\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Contraffazione per equivalente: quando il brevetto non basta

Il Titolare del Brevetto ha citato in giudizio la Società Concorrente accusandola di contraffazione di un brevetto relativo a un macchinario per la movimentazione del tabacco. La Corte d’Appello ha escluso la contraffazione per equivalente poiché l’impianto concorrente mancava di elementi essenziali, come i sistemi di impilamento, utilizzando invece una tecnologia aerea nota e strutturalmente diversa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del titolare, confermando che per configurare la contraffazione per equivalente non basta una somiglianza generica, ma occorre che le varianti svolgano la stessa funzione, nello stesso modo, per ottenere lo stesso risultato. La Società Concorrente vince definitivamente la causa e il Titolare del Brevetto deve rimborsare le spese legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 120 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 giugno 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

La tutela dei brevetti e la contraffazione per equivalente

Il mondo della proprietà industriale protegge le invenzioni da imitazioni non autorizzate. Spesso i concorrenti cercano di aggirare i brevetti modificando piccoli dettagli tecnici. In questi casi, la legge applica il concetto di contraffazione per equivalente per verificare se la nuova soluzione sia solo una copia mascherata. La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito i confini di questa tutela con una importante ordinanza. La decisione stabilisce regole precise per i giudici chiamati a valutare le somiglianze tra macchinari industriali complessi.

Il conflitto industriale sulla movimentazione del tabacco

Una importante azienda del settore meccanico, definita come Il Titolare del Brevetto, ha avviato una causa legale contro un’impresa concorrente, La Società Concorrente. L’accusa riguardava la presunta copia di un sistema brevettato per la movimentazione di contenitori di tabacco. Questo macchinario utilizzava un robot mobile per sollevare, ribaltare e impilare i contenitori pieni e vuoti. Secondo l’accusa, il sistema della concorrente violava il brevetto originale perché svolgeva funzioni analoghe, sebbene con alcune varianti strutturali.

Come si definiscono i limiti di un brevetto

Per comprendere la decisione bisogna analizzare come si interpreta un brevetto. La legge stabilisce che l’ambito della protezione è determinato dalle rivendicazioni (le clausole tecniche che descrivono l’invenzione). La descrizione e i disegni allegati servono solo a chiarire i punti oscuri. Ogni elemento rivendicato ha un valore essenziale. Il giudice non può ignorare una caratteristica specifica per estendere la tutela oltre quanto effettivamente registrato dal titolare.

Il confronto tra i due macchinari industriali

Nel caso specifico, i consulenti tecnici hanno evidenziato profonde differenze tra i due impianti. Il macchinario originale si basava su supporti mobili e rulliere per impilare i contenitori. L’impianto della concorrente utilizzava invece una navetta aerea sospesa, una tecnologia già ampiamente conosciuta nel settore. Inoltre, il sistema concorrente non possedeva i meccanismi di impilamento e disimpilamento descritti nel brevetto originale. Si trattava quindi di una struttura differente e non di una semplice variante ovvia.

Le motivazioni della Cassazione sulla contraffazione per equivalente

Le motivazioni della Cassazione sulla contraffazione per equivalente si concentrano sull’applicazione rigorosa dell’articolo 52 del Codice della Proprietà Industriale. I giudici di legittimità hanno chiarito che il magistrato deve seguire un percorso logico rigido. Prima occorre determinare l’ambito di protezione del brevetto analizzando le singole rivendicazioni. Successivamente si deve verificare se ogni elemento rivendicato sia presente nel prodotto concorrente. La contraffazione per equivalente si configura solo se la variante svolge la stessa funzione dell’elemento brevettato, seguendo la stessa via e ottenendo lo stesso risultato. Nel caso in esame, la tecnologia aerea della concorrente rappresentava una soluzione strutturalmente diversa che non riproduceva il nucleo inventivo del brevetto originale.

Le conclusioni sul caso del brevetto industriale

Le conclusioni sul caso del brevetto industriale confermano il rigetto definitivo del ricorso presentato dal Titolare del Brevetto. La Suprema Corte ha validato la decisione dei giudici di merito, condannando la parte ricorrente al pagamento delle spese di giudizio. Questa sentenza rafforza la certezza del diritto per le imprese che investono in ricerca e sviluppo. Le aziende concorrenti possono legittimamente sviluppare tecnologie alternative, purché queste non copino gli elementi essenziali rivendicati nei brevetti esistenti. La semplice somiglianza del risultato finale non basta a dichiarare l’illecito se i mezzi tecnici utilizzati sono strutturalmente e funzionalmente diversi.

Cosa si intende per contraffazione per equivalente di un brevetto?
Si verifica quando un concorrente realizza un prodotto che, pur non essendo identico a quello brevettato, svolge la stessa funzione nello stesso modo per ottenere lo stesso risultato.

Come si stabiliscono i limiti di protezione di un brevetto industriale?
I limiti della protezione sono determinati principalmente dalle rivendicazioni scritte nel testo del brevetto, mentre i disegni e le descrizioni servono solo a chiarire i dettagli.

Chi vince la causa se il macchinario concorrente usa una tecnologia diversa ma nota?
Vince la società concorrente, poiché l’uso di una tecnologia differente e già conosciuta esclude la contraffazione, anche se il risultato finale del macchinario è simile.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati