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Crollo da sopraelevazione: la responsabilità da custodia è al 50%

A seguito del crollo parziale di un solaio, causato da una sopraelevazione difettosa, la Corte di Cassazione ha stabilito una corresponsabilità al 50% tra il proprietario dell’ultimo piano e il Condominio. La sentenza applica il principio della doppia custodia: il proprietario risponde per i vizi della sua costruzione, mentre il Condominio risponde per non aver vigilato sull’idoneità della parte comune (il solaio di copertura) a sostenere il nuovo carico. Questo caso chiarisce come la **Responsabilità da custodia condominiale** possa essere condivisa quando il danno origina dall’interazione tra una proprietà esclusiva e una parte comune.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 7415 Anno 2023
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Pubblicato il 29 aprile 2026 in Giurisprudenza Civile

Crollo in condominio: una storia di danni e responsabilità

Un recente intervento della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale in materia di Responsabilità da custodia condominiale. La vicenda riguarda il crollo parziale di un solaio che ha danneggiato l’appartamento sottostante. La causa del cedimento è stata individuata in una sopraelevazione, ovvero la costruzione di un piano aggiuntivo, che presentava gravi difetti strutturali. Questo evento ha innescato una complessa battaglia legale per determinare chi dovesse pagare i danni: il proprietario dell’appartamento sopraelevato o l’intero Condominio? La risposta dei giudici è stata netta: la responsabilità è di entrambi, in parti uguali.

Il fatto: una sopraelevazione che cede

La controversia nasce a Napoli, nel 2004, quando il solaio di un edificio crolla parzialmente. Il cedimento interessa un appartamento al settimo piano, ma la sua origine è al piano superiore, l’ottavo. Qui, i proprietari abitano in un appartamento che è il risultato di una sopraelevazione. Una consulenza tecnica (CTU) ha accertato la causa del disastro: la nuova costruzione poggiava su un solaio di copertura non progettato per sostenere il peso di un intero piano aggiuntivo. Inoltre, una parete esterna del nuovo piano non era allineata con i muri portanti sottostanti, scaricando così un peso eccessivo su un punto fragile del solaio, che alla fine ha ceduto.

La questione legale: chi paga per i danni?

Il proprietario dell’appartamento danneggiato ha citato in giudizio sia i proprietari dell’ottavo piano sia il Condominio. I proprietari dell’appartamento superiore sostenevano che la colpa fosse del Condominio, proprietario del solaio originale. A sua volta, il Condominio attribuiva l’intera responsabilità ai singoli proprietari, che avevano realizzato un’opera difettosa. La questione giuridica centrale ruota attorno all’articolo 2051 del Codice Civile, che disciplina la responsabilità per i danni causati dalle cose in custodia. Il dilemma era identificare il ‘custode’ del bene che ha provocato il danno: la sopraelevazione privata o il solaio condominiale?

La Responsabilità da custodia condominiale secondo la Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo una corresponsabilità al 50%. I giudici hanno applicato un principio di ‘doppia custodia’. Da un lato, i proprietari dell’ottavo piano sono custodi della loro proprietà esclusiva, cioè la sopraelevazione. Essendo questa affetta da vizi di costruzione che hanno causato il crollo, essi sono direttamente responsabili. La loro responsabilità è di tipo oggettivo: non conta se fossero o meno a conoscenza dei difetti, ma solo il fatto che la loro ‘cosa’ ha prodotto un danno.

Le motivazioni: una colpa divisa a metà

La Corte ha spiegato che anche il Condominio ha una precisa responsabilità. Il solaio su cui poggiava la sopraelevazione era in origine un solaio di copertura, una parte comune dell’edificio. In quanto custode delle parti comuni, il Condominio aveva il dovere di vigilare e di impedire interventi che potessero comprometterne la stabilità. Non avendo impedito la costruzione di una sopraelevazione su una struttura inadeguata, o comunque non avendo adottato le cautele necessarie, il Condominio ha concorso a causare il danno. La Responsabilità da custodia condominiale scatta quindi per l’omessa vigilanza e manutenzione delle strutture portanti comuni.

Le conclusioni: il principio della doppia custodia

La sentenza stabilisce un importante principio di diritto: quando un danno è causato dall’interazione tra una struttura di proprietà esclusiva e una parte comune, la responsabilità può essere condivisa. In questo caso, il crollo non sarebbe avvenuto senza il vizio della sopraelevazione, ma nemmeno senza l’inidoneità del solaio condominiale. Entrambi i custodi, il singolo proprietario e il Condominio, hanno contribuito con le loro ‘cose’ a creare la situazione di pericolo che ha portato al danno. Di conseguenza, entrambi sono stati condannati a risarcire la vittima, ciascuno per la propria quota del 50%.

Il condominio può essere ritenuto responsabile per lavori fatti da un singolo condomino?
Sì, se i lavori interessano o mettono a rischio le parti comuni. In questo caso, il condominio è stato ritenuto corresponsabile perché la sopraelevazione poggiava su un solaio comune e l’ente avrebbe dovuto vigilare sulla sua idoneità strutturale.

Chi è il ‘custode’ di una cosa in termini legali?
Il custode è chi ha il potere di controllo effettivo sulla cosa, cioè la possibilità di controllarla, gestirla e intervenire per prevenire danni a terzi. Non è necessariamente il proprietario, ma spesso le due figure coincidono.

Se una parte privata del mio appartamento causa danni a un vicino, sono sempre io il responsabile?
In linea di principio sì. Come proprietario e custode, sei responsabile dei danni causati dalla tua proprietà secondo l’art. 2051 c.c., a meno che il danno non derivi da un evento imprevedibile e inevitabile, definito ‘caso fortuito’.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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