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Chiamata in causa del terzo: il ritardo costa caro all’impresa

Una societa elettrica ha citato in giudizio un’impresa di costruzioni davanti al Giudice di Pace per i danni causati a una linea elettrica interrata durante alcuni scavi. L’impresa si e difesa e, solo alla prima udienza, ha chiesto l’autorizzazione alla chiamata in causa del terzo, ovvero la propria compagnia assicurativa, per essere garantita in caso di condanna. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’impresa, confermando che la chiamata in causa del terzo davanti al Giudice di Pace deve essere richiesta, a pena di decadenza, direttamente nella comparsa di costituzione e risposta depositata tempestivamente, e non puo essere rinviata all’udienza se la necessita di coinvolgere il terzo era gia evidente dall’atto di citazione iniziale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 10189 Anno 2022
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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

La chiamata in causa del terzo davanti al Giudice di Pace

Quando si riceve un atto di citazione in giudizio, una delle prime valutazioni da compiere riguarda la necessita di coinvolgere un soggetto esterno, come la propria compagnia assicurativa. Questo meccanismo, noto come chiamata in causa del terzo, consente al convenuto di tutelarsi chiedendo di essere garantito in caso di condanna. Tuttavia, la procedura civile impone regole e scadenze rigidissime. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i tempi e i modi con cui questa richiesta deve essere formulata nei procedimenti che si svolgono davanti al Giudice di Pace, sanzionando con la perdita del diritto ogni ritardo ingiustificato.

Il caso concreto e lo scavo contestato

La vicenda trae origine da un lavoro di scavo eseguito da un’impresa di costruzioni. Durante le operazioni, l’impresa ha danneggiato una linea elettrica interrata di proprieta della societa elettrica locale. Quest’ultima ha quindi promosso un’azione legale davanti al Giudice di Pace per ottenere il risarcimento dei danni e il rimborso delle spese di ripristino. L’impresa di costruzioni si e costituita in giudizio per respingere le accuse. Solo in un secondo momento, in occasione della prima udienza di comparizione, l’impresa ha richiesto al giudice l’autorizzazione a chiamare in causa la propria compagnia di assicurazioni per essere manlevata (cioe protetta dal pagamento) in caso di sconfitta. Il Giudice di Pace ha inizialmente concesso l’autorizzazione, ma ha poi condannato l’impresa al risarcimento. In sede di appello, il Tribunale ha dichiarato inammissibile la chiamata in causa dell’assicurazione perche formulata in ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge.

Le regole sulla chiamata in causa del terzo nei procedimenti minori

Il nodo centrale della controversia riguarda l’interpretazione delle regole procedurali davanti al Giudice di Pace. L’impresa di costruzioni sosteneva che in questo tipo di giudizio non si applicassero le severe decadenze previste per i tribunali ordinari. Secondo questa tesi, la richiesta di coinvolgere l’assicuratore poteva essere presentata liberamente fino alla prima udienza. La Cassazione ha smentito questa ricostruzione, precisando che anche davanti al Giudice di Pace vigono barriere temporali invalicabili. Se il convenuto intende chiamare un terzo, deve farlo obbligatoriamente nel suo primo atto difensivo scritto, ossia la comparsa di risposta, chiedendo contestualmente lo spostamento dell’udienza. L’unica eccezione si verifica se il convenuto si costituisce direttamente all’udienza e la necessita di chiamare il terzo sorge solo a causa delle difese svolte dalla controparte in quel preciso momento.

Le motivazioni della decisione sulla chiamata in causa del terzo

I giudici della Suprema Corte hanno basato la loro decisione sulla struttura stessa del processo davanti al Giudice di Pace, che e caratterizzato da una forte concentrazione delle attivita processuali. La prima udienza e destinata a racchiudere in un unico momento la trattazione, l’istruttoria e la discussione della causa. Consentire alle parti di richiedere la chiamata in causa del terzo in un momento successivo alla costituzione iniziale, senza una reale necessita sorta all’improvviso, contrasterebbe con le esigenze di rapidita e concentrazione del processo. Nel caso specifico, l’impresa di costruzioni conosceva fin dall’inizio la natura della contestazione e l’esistenza del danno alla linea elettrica. La necessita di attivare la garanzia assicurativa era quindi evidente gia al momento della ricezione dell’atto di citazione. Di conseguenza, l’istanza doveva essere inserita nella comparsa di costituzione depositata tempestivamente prima dell’udienza.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso dell’impresa

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dell’impresa di costruzioni, confermando l’inammissibilita della chiamata in garanzia dell’assicurazione. Questa decisione comporta che l’impresa dovra risarcire interamente di tasca propria i danni causati alla societa elettrica, senza poter beneficiare della copertura assicurativa all’interno di questo processo. La pronuncia rappresenta un severo monito per tutti i litiganti. Nei giudizi davanti al Giudice di Pace, la pianificazione della strategia difensiva deve essere immediata e completa fin dal primo atto. Non e possibile sanare le omissioni iniziali nelle fasi successive del giudizio, poiche la tutela del principio di celerita processuale prevale sui ritardi delle parti.

Quando va richiesta la chiamata in causa di un terzo davanti al Giudice di Pace?
La richiesta deve essere formulata a pena di decadenza nella comparsa di costituzione e risposta depositata tempestivamente prima della prima udienza.

Cosa succede se si richiede la chiamata in garanzia dell’assicurazione in ritardo?
Il giudice dichiara la richiesta inammissibile e la parte dovra risarcire i danni direttamente, senza poter essere manlevata in quel processo.

Esistono eccezioni che consentono di chiamare il terzo direttamente in udienza?
Si, ma solo se la necessita di coinvolgere il terzo sorge dalle difese o dalle attivita svolte dalle altre parti durante la prima udienza stessa.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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