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Assicurazione della responsabilità civile: copre anche la colpa

Una società proprietaria di locali commerciali ha fatto causa a un condominio per infiltrazioni d’acqua provenienti dalle fogne. Il condominio ha chiamato in causa la propria compagnia assicurativa per essere manlevato. La Corte d’Appello ha escluso il risarcimento ritenendo che la polizza coprisse solo la rottura accidentale e non i difetti di manutenzione. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che nell’assicurazione della responsabilità civile l’espressione “fatto accidentale” copre anche i comportamenti colposi (come la scarsa manutenzione) e non solo il caso fortuito. Di conseguenza, la Cassazione ha accolto il ricorso del condominio, rinviando la causa alla Corte d’Appello per una nuova decisione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 18320 Anno 2023
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Pubblicato il 16 giugno 2026 in Giurisprudenza Civile

Il caso delle infiltrazioni e l’assicurazione della responsabilità civile

Quando si verifica un danno all’interno di un edificio, il condominio si affida spesso alla propria polizza assicurativa per coprire i costi dei risarcimenti. Tuttavia, le compagnie assicurative cercano talvolta di limitare la propria responsabilità interpretando in modo restrittivo le clausole contrattuali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito la portata dell’assicurazione della responsabilità civile condominiale, concentrandosi sul significato della formula “fatto accidentale”. Molte compagnie sostengono che questa espressione escluda i danni causati da scarsa manutenzione o difetti costruttivi. La Suprema Corte ha invece stabilito una regola fondamentale a tutela degli assicurati.

La vicenda nasce dai danni subiti da alcuni locali commerciali a causa di infiltrazioni d’acqua provenienti dall’impianto fognario di un condominio vicino. Il terzo danneggiato ha chiesto il risarcimento al condominio, il quale ha immediatamente chiamato in causa la propria compagnia assicurativa per essere tenuto indenne dalle spese. In primo grado, il Tribunale ha condannato il condominio a riparare l’impianto e l’assicurazione a pagare i danni materiali. La Corte d’Appello ha però ribaltato questa decisione. Secondo i giudici di secondo grado, la polizza copriva esclusivamente i danni derivanti da una “rottura accidentale” delle tubature. Poiché le infiltrazioni derivavano da difetti strutturali e di manutenzione dell’impianto fognario, la Corte d’Appello ha ritenuto che il danno non fosse accidentale, escludendo così l’obbligo di risarcimento da parte della compagnia. Il condominio ha quindi proposto ricorso in Cassazione per far valere i propri diritti.

Le motivazioni della sentenza sulla copertura dei danni da infiltrazione

I giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso del condominio, criticando aspramente l’interpretazione letterale data dalla Corte d’Appello. La Suprema Corte ha spiegato che i contratti devono essere interpretati secondo buona fede e tenendo conto della loro causa concreta, ossia lo scopo pratico dell’accordo.

Nell’ambito delle polizze assicurative, lo scopo del contratto è proprio quello di tenere indenne l’assicurato dai risarcimenti che deve pagare a terzi a causa di un proprio comportamento colposo, ovvero negligente o imprudente. Se l’espressione “fatto accidentale” venisse intesa solo come un evento fortuito o di forza maggiore, la polizza sarebbe del tutto inutile. Per legge, infatti, nessuno è responsabile dei danni causati da caso fortuito. Di conseguenza, l’assicurato non avrebbe pagare alcun risarcimento al terzo e non avrebbe alcun bisogno della copertura assicurativa.

La Cassazione ha quindi ribadito che il “fatto accidentale” si contrappone esclusivamente al “fatto doloso”, cioè il danno causato intenzionalmente. Pertanto, la polizza deve coprire tutti i fatti colposi, inclusi quelli derivanti da difetti di manutenzione o di costruzione, a meno che non vi sia una clausola contrattuale specifica e chiarissima che escluda espressamente tali rischi.

Le conclusioni sulla responsabilità del condominio

La decisione della Suprema Corte rappresenta una vittoria fondamentale per i condomini e per tutti i soggetti assicurati. La Cassazione ha cassato la sentenza d’appello e ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Napoli in una diversa composizione. Il nuovo giudice dovrà riesaminare il caso applicando il principio di diritto stabilito.

In conclusione, le clausole che limitano la copertura ai “fatti accidentali” non possono essere usate dalle compagnie per evitare di pagare i danni causati da negligenza o mancata manutenzione. L’assicurazione deve garantire una protezione reale ed efficace. Qualsiasi interpretazione che svuoti di significato il contratto di assicurazione viola le regole di correttezza e buona fede previste dal codice civile. I condomini possono quindi pretendere la copertura dei danni da infiltrazione anche quando questi derivano da problemi strutturali degli impianti comuni.

Cosa si intende per fatto accidentale in una polizza assicurativa?
Il fatto accidentale comprende tutti i comportamenti colposi o negligenti dell’assicurato, escludendo solamente i danni causati con dolo, cioè intenzionalmente.

L’assicurazione del condominio copre i danni causati da scarsa manutenzione delle fogne?
Sì, la polizza di responsabilità civile copre anche i danni derivanti da difetti di manutenzione o di costruzione, a meno che non vi sia una clausola contrattuale che li escluda espressamente.

Cosa succede se la compagnia assicurativa rifiuta di pagare i danni da infiltrazione?
Il condominio può contestare il rifiuto in tribunale, poiché le clausole generiche sui fatti accidentali non possono essere utilizzate per escludere la copertura dei comportamenti negligenti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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