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Contratto a progetto nullo: l’ente perde e deve assumere

Un lavoratore ha collaborato con un ente tramite due contratti qualificati come contratto a progetto. Poiché l’attività svolta coincideva con le normali funzioni dell’ente, la Corte d’Appello ha dichiarato nullo il contratto a progetto, trasformando il rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato e condannando l’ente a pagare le differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. I giudici hanno chiarito che, anche prima della riforma del 2012, la mancanza di un progetto specifico determina l’automatica conversione del rapporto in un impiego fisso. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che i termini di decadenza per impugnare non si applicano se il contratto cessa per scadenza naturale anziché per recesso del datore di lavoro. L’ente è stato quindi condannato in via definitiva.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 22325 Anno 2023
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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il caso del finto contratto a progetto e la richiesta di assunzione

Un ente di ricerca ha stipulato due contratti di collaborazione con un professionista. Le parti avevano qualificato questi accordi come contratto a progetto. Tuttavia, il collaboratore svolgeva compiti del tutto sovrapponibili alle normali attività quotidiane dell’ente. Per questo motivo, il lavoratore ha deciso di fare causa al datore di lavoro. Egli ha chiesto al giudice di riconoscere la natura subordinata del rapporto di lavoro. Ha anche richiesto il pagamento delle differenze di stipendio in base al contratto collettivo nazionale del commercio. La Corte d’Appello ha accolto la domanda del lavoratore. Ha dichiarato la nullità dei contratti e ha ordinato l’assunzione a tempo indeterminato. L’ente ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione.

Quando il contratto a progetto nasconde un lavoro dipendente

La legge prevede regole molto severe per l’uso del contratto a progetto. Questo strumento non può essere utilizzato per coprire normali attività aziendali. Il progetto deve essere specifico, autonomo e ben definito. Se il progetto coincide con l’oggetto sociale dell’azienda, l’accordo è nullo. La Cassazione ha confermato un principio fondamentale. La mancanza di un vero progetto determina l’automatica conversione del rapporto in un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questa regola si applica anche ai contratti stipulati prima della riforma del 2012. Non serve un ulteriore accertamento del giudice sulla reale natura del rapporto. La sanzione scatta in automatico per contrastare l’elusione delle norme a tutela dei lavoratori.

La scadenza naturale del contratto a progetto e i termini per fare causa

L’ente ha cercato di difendersi sollevando un’eccezione di decadenza. Secondo la difesa, il lavoratore aveva presentato l’impugnazione troppo tardi rispetto alla fine del primo contratto. La Suprema Corte ha però respinto questa tesi con una motivazione molto chiara. I termini di decadenza previsti dalla legge si applicano solo quando il datore di lavoro decide di interrompere il rapporto prima del tempo. Se il contratto a progetto giunge alla sua scadenza naturale, non si applica alcuna decadenza. Il lavoratore può quindi agire in giudizio entro i normali termini di prescrizione per chiedere l’accertamento del lavoro subordinato.

Le motivazioni della sentenza sul contratto a progetto

Le motivazioni della sentenza sul contratto a progetto si fondano sulla tutela del lavoratore come parte debole del rapporto. I giudici di legittimità hanno spiegato che la sanzione della conversione automatica non viola la Costituzione. Al contrario, essa protegge la dignità del lavoro e impedisce l’abuso di contratti precari. L’ente non può invocare la libertà di iniziativa economica per giustificare contratti irregolari. Inoltre, la Corte ha sottolineato l’importanza del principio di non contestazione. L’ente non aveva contestato in modo specifico i conteggi delle ore e delle mansioni durante il primo grado di giudizio. Di conseguenza, non poteva farlo per la prima volta in appello.

Le conclusioni sul contratto a progetto

Le conclusioni sul contratto a progetto confermano la vittoria totale del lavoratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’ente in modo definitivo. Il datore di lavoro deve assumere il dipendente a tempo indeterminato per il periodo richiesto. Deve anche pagare oltre quarantacinquemila euro per le differenze retributive accumulate negli anni. Questa decisione lancia un messaggio chiaro a tutte le aziende. L’uso distorto dei contratti di collaborazione comporta rischi finanziari enormi. I datori di lavoro devono definire i progetti in modo preciso e trasparente per evitare pesanti sanzioni giudiziarie.

Cosa succede se il contratto a progetto non contiene un obiettivo specifico?
Il contratto viene considerato nullo e si trasforma automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con diritto alle differenze di stipendio.

Quali sono i termini per impugnare un contratto a progetto scaduto naturalmente?
Se il contratto giunge alla sua scadenza naturale, il lavoratore non deve rispettare i brevi termini di decadenza ma può agire entro i normali termini di prescrizione.

Il datore di lavoro può contestare i conteggi dello stipendio in appello?
No, il datore di lavoro deve contestare i conteggi in modo specifico fin dal primo grado di giudizio, altrimenti perde il diritto di farlo successivamente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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