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Chiamata in garanzia: l’assicuratore paga e ottiene il rimborso

Un Notaio viene condannato in primo grado a risarcire gli acquirenti di un immobile gravato da pignoramento. La sua assicurazione, attivata tramite chiamata in garanzia, paga il risarcimento. In appello, la responsabilità viene attribuita esclusivamente al visurista esterno, escludendo ogni colpa del Notaio. Tuttavia, i giudici d’appello rifiutano di ordinare la restituzione delle somme pagate dall’assicurazione, ritenendo la richiesta una domanda nuova e priva di interesse. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della compagnia assicuratrice, stabilendo che l’assicuratore ha un autonomo interesse a impugnare la decisione e che la richiesta di restituzione delle somme versate in esecuzione della sentenza di primo grado non costituisce una domanda nuova, potendo essere disposta anche d’ufficio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 7189 Anno 2022
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Pubblicato il 13 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

La chiamata in garanzia e il diritto al rimborso dell’assicuratore

Quando un professionista viene coinvolto in una causa di risarcimento danni, la chiamata in garanzia della propria compagnia assicurativa rappresenta la via principale per tutelare il proprio patrimonio. Molti si trovano ad affrontare la situazione in cui l’assicuratore paga il danneggiato dopo la sentenza di primo grado e, successivamente, il giudizio di appello ribalta completamente le responsabilità. Questo specifico scenario è stato risolto dalla Corte di Cassazione, che ha chiarito i confini dei diritti di recupero delle somme da parte delle compagnie assicurative. La vicenda nasce dall’acquisto di un immobile che si è rivelato gravato da un pignoramento non rilevato in precedenza.

Il caso del notaio, del visurista e dell’immobile pignorato

Un acquirente ha comprato un immobile scoprendo solo in seguito la presenza di un pignoramento in corso. L’acquirente ha quindi citato in giudizio il Notaio che aveva redatto l’atto di vendita, chiedendo il risarcimento dei danni. Il Notaio ha chiamato in causa la propria compagnia assicurativa per essere tenuto indenne da ogni spesa. Allo stesso tempo, il Notaio ha chiamato in causa il visurista, ovvero il professionista esterno incaricato di effettuare le verifiche ipotecarie e catastali prima del rogito. Il tribunale di primo grado ha condannato il Notaio, e la sua assicurazione ha pagato il risarcimento dovuto agli acquirenti. Nel successivo giudizio di appello, i giudici hanno ribaltato la decisione, accertando che la responsabilità esclusiva del danno era del visurista e non del Notaio. Nonostante l’esclusione della responsabilità del Notaio, la Corte d’Appello ha rifiutato di ordinare la restituzione delle somme che l’assicurazione aveva già pagato agli acquirenti.

Le motivazioni della Cassazione sulla chiamata in garanzia

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’assicurazione del Notaio, smentendo la decisione dei giudici di secondo grado. I giudici di legittimità hanno stabilito che l’assicuratore, intervenuto nel processo tramite chiamata in garanzia, possiede un autonomo interesse giuridico a impugnare la sentenza di condanna del proprio assicurato. Questo interesse si estende alla richiesta di restituzione delle somme versate in esecuzione della prima sentenza provvisoriamente esecutiva. La Corte ha chiarito che la domanda di restituzione non costituisce una domanda nuova, il cui inserimento è vietato in appello. Al contrario, la restituzione rappresenta un effetto naturale e diretto della riforma della decisione di primo grado. Il giudice d’appello ha il potere e il dovere di disporre tale restituzione anche d’ufficio, per ripristinare la situazione patrimoniale corretta dopo che è venuto meno il titolo del pagamento.

Le conclusioni sul diritto alla restituzione delle somme

La decisione della Suprema Corte ripristina un principio di equità fondamentale nei rapporti di garanzia assicurativa. Se il professionista assicurato viene dichiarato del tutto esente da colpe, l’assicuratore che ha pagato provvisoriamente i danneggiati ha il pieno diritto di riavere indietro il denaro. La Corte di Cassazione ha quindi cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Roma in diversa composizione. Il nuovo giudice dovrà applicare questo principio e valutare la domanda di restituzione presentata dalla compagnia assicuratrice. Questa pronuncia tutela le compagnie di assicurazione da esborsi ingiustificati, garantendo che la riforma di una sentenza produca effetti restitutori immediati e completi per tutte le parti coinvolte nel processo.

Cosa succede se l’assicuratore paga il risarcimento in primo grado e poi l’assicurato viene assolto in appello?
L’assicuratore ha il diritto di richiedere la restituzione immediata delle somme versate, poiché la riforma della sentenza fa venire meno il dovere di pagare.

La richiesta di restituzione delle somme pagate è considerata una domanda nuova in appello?
No, la richiesta di restituzione non è una domanda nuova e può essere disposta dal giudice anche d’ufficio come conseguenza della modifica della sentenza.

Qual è il ruolo del visurista in una compravendita immobiliare?
Il visurista è il professionista incaricato di controllare i registri immobiliari per verificare che non vi siano ipoteche o pignoramenti sul bene da acquistare.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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