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Esclusione del socio cooperativo: pagare per non essere espulsi

Una cooperativa edilizia ha richiesto a un socio il pagamento del saldo per l’assegnazione di un alloggio. Il socio si è opposto, contestando l’importo e impugnando la delibera di esclusione per morosità. Dopo una complessa vicenda giudiziaria, la Corte d’Appello ha accertato il debito del socio tramite consulenza tecnica, confermando però l’annullamento dell’esclusione: pretendere il pagamento del prezzo è infatti incompatibile con l’esclusione del socio cooperativo, che comporterebbe la risoluzione del rapporto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del socio, confermando la sua morosità e l’obbligo di pagamento, in quanto le contestazioni sui calcoli contabili riguardavano il merito della causa e non potevano essere riesaminate in sede di legittimità. Il socio perde definitivamente la causa ed è condannato a pagare le spese processuali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 1850 Anno 2022
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Il caso della casa prenotata e la contestata esclusione del socio cooperativo

La complessa vicenda nasce dal rapporto tra una cooperativa edilizia e un socio prenotatario di un alloggio. La cooperativa ha richiesto in tribunale il pagamento di oltre settantamila euro come saldo per l’assegnazione dell’immobile. Il socio ha contestato la richiesta, sostenendo di non dovere tale somma sulla base di una vecchia attestazione firmata dal presidente della società. Davanti alla pretesa morosità (il ritardo nel pagamento) del socio, la cooperativa ha deliberato l’esclusione del socio cooperativo dal sodalizio. Il socio ha quindi impugnato tale provvedimento e si è opposto al decreto ingiuntivo emesso per il pagamento di alcuni assegni dati in garanzia.

Il contrasto sui conti e la natura del debito

La controversia ha attraversato diversi gradi di giudizio. Inizialmente i giudici hanno dato ragione al socio, ritenendo che la dichiarazione del presidente costituisse una confessione stragiudiziale (una dichiarazione scritta che ammette un fatto sfavorevole). La Corte di Cassazione ha però annullato questa decisione, stabilendo che quel documento non aveva valore di confessione e che bisognava accertare il reale debito. Il giudice del rinvio (il giudice a cui la Cassazione riaffida la causa per un nuovo esame) ha quindi disposto una consulenza tecnica d’ufficio (una perizia contabile svolta da un esperto). La perizia ha dimostrato che il socio era effettivamente debitore della somma richiesta e che l’attestazione precedente conteneva un mero errore di calcolo.

Perché il pagamento del prezzo impedisce l’esclusione del socio cooperativo

La Corte d’Appello ha preso una decisione apparentemente contraddittoria ma giuridicamente corretta. Da un lato ha accertato il debito del socio, dall’altro ha confermato l’annullamento della sua esclusione dalla cooperativa. Questa scelta si spiega con una regola fondamentale: pretendere il pagamento del prezzo dell’alloggio è incompatibile con l’esclusione del socio cooperativo. Lo scioglimento del rapporto sociale libera infatti il socio da ogni obbligo futuro e gli attribuisce il diritto di ricevere la restituzione di quanto già versato. Se la cooperativa vuole incassare il saldo del prezzo, deve necessariamente mantenere il socio all’interno della compagine sociale per consentirgli di acquisire la proprietà della casa.

Le motivazioni: la decisione della Cassazione sui conteggi della cooperativa

Il socio ha proposto un nuovo ricorso in Cassazione, lamentando una presunta contraddittorietà della sentenza e un omesso esame dei documenti contabili. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i primi due motivi di ricorso. I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione dei conteggi e delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito. Il ricorso non può essere utilizzato per richiedere un terzo esame dei fatti o per contestare la ricostruzione contabile operata dal consulente tecnico. Inoltre, la Corte ha confermato che non esiste alcuna contraddizione nel dichiarare il socio moroso e contemporaneamente vietarne l’esclusione, poiché il pagamento del prezzo trova giustificazione solo nella persistenza del rapporto sociale. Anche il terzo motivo è stato respinto, in quanto i giudici d’appello avevano debitamente esaminato la scheda finanziaria prodotta dalla difesa.

Le conclusioni: chi vince e l’esito finale della controversia

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso del socio, confermando in toto la sentenza della Corte d’Appello. La cooperativa edilizia vince la causa e ottiene il diritto di riscuotere il saldo del prezzo dell’alloggio assegnato. Il socio perde la controversia e deve pagare il debito residuo accertato. Inoltre, il socio subisce la condanna al pagamento delle spese di lite in favore della cooperativa, liquidate in quattromila euro oltre agli accessori di legge e al versamento di un ulteriore contributo unificato per il rigetto del ricorso. Il rapporto sociale rimane valido e il socio conserva il diritto all’alloggio dietro il pagamento del dovuto.

Cosa succede se un socio di una cooperativa edilizia è moroso?
La cooperativa può agire in giudizio per recuperare il credito residuo necessario all’assegnazione dell’alloggio, ma non può escludere il socio se intende comunque incassare il prezzo dell’immobile.

Una dichiarazione del presidente della cooperativa sul debito ha valore di confessione?
No, secondo la Cassazione una semplice attestazione del presidente che riporta un debito inferiore non costituisce una confessione stragiudiziale se si dimostra che è frutto di un errore materiale di calcolo.

Si può contestare la perizia contabile del tribunale in Cassazione?
No, la ricostruzione dei conti effettuata dal consulente tecnico d’ufficio e validata dal giudice di merito non può essere ridiscussa davanti alla Corte di Cassazione, che valuta solo questioni di diritto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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