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Clausola vessatoria: quando è valida la firma?

Una società di catering contestava la validità di una clausola vessatoria che stabiliva il foro competente a Genova, firmata in un contratto di fornitura energetica. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della clausola, ritenendo sufficiente la specifica approvazione per iscritto tramite richiamo numerico, anche se cumulativo, purché accompagnato da una sommaria indicazione del contenuto. Di conseguenza, è stata dichiarata la competenza del Tribunale di Genova.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 32090 Anno 2025
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Pubblicato il 30 dicembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Clausola Vessatoria: Quando la Sottoscrizione è Valida? Il Caso della Deroga al Foro Competente

Nei contratti standardizzati, come quelli per la fornitura di servizi, è comune imbattersi in lunghe liste di condizioni generali. Tra queste si nascondono spesso le cosiddette clausole onerose, o vessatorie. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione torna sul tema cruciale della validità della sottoscrizione di una clausola vessatoria, specificamente quella che deroga alla competenza territoriale. La decisione offre importanti chiarimenti su come la legge bilancia la necessità di snellezza contrattuale con la tutela della parte che aderisce al contratto.

I Fatti di Causa

Una società operante nel settore del catering si opponeva a una richiesta di pagamento da parte di una società fornitrice di energia elettrica. La controversia era stata avviata davanti al Tribunale di Cagliari, ma la società fornitrice aveva eccepito l’incompetenza di quel foro, indicando come unico foro competente quello di Genova, in base a una clausola specifica (la n. 13) del contratto di fornitura.

Il Tribunale di Cagliari aveva dato ragione alla società fornitrice, dichiarando la propria incompetenza. La società di catering ha quindi proposto un regolamento di competenza alla Corte di Cassazione, sostenendo che la clausola fosse inefficace. L’argomento principale era che la clausola era stata sottoscritta ‘in blocco’ insieme ad altre clausole, anche non vessatorie, impedendo così di prestare la dovuta attenzione al suo contenuto specifico e oneroso.

La Questione Giuridica sulla Clausola Vessatoria

Il cuore della disputa legale risiede nella validità della specifica approvazione scritta richiesta dall’articolo 1341 del Codice Civile per le clausole vessatorie. La società ricorrente sosteneva che una firma cumulativa, apposta a un elenco di clausole miste, non soddisfacesse il requisito di una approvazione specifica e consapevole.

Di contro, la società fornitrice ha ribadito la piena validità della clausola vessatoria, evidenziando come il cliente avesse apposto una doppia sottoscrizione: una prima firma per accettare le condizioni generali del contratto e una seconda, distinta e separata, per approvare specificamente un elenco di clausole onerose, tra cui proprio quella relativa al foro esclusivo di Genova. Questo secondo elenco individuava le clausole per numero e ne riassumeva sinteticamente il contenuto, una pratica volta proprio a richiamare l’attenzione del contraente.

Le Motivazioni della Decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato e condividendo le conclusioni del Pubblico Ministero. I giudici hanno ribadito un principio consolidato nella giurisprudenza: per la validità di una clausola vessatoria è sufficiente un’indicazione specifica che sia idonea a suscitare l’attenzione del sottoscrittore.

Nello specifico, la Corte ha affermato che:

  1. Il richiamo numerico è sufficiente: Non è necessario che la clausola venga trascritta integralmente. Il semplice richiamo al suo numero o alla lettera che la contraddistingue è considerato un meccanismo valido per garantirne la specifica approvazione.
  2. La sottoscrizione cumulativa è valida a determinate condizioni: Anche un richiamo cumulativo a più clausole (alcune onerose e altre no) non ne inficia l’efficacia, a patto che sia accompagnato da un’indicazione, seppur sommaria, del contenuto delle clausole vessatorie. Questo elemento permette di ritenere che il contenuto sia desumibile e che l’attenzione del firmatario sia stata adeguatamente sollecitata.

Nel caso di specie, la clausola che derogava la competenza territoriale era stata riportata in un elenco separato, individuata per numero e per contenuto sintetico, e specificamente sottoscritta. Pertanto, l’obbligo di specifica approvazione previsto dall’art. 1341 c.c. è stato pienamente rispettato.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per Aziende e Consumatori

Questa ordinanza conferma la linea rigorosa ma pragmatica della giurisprudenza in materia di clausole vessatorie. Da un lato, si ribadisce la necessità di una approvazione specifica e inequivocabile. Dall’altro, si riconosce che le modalità utilizzate nella prassi commerciale, come la doppia firma e il richiamo numerico con sintesi del contenuto, sono strumenti idonei a raggiungere tale scopo.

Per le aziende che predispongono contratti standard, questa decisione è una conferma della validità delle loro procedure, purché siano chiare e trasparenti. Per i clienti (siano essi altre aziende o consumatori), rappresenta un monito a non sottovalutare mai la seconda firma richiesta in calce a un contratto. Quell’elenco di numeri non è una mera formalità, ma l’atto con cui si accettano condizioni potenzialmente molto svantaggiose, come la rinuncia al foro competente della propria città.

È valida una clausola vessatoria firmata ‘in blocco’ insieme ad altre clausole non vessatorie?
Sì, la Corte ha stabilito che la firma è valida se la clausola vessatoria è specificamente individuata dal suo numero e accompagnata da un’indicazione, anche sommaria, del suo contenuto, in modo da attirare l’attenzione del firmatario.

Per approvare specificamente una clausola vessatoria, è necessario che sia trascritta integralmente fuori dal corpo del contratto?
No, non è necessario. Secondo la giurisprudenza costante della Corte di Cassazione, è sufficiente il richiamo al numero o alla lettera che identifica la clausola per soddisfare il requisito della specifica approvazione scritta.

Cosa si intende per ‘doppia sottoscrizione’ nel contesto di questa decisione?
Significa che il cliente ha apposto due firme distinte: una per l’accettazione generale di tutte le condizioni contrattuali e una seconda, separata, destinata all’approvazione specifica di un elenco di clausole onerose, tra cui quella sul foro competente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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