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Trattato sull'Unione Europea, art. 6

5 provvedimenti

Istanza di prelievo: non serve nel giudizio di ottemperanza
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è obbligatorio presentare un'istanza di prelievo durante un giudizio di ottemperanza per poter poi richiedere l'indennizzo per irragionevole durata del processo (legge Pinto). La Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di una cittadina proprio per la mancata presentazione di tale istanza. La motivazione risiede nel fatto che il giudizio di ottemperanza è già strutturato per essere celere, rendendo l'istanza di prelievo un adempimento superfluo.
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Rifiuto consegna e MAE: la prova del radicamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27165/2024, ha rigettato il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo. Il caso verteva sul rifiuto consegna per un cittadino straniero che sosteneva di essere radicato in Italia. La Corte ha chiarito che, al di là dell'interpretazione temporale del requisito di residenza quinquennale, è onere del ricorrente fornire prove concrete e specifiche del proprio effettivo e continuativo radicamento sociale e familiare nel territorio italiano, onere che nel caso di specie non è stato assolto.
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Eccezioni nuove processo tributario: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro. Una corte di merito ha accolto un'eccezione di difetto di motivazione presentata tardivamente. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che le eccezioni nuove nel processo tributario, come il vizio di motivazione, devono essere sollevate nel ricorso iniziale. La Corte ha inoltre respinto le tesi del contribuente sull'acquiescenza dell'ente fiscale e sulla responsabilità solidale con uno Stato estero.
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Mandato di arresto europeo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino italiano contro una sentenza della Corte d'appello di Milano. Il caso riguarda un mandato di arresto europeo emesso dal Belgio per una condanna per truffa. In un precedente giudizio, la Cassazione aveva stabilito che il ricorrente potesse scontare la pena in Italia. Il nuovo ricorso, che sollevava questioni su punti già decisi dalla stessa Cassazione, è stato respinto in quanto non consentito dalla legge, che vieta di rimettere in discussione il 'decisum' della Corte suprema.
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Peggioramento retributivo: onere della prova del lavoratore
Un gruppo di lavoratori del personale tecnico-amministrativo, trasferiti da enti locali al settore scolastico, ha citato in giudizio l'amministrazione per ottenere il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa. Lamentavano un "peggioramento retributivo" dovuto a tale mancato riconoscimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al lavoratore l'onere di provare un effettivo e sostanziale peggioramento economico globale al momento del trasferimento. La Corte ha ritenuto che l'istituzione di un assegno ad personam per mantenere il livello salariale precedente fosse sufficiente a escludere tale peggioramento, confermando che la semplice perdita di opportunità di carriera future non costituisce una diminuzione retributiva immediata.
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