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Contratti Pubblica Amministrazione: forma scritta

La Corte d’Appello ha confermato che per i contratti pubblica amministrazione è richiesta la forma scritta a pena di nullità. Nel caso analizzato, una società fornitrice di dispositivi medici non ha ottenuto il pagamento poiché non ha dimostrato l’esistenza di un contratto formale né il concreto impoverimento subito per l’azione di arricchimento senza causa.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI N. 5579 2026 - N. R.G. 00000538 2023 DEPOSITO MINUTA 07 08 2026 PUBBLICAZIONE 07 08 2026
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Pubblicato il 28 agosto 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Contratti Pubblica Amministrazione: Perché la Forma Scritta è Vitale

Nel panorama giuridico italiano, i contratti pubblica amministrazione seguono regole molto più rigide rispetto agli accordi tra privati. Una recente sentenza della Corte d’Appello di Napoli ha ribadito un principio fondamentale: senza un contratto scritto, il fornitore rischia seriamente di non ricevere alcun compenso, anche se la merce è stata effettivamente consegnata.

I fatti di causa

Una società specializzata nella fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI) aveva citato in giudizio un ente pubblico per ottenere il pagamento di oltre 90.000 euro. La fornitura, avvenuta nel pieno dell’emergenza sanitaria del 2020, comprendeva mascherine, guanti e tute. Tuttavia, l’ente pubblico si era opposto al pagamento eccependo la mancanza di un contratto scritto.

In primo grado, il Tribunale aveva rigettato la domanda della società, ritenendo che documenti come fatture, bolle di accompagnamento o semplici e-mail del Direttore Generale non fossero sufficienti a provare la conclusione di un valido accordo contrattuale. La società ha quindi proposto appello, tentando di far valere in subordine l’azione di arricchimento senza causa.

La decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato integralmente la decisione di primo grado, rigettando l’appello. I giudici hanno sottolineato che la volontà negoziale della Pubblica Amministrazione deve necessariamente manifestarsi attraverso un atto scritto sottoscritto da entrambi i contraenti. Comportamenti concludenti o atti unilaterali del privato, come l’emissione di una fattura, non hanno alcun valore sostitutivo.

Nemmeno il tentativo di ottenere un indennizzo per arricchimento senza causa (ex art. 2041 c.c.) ha avuto successo. La Corte ha infatti precisato che non basta dimostrare che l’ente ha ricevuto la merce; il fornitore deve anche provare il proprio effettivo depauperamento, ovvero i costi vivi sostenuti per la produzione o l’acquisto della merce, cosa che in questo caso non è avvenuta.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla tutela dell’interesse pubblico e sulla trasparenza. La forma scritta ad substantiam nei contratti pubblica amministrazione serve a garantire la certezza degli impegni di spesa e il controllo sulla gestione delle risorse collettive. I giudici hanno chiarito che:

  1. La fattura è un documento di formazione unilaterale e non prova l’esistenza di un rapporto contrattuale bilaterale.
  2. Le e-mail o gli ordini non ritualmente accettati non soddisfano il requisito della forma scritta richiesto dalla legge.
  3. Per l’indennizzo da arricchimento, il fornitore deve documentare i costi di approvvigionamento, trasporto e logistica, non potendo semplicemente richiedere il prezzo di vendita pattuito (che includerebbe il profitto).

Le conclusioni

In conclusione, questa sentenza funge da severo monito per tutte le imprese che operano con il settore pubblico. Operare sulla base di accordi verbali o contatti informali, anche in situazioni di urgenza, espone al rischio di nullità assoluta del rapporto. Per tutelarsi, ogni fornitore deve esigere la formalizzazione del contratto o di un atto deliberativo ufficiale prima di procedere con l’esecuzione della prestazione, poiché la mancanza della forma scritta rende il credito legalmente inesigibile e estremamente difficile da recuperare anche in via sussidiaria.

Cosa succede se fornisco beni alla Pubblica Amministrazione senza un contratto firmato?
Il rapporto è considerato nullo per mancanza di forma scritta obbligatoria e l’ente pubblico non è tenuto a pagare il prezzo pattuito, indipendentemente dall’avvenuta consegna.

Una fattura o una e-mail possono sostituire il contratto scritto con un ente pubblico?
No, fatture ed e-mail sono considerati documenti unilaterali o informali che non soddisfano il requisito della forma scritta ad substantiam richiesto per i contratti della Pubblica Amministrazione.

Posso almeno chiedere il rimborso dei costi sostenuti se il contratto è nullo?
Sì, attraverso l’azione di arricchimento senza causa, ma è obbligatorio fornire prove rigorose dei costi effettivamente sostenuti e del proprio depauperamento patrimoniale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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