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Eccezione Bolar: scontro tra brevetti e farmaci generici

Una multinazionale farmaceutica, titolare del brevetto su un principio attivo broncodilatatore, ha citato in giudizio due produttori di farmaci generici per contraffazione. I convenuti si sono difesi invocando l’Eccezione Bolar, che consente attività sperimentali su farmaci brevettati per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio. I giudici di merito hanno ritenuto illegittima la produzione di massa e la pubblicità online senza una preventiva richiesta del genericista e senza tutele contrattuali. I produttori hanno fatto ricorso in Cassazione, chiedendo anche un rinvio alla Corte di Giustizia UE. La Suprema Corte, rilevando la novità e l’estrema complessità della questione riguardante i limiti dell’Eccezione Bolar per i terzi produttori, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per la fissazione della discussione in udienza pubblica.

Riferimento:
Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 21679 Anno 2023
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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Il conflitto sui brevetti farmaceutici e l’Eccezione Bolar

Il delicato equilibrio tra la tutela della proprietà industriale e il diritto alla salute rappresenta da sempre un terreno di scontro legale. Nel settore farmaceutico, questo bilanciamento si realizza spesso attraverso l’Eccezione Bolar. Questa regola consente ai produttori di farmaci generici di avviare studi e sperimentazioni su un principio attivo ancora coperto da brevetto. Lo scopo è ottenere in anticipo l’autorizzazione all’immissione in commercio, così da vendere il farmaco generico non appena scade il brevetto originario. Tuttavia, i confini di questa deroga sono al centro di un’importante controversia giurisprudenziale.

La produzione di principi attivi e i limiti della deroga

La vicenda nasce dall’iniziativa di una grande società farmaceutica, titolare del brevetto e del certificato protettivo complementare di un noto principio attivo broncodilatatore. La titolare ha scoperto che due aziende concorrenti producevano, pubblicizzavano online e offrivano in vendita lo stesso principio attivo. Per questo motivo, ha promosso un’azione legale per ottenere l’inibitoria della produzione, il ritiro dal commercio dei prodotti e il risarcimento dei danni per contraffazione di brevetto e concorrenza sleale. Le aziende produttrici di generici si sono difese invocando l’applicazione dell’Eccezione Bolar. Esse hanno sostenuto che la loro attività di produzione e commercializzazione fosse finalizzata esclusivamente a scopi sperimentali e registrativi per conto di terzi clienti interessati a lanciare il farmaco generico.

Le decisioni dei giudici di merito sul marketing farmaceutico

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno respinto la tesi dei produttori di generici. I giudici di merito hanno stabilito che l’Eccezione Bolar non può coprire la condotta di chi produce e vende il principio attivo sul mercato in modo generalizzato e slegato da un progetto specifico. Secondo i giudici, per beneficiare della scriminante, il terzo produttore deve dimostrare di aver agito solo su specifica richiesta di un produttore di farmaci generici. Inoltre, il produttore deve stipulare precisi accordi contrattuali per garantire che l’acquirente utilizzi il principio attivo solo per scopi sperimentali. La pubblicità su internet e l’assenza di controlli sull’uso effettivo del prodotto escludono quindi l’applicazione della deroga, configurando un’attività commerciale illecita.

Le motivazioni della Cassazione sulla complessità dell’Eccezione Bolar

Le motivazioni della Suprema Corte si concentrano sulla straordinaria novità e complessità della questione giuridica. I giudici di legittimità hanno rilevato che l’applicazione dell’Eccezione Bolar ai terzi produttori di materie prime farmaceutiche non trova precedenti consolidati nella giurisprudenza italiana ed europea. L’unico caso simile risale a una decisione di un tribunale tedesco, conclusasi con una conciliazione tra le parti. La Cassazione deve stabilire se i requisiti stringenti imposti dai giudici di merito, come l’obbligo di ricevere una richiesta preventiva e di stipulare contratti di garanzia con penali, siano compatibili con la normativa europea. La Corte deve valutare se tali vincoli non finiscano per rendere di fatto inapplicabile la deroga, danneggiando la libera iniziativa economica nel settore dei farmaci generici.

Le conclusioni sul rinvio della causa all’udienza pubblica

Le conclusioni della Suprema Corte evidenziano la necessità di un approfondimento solenne prima di giungere a una decisione definitiva. Per questa ragione, la Cassazione non ha emesso una sentenza di merito, ma ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per la fissazione di un’udienza pubblica. Questa scelta permetterà una discussione approfondita su una questione che potrebbe rivoluzionare il mercato dei farmaci generici. La decisione finale chiarirà se i produttori di materie prime possano promuovere liberamente i propri prodotti o se debbano operare esclusivamente dietro commessa blindata da rigide clausole contrattuali.

Che cosa si intende per eccezione Bolar nel settore farmaceutico?
Si tratta di una deroga che permette di produrre e sperimentare un principio attivo ancora coperto da brevetto per ottenere in anticipo l’autorizzazione commerciale del farmaco generico.

Quali limiti hanno imposto i giudici di merito ai produttori di materie prime?
I giudici hanno stabilito che il produttore deve agire solo su richiesta specifica del genericista e deve stipulare contratti che garantiscano l’uso esclusivamente sperimentale del prodotto.

Qual è stata la decisione della Corte di Cassazione in questo caso?
La Corte non ha deciso il merito ma ha rinviato la causa a un’udienza pubblica a causa della novità e della complessità della questione giuridica.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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