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Equiparazione Stipendiale: Università condannata, garanzia negata

Il Lavoratore ha chiesto all’Università il pagamento di una somma per l’equiparazione stipendiale. L’Università ha chiamato in causa un’Azienda Ospedaliera, ma non ha chiesto che questa la risarcisse (garanzia impropria), bensì solo di escludere la propria responsabilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’Università. Ha ribadito che un dipendente universitario in servizio presso un’azienda ospedaliera può agire contro entrambe le amministrazioni per l’equiparazione stipendiale, essendo debitori solidali. L’Università non ha impugnato tutte le ragioni della decisione precedente e non ha fornito prove adeguate sul Lodo Arbitrale che regolava i rapporti interni. L’Università ha perso e deve pagare le spese legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 25335 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

L’Equiparazione Stipendiale e le Responsabilità degli Enti Pubblici

La questione dell’equiparazione stipendiale per i lavoratori che operano in contesti complessi, come quelli universitari e ospedalieri, solleva spesso interrogativi importanti sulle responsabilità degli enti coinvolti. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: quando un dipendente universitario lavora in un’azienda ospedaliera, chi deve pagare le differenze retributive? Questa decisione offre spunti cruciali per comprendere meglio i diritti dei lavoratori e gli obblighi delle amministrazioni.

Il Caso: La Richiesta di Equiparazione Stipendiale

Un Lavoratore, dipendente di un’Università ma assegnato a prestare servizio presso un’Azienda Ospedaliera, ha chiesto il riconoscimento di una maggiore retribuzione. Nello specifico, il Lavoratore ha domandato il pagamento di una somma a titolo di equiparazione stipendiale. Questa richiesta mirava a ottenere le differenze retributive dovute per il periodo compreso tra settembre 2012 e settembre 2014. Il Lavoratore ha inizialmente agito in giudizio solo contro l’Università, ottenendo un decreto ingiuntivo (un ordine di pagamento del giudice).

La Difesa dell’Università e la Chiamata in Causa

L’Università ha contestato la richiesta del Lavoratore. Ha sostenuto di non essere l’unica responsabile del pagamento. Per questo motivo, l’Università ha deciso di chiamare in causa anche l’Azienda Ospedaliera. Tuttavia, l’Università non ha chiesto al giudice di condannare l’Azienda Ospedaliera a rimborsarle le somme eventualmente pagate al Lavoratore. Ha chiesto invece che il giudice dichiarasse che la responsabilità del pagamento spettava solo all’Azienda Ospedaliera, escludendo la propria. Questa mossa legale è cruciale per capire l’esito finale.

La Decisione dei Giudici di Merito sull’Equiparazione Stipendiale

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno respinto le argomentazioni dell’Università. Entrambi i giudici hanno confermato che il Lavoratore aveva diritto all’equiparazione stipendiale. Hanno anche chiarito un principio fondamentale: il personale universitario che lavora nel Servizio Sanitario Nazionale ha un doppio legame. Ha un rapporto di impiego con l’Università e un rapporto di servizio con l’Azienda Ospedaliera. Questo significa che il Lavoratore può chiedere il pagamento delle somme dovute a entrambe le amministrazioni, poiché sono considerate “debitori solidali” (cioè, il creditore può chiedere l’intero importo a uno qualsiasi dei due).

I giudici hanno anche sottolineato che l’Università non aveva formulato una vera e propria “domanda di garanzia impropria” (una richiesta di essere rimborsata da un terzo) contro l’Azienda Ospedaliera. L’Università aveva solo chiesto di essere esclusa dalla responsabilità, non di essere tutelata in caso di condanna.

Le Motivazioni della Cassazione sull’Equiparazione Stipendiale

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’Università inammissibile. Ha basato questa decisione su due motivi principali.

Primo, la sentenza d’appello si fondava su due ragioni autonome e sufficienti per respingere l’appello dell’Università. Una ragione era che l’Università non aveva chiesto una garanzia impropria, ma solo l’esclusione della propria responsabilità. L’altra ragione era che Università e Azienda Ospedaliera sono debitori solidali per l’equiparazione stipendiale. L’Università ha contestato solo la prima ragione, ma non la seconda. Secondo un principio consolidato, se una sentenza si basa su più ragioni, il ricorrente deve impugnarle tutte. Se ne impugna solo una, il ricorso diventa inammissibile.

Secondo, l’Università ha invocato un “Lodo Arbitrale” (una decisione presa da arbitri, non da un giudice) che avrebbe regolato i rapporti finanziari tra l’Università e la Regione Puglia, e di conseguenza con l’Azienda Ospedaliera. Questo Lodo avrebbe stabilito che l’Azienda Ospedaliera doveva corrispondere le somme per l’indennità perequativa. Tuttavia, l’Università non ha fornito alla Corte di Cassazione le prove necessarie di questo Lodo. Non ha trascritto le parti rilevanti dell’atto né ha indicato i tempi e i modi della sua produzione in giudizio. Inoltre, la Cassazione ha chiarito che un accordo interno tra debitori solidali, come il Lodo Arbitrale, non può essere opposto al Lavoratore. Il Lavoratore ha il diritto di chiedere il pagamento a uno qualsiasi dei debitori solidali, senza essere vincolato da accordi interni tra loro.

Le Conclusioni: Chi Paga l’Equiparazione Stipendiale

La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti. Il ricorso dell’Università è stato dichiarato inammissibile. Questo significa che l’Università è stata condannata a pagare le somme dovute al Lavoratore a titolo di equiparazione stipendiale. Inoltre, l’Università dovrà sostenere le spese legali del giudizio di Cassazione in favore sia del Lavoratore che dell’Azienda Ospedaliera.

Questa sentenza ribadisce un principio importante: in presenza di debitori solidali, il creditore può scegliere a chi chiedere il pagamento. Gli accordi interni tra i debitori non possono limitare questo diritto del creditore. Per i lavoratori universitari che operano in strutture ospedaliere, questa decisione rafforza la tutela del loro diritto all’equiparazione stipendiale, semplificando il percorso per ottenere quanto dovuto.

Chi è responsabile del pagamento dell’equiparazione stipendiale per un dipendente universitario che lavora in ospedale?
Sia l’Università che l’Azienda Ospedaliera sono considerate responsabili in solido, il che significa che il lavoratore può chiedere il pagamento a una qualsiasi delle due.

Un accordo interno tra Università e Azienda Ospedaliera può impedire al lavoratore di chiedere il pagamento a una delle due?
No, gli accordi interni tra gli enti non possono essere opposti al lavoratore, che mantiene il diritto di chiedere il pagamento a uno qualsiasi dei debitori solidali.

Cosa succede se un ente chiama in causa un altro ma non chiede una “garanzia impropria”?
Se l’ente non chiede esplicitamente di essere rimborsato dal terzo in caso di condanna, ma solo di essere escluso dalla responsabilità, non può poi lamentarsi se il giudice non condanna il terzo a rimborsarlo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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