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Errore della PA: dipendente vince per perdita di chance

Un funzionario pubblico fa causa a un’Amministrazione per essere stato penalizzato ingiustamente in una selezione per una posizione di maggiore responsabilità. La Corte di Cassazione chiarisce che un errore nella procedura di valutazione, che impedisce a un candidato di competere ad armi pari, genera il diritto a un risarcimento per perdita di chance. Anche se non c’è la certezza che il funzionario avrebbe vinto, la perdita di una possibilità concreta va risarcita. L’Amministrazione ha perso il ricorso finale per un vizio di forma, rendendo definitiva la condanna al risarcimento del danno a favore del dipendente.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 14270 Anno 2026
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Pubblicato il 3 giugno 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Selezione pubblica e occasioni mancate: il risarcimento è possibile

Quando la Pubblica Amministrazione commette un errore in una procedura di selezione, il candidato escluso può ottenere un risarcimento. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: la violazione delle regole concorsuali può causare un danno da perdita di chance. Questo significa che anche se non si ha la certezza matematica di vincere, la perdita di una concreta possibilità di successo merita di essere risarcita. Il caso analizzato riguarda un funzionario che si era visto ingiustamente penalizzato nella valutazione dei titoli per l’assegnazione di una posizione organizzativa di livello superiore.

I fatti: una valutazione contestata

La vicenda ha origine da una selezione interna indetta da un’importante Amministrazione pubblica per conferire un incarico dirigenziale. Un funzionario, con anni di esperienza e i requisiti richiesti, partecipa alla procedura. Tuttavia, al momento della valutazione dei titoli e delle competenze, l’Amministrazione compie degli errori, non attribuendogli punteggi che gli sarebbero spettati per la sua preparazione specifica. Di conseguenza, un altro candidato ottiene l’incarico.

Il funzionario, sentendosi danneggiato, decide di rivolgersi al giudice. Sostiene che l’illegittimità della procedura gli ha impedito di competere correttamente, facendogli perdere la concreta possibilità di ottenere la promozione e i relativi benefici economici. La sua richiesta non è quella di avere l’incarico, ma di essere risarcito per l’opportunità che gli è stata ingiustamente sottratta.

Il concetto giuridico di perdita di chance

La perdita di chance è un concetto giuridico cruciale in questi casi. Non si tratta di risarcire il mancato raggiungimento del risultato finale (la promozione), ma la sparizione di una probabilità apprezzabile di ottenerlo. Per avere diritto al risarcimento, il danneggiato deve dimostrare che, senza l’errore dell’Amministrazione, avrebbe avuto una seria e concreta possibilità di successo. Non basta una mera speranza; serve una probabilità reale, che il giudice valuterà caso per caso. Il danno, quindi, non coincide con l’intero stipendio che si sarebbe percepito, ma con una sua frazione, calcolata in base al grado di probabilità di vittoria che il candidato aveva.

Le motivazioni: quando il giudice può sindacare le scelte della P.A.

La Corte di Cassazione, nel suo provvedimento, ha ribadito che il giudice non può sostituirsi all’Amministrazione nelle sue valutazioni discrezionali. Tuttavia, può e deve intervenire quando queste scelte sono illogiche, irragionevoli o violano le regole che la stessa Amministrazione si era data. Nel caso specifico, i giudici hanno riscontrato una ‘carenza motivazionale’ e il mancato rispetto delle regole della procedura. Questo ha reso la valutazione dei candidati non trasparente e scorretta. Di conseguenza, l’illegittimità del comportamento dell’Amministrazione ha causato direttamente la perdita di chance per il funzionario, legittimando la sua richiesta di risarcimento.

Le conclusioni: ricorso respinto e risarcimento confermato

L’esito finale della vicenda è stato favorevole al dipendente. L’Amministrazione ha presentato ricorso in Cassazione, ma questo è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali. Questa decisione ha reso definitiva la sentenza precedente, che condannava l’ente a pagare al funzionario una somma a titolo di risarcimento del danno per la perdita di chance. La sentenza conferma che i cittadini e i dipendenti pubblici hanno strumenti per difendersi da procedure amministrative ingiuste e che la perdita di un’opportunità concreta, causata da un errore della P.A., costituisce un danno che deve essere economicamente ristorato.

Cos’è la perdita di chance in una selezione pubblica?
È la perdita di una concreta probabilità di vincere una selezione o ottenere una promozione a causa di un errore o un’illegittimità commessa dall’Amministrazione durante la procedura.

Se vengo escluso ingiustamente da un concorso, ottengo automaticamente il posto?
Non necessariamente. Spesso il giudice non assegna il posto, ma riconosce un risarcimento economico per aver perso l’opportunità di ottenerlo, commisurato alle probabilità di successo.

Come si calcola il risarcimento per la perdita di un’opportunità?
Il giudice effettua una valutazione ‘equitativa’, basata sulla probabilità che il candidato aveva di vincere. Il risarcimento è di solito una percentuale del vantaggio economico che si sarebbe ottenuto con la vittoria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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