\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto Immobiliare

Pagina 360 di 50

Mediazione condominiale: i termini per l’impugnazione
La Corte d'Appello ha confermato l'improcedibilità dell'impugnazione di una delibera assembleare poiché l'avvio della mediazione condominiale non è stato comunicato alla controparte entro il termine perentorio di 30 giorni. La semplice presentazione dell'istanza all'organismo non è sufficiente a interrompere i termini di decadenza previsti dal Codice Civile.
Continua »
Divisione immobiliare: regolarità catastale necessaria
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una domanda di divisione immobiliare tra ex coniugi a causa della presenza di difformità catastali e urbanistiche non sanate. La sentenza ribadisce che la conformità catastale oggettiva rappresenta una condizione dell'azione imprescindibile per procedere allo scioglimento della comunione, sia essa volontaria o giudiziale.
Continua »
Accordo di mediazione e trascrizione: obblighi e danni
La Corte d'Appello di Torino ha stabilito che un accordo di mediazione e trascrizione non genera un obbligo automatico per le parti di riprodurre il consenso davanti a un notaio, a meno che non sia espressamente pattuito. Di conseguenza, il rifiuto di formalizzare l'atto non costituisce inadempimento né dà diritto al risarcimento del danno da perdita di chance, poiché l'ordinamento offre strumenti alternativi per ottenere la pubblicità immobiliare.
Continua »
Risoluzione contratto compravendita: immobili abusivi
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la risoluzione contratto compravendita di un immobile affetto da gravi irregolarità edilizie. Nonostante la richiesta iniziale di adempimento, gli acquirenti hanno legittimamente ottenuto lo scioglimento del contratto. Tuttavia, la Corte ha annullato la condanna degli acquirenti al pagamento di indennità di occupazione e al ripristino dei luoghi, poiché tali domande erano state presentate dai venditori oltre i termini processuali stabiliti, dichiarandole inammissibili.
Continua »
Diniego di rinnovo locazione: guida alla sentenza
La Corte d’Appello ha esaminato la validità del diniego di rinnovo locazione intimato da una proprietaria per adibire l'immobile ad abitazione della figlia. Nonostante la nullità formale della sentenza di primo grado dovuta alla mancata lettura del dispositivo in udienza, il collegio ha confermato nel merito la legittimità della disdetta, ritenendola sufficientemente specifica e credibile, ordinando il rilascio dell'immobile e condannando la conduttrice alle spese.
Continua »
Contratto con se stesso e tutela del rappresentato
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato l'annullamento di un contratto con se stesso stipulato da un rappresentante in conflitto di interessi. Sebbene l'atto sia stato annullato con obbligo di restituzione degli immobili, la Corte ha rigettato la richiesta di pagamento del prezzo e il risarcimento per perdita di chance, dichiarando quest'ultima domanda inammissibile perché proposta solo in secondo grado.
Continua »
Onere della prova occupazione illegittima: sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'onere della prova occupazione illegittima non grava sul proprietario del terreno per quanto riguarda la trasformazione del bene. In caso di occupazione senza titolo seguita a un esproprio parziale, spetta all'occupante dimostrare di aver restituito il fondo o l'esistenza di cause estintive del diritto al risarcimento.
Continua »
Indennità esproprio coltivatore: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento dell'indennità esproprio coltivatore è sufficiente la sottoscrizione di un accordo di cessione volontaria in forma scritta. Non è necessario attendere la stipulazione di un atto pubblico (rogito) per considerare il diritto come liquido ed esigibile, ribaltando la decisione di merito che subordinava l'indennizzo a formalità notarili non richieste dalla legge.
Continua »
Indennità di esproprio: limiti alla riduzione del 25%
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'indennità di esproprio non può subire la riduzione del 25% se l'opera pubblica non rientra in una vasta riforma economico-sociale. Nel caso specifico, l'esproprio per un palazzetto dello sport è stato considerato un esproprio isolato, garantendo al proprietario il diritto al pieno valore di mercato del bene.
Continua »
Indennità di esproprio: chi deve pagare il debito?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'obbligo di corrispondere l'indennità di esproprio spetta esclusivamente all'ente beneficiario e promotore dell'opera, non al soggetto delegato che agisce in suo nome. Nel caso in esame, un Comune era stato condannato in solido con una Regione per il pagamento di indennità legate alla costruzione di un ospedale, ma la Suprema Corte ha ribaltato la decisione.
Continua »
Acquisizione sanante e calcolo dell’indennizzo
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso relativo all'acquisizione sanante di un terreno trasformato dalla Pubblica Amministrazione senza un regolare decreto di esproprio. I proprietari hanno contestato l'indennizzo e l'estensione del fondo considerata dai giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la determinazione della consistenza del bene e del valore venale basata su perizia tecnica è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato.
Continua »
Indennità di asservimento: danni e limiti della CTU
La Suprema Corte ha annullato la decisione di appello in merito al calcolo dell'indennità di asservimento per la costruzione di un gasdotto. La pronuncia chiarisce che il giudice non può discostarsi immotivatamente dalle conclusioni del CTU sul riconoscimento del danno secondario, evitando motivazioni tautologiche ed esplorando compiutamente i profili di equità.
Continua »
servitù di elettrodotto: calcolo indennità e limiti
La Suprema Corte chiarisce i criteri per la determinazione dell'indennità nella servitù di elettrodotto. Il risarcimento per la svalutazione del fondo residuo non si estende automaticamente all'intera proprietà senza una prova rigorosa del danno effettivo. Inoltre, il giudice ha il dovere di valutare d'ufficio il tracciato meno pregiudizievole e di verificare il rigoroso rispetto delle normative a tutela della salute e dell'ambiente contro l'esposizione alle onde elettromagnetiche.
Continua »
Interversione del possesso e usucapione
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di due soggetti che chiedevano l'usucapione della proprietà di una striscia di terreno su cui vantavano già una servitù di passaggio. I giudici hanno chiarito che, in assenza di una chiara interversione del possesso, le opere realizzate e l'uso del terreno sono considerati compatibili con il mero esercizio della servitù, impedendo l'acquisto della proprietà a titolo originario.
Continua »
Risarcimento danno bonus edilizio: cosa fare?
Una recente sentenza della Corte d'Appello di Venezia chiarisce il diritto al risarcimento danno bonus edilizio in caso di inadempimento dell'impresa. Il caso riguarda un contratto di appalto per lavori di ristrutturazione, non eseguiti nei termini, che ha causato al committente la perdita del beneficio fiscale del 75%. La Corte ha stabilito che il danno risarcibile non corrisponde all'intero valore del bonus perso, ma alla differenza tra quest'ultimo e altre agevolazioni fiscali di cui il committente avrebbe comunque potuto usufruire, quantificando il danno nel 25% del valore dell'opera.
Continua »
Contratto rent to buy: quando è dovuta la provvigione?
La Corte d'Appello di Venezia ha sospeso l'ordine di pagamento di una provvigione relativa a un contratto rent to buy. La Corte ha stabilito che, poiché l'opzione di acquisto non era stata ancora esercitata, l'affare non poteva considerarsi concluso ai fini della provvigione completa. L'accordo, in quella fase, aveva solo natura di locazione ('rent'), mentre la compravendita ('buy') rimaneva un evento futuro e incerto, non idoneo a giustificare il pagamento immediato dell'intera mediazione.
Continua »
Querela di falso: è possibile cumulare altre domande?
Una cittadina contesta un verbale di accertamento e un'ordinanza di demolizione per una veranda, avviando una causa con tre distinte domande: querela di falso, annullamento dell'atto e risarcimento. I giudici di merito respingono tutto, ritenendo inammissibile cumulare altre azioni con la querela di falso. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il caso ma riconosce la complessità della questione. Sospende il giudizio e rimette la causa a una pubblica udienza per stabilire un principio di diritto sulla possibilità di cumulare diverse domande in un procedimento di querela di falso.
Continua »
Responsabilità del proprietario per vizi strutturali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33876/2023, ha esaminato un caso di danni a un immobile causati da vizi strutturali di un solaio, emersi durante lavori di ristrutturazione nell'appartamento sovrastante. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del proprietario dell'immobile superiore, sia quello incidentale del proprietario danneggiato, confermando la responsabilità del proprietario come custode del bene difettoso ai sensi dell'art. 2051 c.c. e l'assenza di colpa in capo a direttore dei lavori e appaltatore, la cui opera ha solo fatto emergere un difetto preesistente.
Continua »
Polizza postuma decennale: quando copre i difetti?
Un condominio citava in giudizio la propria compagnia assicurativa per ottenere l'indennizzo previsto dalla polizza postuma decennale a seguito del distacco di lastre di marmo dalla facciata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del condominio, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato la copertura. La decisione si fonda sul principio che l'interpretazione del contratto assicurativo spetta al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se la motivazione è logica e plausibile, anche se esistono altre interpretazioni possibili.
Continua »
Danni da infiltrazioni: ricorso inammissibile
Una proprietaria di un immobile cita in giudizio il condominio per ottenere il risarcimento dei danni da infiltrazioni. Dopo una doppia condanna del condominio nei primi due gradi di giudizio, la proprietaria ricorre in Cassazione lamentando un'errata valutazione dei danni. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per genericità dei motivi e per il tentativo di ottenere un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La decisione sottolinea i rigorosi requisiti di specificità richiesti per un ricorso in Cassazione.
Continua »