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Accordo per rinunciare all’arbitrato: la nullità lodo arbitrale è certa

Un’ex associata di uno Studio professionale ha avviato un arbitrato per ottenere la sua quota di utili. Lo Studio ha eccepito l’incompetenza degli arbitri. L’Associata ha aderito a questa eccezione, creando un accordo per rinunciare all’arbitrato. Nonostante ciò, gli arbitri hanno emesso un lodo arbitrale. La Corte d’Appello ha dichiarato la nullità del lodo arbitrale, ritenendo che gli arbitri avessero perso la loro “potestas iudicandi” (potere di giudicare) a seguito dell’accordo delle parti. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la volontà concorde delle parti di rinunciare all’arbitrato rende nullo qualsiasi lodo successivo.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 24689 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

La Nullità del Lodo Arbitrale: Quando la Volontà delle Parti Prevale

La “nullità lodo arbitrale” rappresenta un tema cruciale nel diritto, specialmente quando le parti coinvolte in una controversia decidono di rinunciare all’arbitrato. La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito un principio fondamentale: se le parti si accordano per non procedere con l’arbitrato, qualsiasi decisione successiva degli arbitri è da considerarsi nulla. Questo principio sottolinea l’importanza della volontà delle parti nel determinare la validità del procedimento arbitrale. Comprendere questa dinamica è essenziale per chiunque si trovi a gestire controversie risolvibili tramite arbitrato.

Il Caso: L’Associata e lo Studio Professionale

La vicenda ha visto coinvolti un’ex associata e uno Studio professionale. L’Associata, dopo aver lasciato lo Studio, ha richiesto la sua parte degli utili. Per risolvere questa controversia, le parti avevano inizialmente previsto di ricorrere all’arbitrato, un metodo alternativo per risolvere le dispute senza passare per il tribunale ordinario.

L’Eccezione di Incompetenza e l’Accordo tra le Parti

Durante il procedimento arbitrale, lo Studio ha sollevato un’eccezione, sostenendo che gli arbitri non fossero competenti a decidere sulla questione. Sorprendentemente, l’Associata ha accettato questa eccezione. Questa accettazione ha creato un vero e proprio accordo tra le parti: entrambe hanno deciso di rinunciare alla “clausola compromissoria” (la clausola che le obbligava all’arbitrato) e di non volersi più avvalere del giudizio arbitrale.

La Rinuncia all’Arbitrato e la “Potestas Iudicandi”

Nonostante questo accordo esplicito, gli arbitri hanno comunque proseguito con il loro compito e hanno emesso un “lodo arbitrale” (la loro decisione finale). Lo Studio, tuttavia, ha cercato di ritirare la sua eccezione dopo l’adesione dell’Associata. La questione è giunta in Corte d’Appello, che ha dichiarato la “nullità lodo arbitrale”. La Corte ha stabilito che, una volta raggiunto l’accordo tra le parti per rinunciare all’arbitrato, gli arbitri avevano perso la loro “potestas iudicandi” (il potere di giudicare). Senza questo potere, qualsiasi loro decisione era priva di valore.

La Conferma della Nullità Lodo Arbitrale da Parte della Cassazione

Lo Studio professionale ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la decisione della Corte d’Appello. Ha sostenuto che l’Associata, avviando l’arbitrato, avesse dato causa alla nullità e che non potesse poi impugnare il lodo. Ha anche contestato la validità dell’accordo di rinuncia. La Cassazione ha respinto tutti i motivi di ricorso dello Studio. Ha ribadito che l’accordo tra le parti per rinunciare all’arbitrato era valido e si era perfezionato nel momento in cui l’Associata aveva aderito all’eccezione di incompetenza sollevata dallo Studio.

Le Motivazioni: La Volontà delle Parti come Fondamento della Giurisdizione Arbitrale

La Corte di Cassazione ha spiegato chiaramente le sue motivazioni. Ha sottolineato che il potere degli arbitri di giudicare deriva esclusivamente dalla volontà delle parti. Se questa volontà viene meno, attraverso un accordo esplicito di rinuncia all’arbitrato, gli arbitri perdono automaticamente ogni “potestas iudicandi”. Non possono più decidere sulla controversia. La Corte ha precisato che la “nullità lodo arbitrale” non è stata dichiarata perché l’Associata aveva avviato l’arbitrato, ma perché gli arbitri si erano pronunciati nonostante l’accordo di rinuncia già perfezionato. Questo accordo ha interrotto la sequenza causale che avrebbe portato a un lodo valido. La Cassazione ha anche chiarito che l’adesione all’eccezione di incompetenza da parte dell’Associata, tramite i suoi procuratori, era valida e non richiedeva ulteriori formalità, poiché l’accordo si era già formato.

Le Conclusioni: Il Principio della Nullità Lodo Arbitrale è Saldo

La Suprema Corte ha quindi confermato la decisione della Corte d’Appello, respingendo il ricorso dello Studio professionale. Il principio è chiaro: un accordo tra le parti per rinunciare all’arbitrato, anche se successivo all’inizio del procedimento, priva gli arbitri del loro potere di decidere. Qualsiasi “lodo arbitrale” emesso in queste circostanze è nullo. Lo Studio è stato condannato a pagare le spese legali all’Associata e un ulteriore importo a titolo di “contributo unificato” (una tassa giudiziaria). Questa sentenza rafforza l’idea che la volontà delle parti è sovrana nel definire l’ambito e la validità della giurisdizione arbitrale, prevenendo la “nullità lodo arbitrale” quando tale volontà è chiara e concorde.

Cosa succede se le parti decidono di non volere più l’arbitrato dopo averlo iniziato?
Se le parti raggiungono un accordo per rinunciare all’arbitrato, anche dopo averlo avviato, gli arbitri perdono il potere di decidere sulla controversia.

Un lodo arbitrale emesso nonostante un accordo di rinuncia è valido?
No, un lodo arbitrale emesso in queste circostanze è considerato nullo, perché gli arbitri non avevano più la “potestas iudicandi” (il potere di giudicare).

L’accordo di rinuncia all’arbitrato deve essere formalizzato in modo particolare?
L’accordo si perfeziona con la chiara e concorde volontà delle parti. L’adesione di una parte all’eccezione di incompetenza sollevata dall’altra è sufficiente a creare l’accordo, senza necessità di ulteriori adempimenti formali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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