Attività economica e Gratuito Patrocinio: quando un ente non profit ne ha diritto?
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11554 del 30 aprile 2024, ha fornito un’interpretazione cruciale del concetto di attività economica ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Questa decisione chiarisce che non ogni attività economicamente rilevante preclude l’accesso al beneficio, specialmente quando l’ente persegue finalità solidaristiche e non di lucro. Analizziamo insieme i dettagli di questa importante pronuncia.
I Fatti di Causa
Una società di mutuo soccorso si era vista revocare l’ammissione al gratuito patrocinio da parte del Tribunale di Padova. Secondo il Tribunale, sebbene l’ente non avesse scopo di lucro, la sua attività era comunque qualificabile come “economica”, intesa sia come produzione di vantaggi economici sia come attività esercitata con metodo economico. Questa interpretazione aveva portato all’esclusione dal beneficio, ritenendo insussistenti i presupposti di legge.
Contro questa decisione, la società ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il Tribunale avesse interpretato in modo errato le norme, in particolare l’art. 119 del D.P.R. 115/2002, non considerando la natura speciale e la finalità mutualistica dell’ente.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha accolto il ricorso della società, cassando l’ordinanza del Tribunale e rinviando la causa per un nuovo esame. La Corte ha stabilito un principio di diritto fondamentale per distinguere le attività che escludono dal gratuito patrocinio da quelle che non lo fanno.
Le Motivazioni: la distinzione tra attività economica lucrativa e strumentale
Il cuore della motivazione della Cassazione risiede nella corretta interpretazione del concetto di attività economica ai sensi della normativa sul gratuito patrocinio. La Corte ha affermato che l’esclusione dal beneficio si applica solo a quelle attività che perseguono di fatto un fine lucrativo attraverso un’organizzazione di tipo produttivo.
Il principio di diritto enunciato è il seguente: “Il concetto di attività economica contemplato nell’art. 119 D.P.R. n. 115/2002 coincide con il perseguimento di un fine lucrativo diretto e non può essere applicato a quelle fattispecie nelle quali la suddetta attività è strumentale al raggiungimento di un obiettivo solidaristico”.
In altre parole, la Corte distingue nettamente tra:
- Attività economica con fine di lucro: Organizzazione di mezzi e persone finalizzata a generare un profitto da distribuire.
- Attività economica strumentale: Utilizzo di un modello organizzativo economico (es. vendita di servizi dietro corrispettivo) non per generare profitto, ma come mezzo per raggiungere uno scopo più alto, come quello solidaristico o mutualistico.
La Corte ha sottolineato che le società di mutuo soccorso, per la loro natura, sono pacificamente equiparabili alle ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale). Per tali enti, anche se le prestazioni vengono fornite dietro pagamento di un corrispettivo, il fine solidaristico non viene meno, a patto che non vi sia una distribuzione di utili o un impiego degli stessi per scopi diversi da quelli istituzionali.
Costringere in un’unica categoria omnicomprensiva di attività economica anche le realtà il cui vantaggio monetario è puramente strumentale alla finalità solidaristica porterebbe, secondo la Corte, all’assurdo di considerare speculative tutte le organizzazioni non profit che operano in modo strutturato.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ha importanti implicazioni pratiche per tutto il terzo settore. Sancisce che enti come società di mutuo soccorso, associazioni e altre ONLUS non perdono il diritto al patrocinio a spese dello Stato solo perché svolgono attività che generano entrate. Ciò che conta è la finalità ultima dell’ente.
Se l’attività è un mezzo per realizzare una missione solidaristica e non per arricchire soci o amministratori, l’accesso alla giustizia tramite il gratuito patrocinio deve essere garantito, fermo restando il rispetto degli altri requisiti previsti dalla legge, come i limiti reddituali e la non manifesta infondatezza della pretesa legale. La decisione rafforza la tutela giurisdizionale per gli enti che operano per il bene comune, riconoscendo la loro specificità rispetto alle imprese puramente commerciali.
Un ente che svolge un’attività economica può accedere al gratuito patrocinio?
Sì, può accedere al gratuito patrocinio a condizione che la sua attività economica non sia finalizzata a un fine di lucro diretto, ma sia meramente strumentale al raggiungimento di un obiettivo solidaristico.
Qual è la differenza tra attività economica lucrativa e attività economica strumentale a uno scopo solidaristico?
L’attività economica lucrativa ha come obiettivo principale la generazione di un profitto. L’attività economica strumentale, invece, utilizza un modello economico (es. vendita di servizi) come mezzo per perseguire finalità non di profitto, come l’assistenza e la solidarietà verso i propri soci o terzi.
Le società di mutuo soccorso sono escluse dal patrocinio a spese dello Stato?
No, non sono escluse a priori. Secondo la Corte, le società di mutuo soccorso sono considerate enti equiparabili alle ONLUS e, pertanto, possono accedere al patrocinio a spese dello Stato se la loro attività, pur economicamente organizzata, è finalizzata a scopi mutualistici e solidaristici e non a un lucro diretto.