Un Ente Ecclesiastico ha citato in giudizio una Cittadina per ottenere la restituzione di una storica cappella. La donna aveva sbarrato l'ingresso principale della chiesa dall'interno e aperto un varco nascosto dalla propria abitazione adiacente, rivendicando la proprietà o, in subordine, l'usucapione di un immobile. I giudici di merito hanno confermato la piena proprietà dell'Ente, accertando il possesso pubblico e ininterrotto di quest'ultimo attraverso la custodia delle chiavi e i registri storici. Al contrario, l'occupazione della convenuta è risultata clandestina e priva di valore legale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso principale della Cittadina, confermando l'ordine di rilascio e la chiusura del varco abusivo, disponendo un nuovo esame d'appello unicamente per la corretta quantificazione delle spese legali a favore dell'Ente.
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