione assicurativa parla di ‘periodo di servizio prestato’. Secondo l’interpretazione consolidata, questa espressione si riferisce esclusivamente al servizio effettivo. I giudici hanno sottolineato che gli aumenti figurativi sono benefici eccezionali, strettamente legati al sistema pensionistico pubblico. Essi servono a valorizzare la carriera di chi rimane in quel sistema fino alla pensione. Non costituiscono un diritto acquisito e trasferibile in altre gestioni previdenziali. Permettere il trasferimento creerebbe una disparità di trattamento ingiustificata.

Le motivazioni: perché l’aumento contributivo non si trasferisce

La Cassazione ha basato la sua decisione su un principio di coerenza del sistema previdenziale, richiamando precedenti sentenze della Corte dei Conti e della Corte Costituzionale. L’aumento convenzionale dell’anzianità è una scelta discrezionale del legislatore per tutelare chi svolge lavori usuranti, ma solo all’interno di quello specifico ordinamento. Quando il lavoratore esce da quel sistema senza diritto a pensione, la legge prevede una diversa forma di tutela: la costituzione posizione assicurativa presso l’INPS. Questa tutela, però, si fonda su regole diverse, quelle dell’assicurazione generale obbligatoria, che non prevedono il trasferimento di tali benefici speciali. In pratica, il bonus è un premio per chi arriva al traguardo della pensione pubblica, non un bagaglio da portare con sé in caso di uscita anticipata.

Le conclusioni: l’Ente Previdenziale vince, la domanda è respinta

La Corte Suprema ha accolto il ricorso dell’Ente Previdenziale. Ha annullato la precedente decisione favorevole ai lavoratori e ha rigettato la loro domanda originaria. Il principio di diritto sancito è chiaro: ai fini della costituzione posizione assicurativa presso l’INPS, per un ex dipendente pubblico che ha cessato il servizio senza diritto a pensione, non spettano gli aumenti figurativi previsti da normative speciali. Di conseguenza, nel calcolo della futura pensione presso la gestione generale, verranno considerati solo i contributi corrispondenti al periodo di servizio effettivamente lavorato.

Cosa succede ai miei contributi se lascio un impiego pubblico prima della pensione?
Se non hai maturato il diritto alla pensione, i contributi versati vengono trasferiti alla gestione generale INPS attraverso un processo chiamato ‘costituzione della posizione assicurativa’, per non perdere quanto versato.

Gli aumenti speciali di contribuzione, come quelli per servizio militare, si trasferiscono sempre all’INPS?
No. Secondo questa sentenza, gli aumenti figurativi sono benefici legati alla gestione pubblica e non vengono trasferiti nella posizione assicurativa INPS. Si trasferiscono solo i contributi legati al servizio effettivamente prestato.

Qual è la differenza tra ‘servizio effettivo’ e ‘servizio utile’ per la pensione?
Il ‘servizio effettivo’ è il periodo di lavoro reale. Il ‘servizio utile’ è la somma del servizio effettivo più eventuali aumenti figurativi (bonus). Per chi resta nel pubblico impiego fino alla pensione, si calcola il servizio utile; per chi si trasferisce all’INPS, si considera solo il servizio effettivo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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