LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), art. 56

10 provvedimenti

Discriminazione NCC: Cassazione annulla multa a Venezia
Una società di trasporto acqueo si opponeva a una sanzione del Comune per violazione delle norme di accesso alla ZTL. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, ritenendo illegittima l'ordinanza comunale. La Corte ha stabilito che la normativa locale creava una ingiustificata discriminazione NCC, trattando diversamente gli operatori con licenza rilasciata da altri comuni rispetto a quelli locali. Questo trattamento differenziato viola i principi di concorrenza e supera i poteri regolamentari del Comune.
Continua »
Imposta Unica Scommesse: annullate le sanzioni 2010
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10759/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse è dovuta anche da operatori esteri senza concessione che operano in Italia tramite intermediari. Tuttavia, ha annullato le sanzioni relative all'anno 2010, riconoscendo una condizione di 'obiettiva incertezza normativa' precedente alla legge interpretativa del 2010. Per il 2011 e gli anni successivi, sia l'imposta che le sanzioni sono state confermate.
Continua »
Imposta unica scommesse: Cassazione e anni pre-2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17594/2024, ha annullato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2009. Il caso riguardava il titolare di un centro scommesse che operava per conto di un bookmaker senza concessione. La Corte ha stabilito che, per i periodi d'imposta anteriori al 2011, il soggetto passivo del tributo è unicamente il bookmaker e non il ricevitore (CTD). Questa decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità dell'applicazione retroattiva della norma che estendeva l'obbligo fiscale anche ai ricevitori, per violazione del principio di capacità contributiva.
Continua »
Licenza Giochi: la Cassazione valuta il rinvio alla CGUE
Un operatore del settore giochi è stato sanzionato per aver installato apparecchi di intrattenimento senza la specifica licenza giochi richiesta per la raccolta di scommesse. Dopo la conferma della sanzione in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per valutare la compatibilità della normativa italiana con il diritto dell'Unione Europea, a seguito di una specifica richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE.
Continua »
Licenza scommesse: Cassazione e TULPS su macchine
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione di 45.000 euro a un esercente per aver installato apparecchi da intrattenimento senza l'adeguata licenza scommesse. La sentenza chiarisce che, se in un locale si effettua anche la raccolta di scommesse, la licenza ex art. 86 TULPS non è sufficiente, essendo invece necessaria quella più restrittiva prevista dall'art. 88 TULPS. La Corte ha rigettato i motivi del ricorrente basati sulla presunta buona fede e sulla violazione del diritto europeo, ribadendo la necessità di controlli di polizia più stringenti per tali attività.
Continua »
Imposta unica scommesse per bookmaker esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22279/2024, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica scommesse per l'attività di raccolta gioco svolta in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha stabilito che la normativa non è discriminatoria né contraria al diritto UE, in quanto il presupposto impositivo è legato all'organizzazione del servizio sul territorio nazionale, rendendo il bookmaker estero soggetto passivo d'imposta, in solido con il gestore locale, anche per l'annualità 2010.
Continua »
Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società di scommesse estera e il suo intermediario locale hanno impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio consolidato: l'imposta è dovuta da tutti gli operatori che raccolgono scommesse sul territorio italiano, anche se privi di concessione statale. La Corte ha stabilito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e l'intermediario locale, escludendo qualsiasi profilo di discriminazione o violazione del diritto europeo.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Due società di scommesse estere hanno contestato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'attività svolta in Italia nel 2007 tramite un agente locale. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, stabilendo che i bookmaker stranieri, anche se privi di concessione italiana, sono soggetti passivi d'imposta per le scommesse raccolte sul territorio nazionale. La Corte ha precisato che la parziale incostituzionalità della norma sulla responsabilità solidale dell'agente locale per gli anni antecedenti al 2011 non elimina la responsabilità principale del bookmaker.
Continua »
Imposta unica scommesse: CTD e bookmaker responsabili
Un bookmaker estero e il suo centro di trasmissione dati italiano hanno impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la loro responsabilità solidale. Per i periodi d'imposta successivi al 2011, la Corte ha ritenuto la tassazione conforme ai principi UE e costituzionali, poiché la normativa nazionale mira a tutelare l'ordine pubblico e a prevenire l'evasione fiscale senza discriminare gli operatori stranieri.
Continua »
Esercizio abusivo scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per esercizio abusivo scommesse a carico della titolare di un centro affiliato a un bookmaker estero. La decisione si fonda sul fatto che la gestrice agiva come intermediaria, utilizzando un proprio conto gioco per le puntate dei clienti, rendendo così irrilevante la questione sulla presunta discriminazione del bookmaker straniero da parte dello Stato italiano. L'onere di provare tale discriminazione, secondo la Corte, spetta alla difesa.
Continua »