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sentenza Corte costituzionale n. 24 del 2019

11 provvedimenti

Revocazione Confisca di Prevenzione: Nuove Prove o Tentativi Vani?
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da alcuni familiari contro il rigetto della loro richiesta di revocazione confisca di prevenzione. I ricorrenti sostenevano di avere nuove prove, inclusi documenti fiscali e una sentenza della Corte Costituzionale, per dimostrare l'origine lecita dei beni confiscati. La Corte d'Appello aveva respinto le richieste, ritenendo che i documenti non fossero "prove nuove" e che gli altri argomenti fossero generici. La Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che per la revocazione è necessaria una prova realmente nuova, non semplicemente una prova preesistente e già conoscibile. I ricorsi sono stati dichiarati infondati, mantenendo la confisca dei beni.
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Assoluzione vs. Confisca: La Revoca Confisca Beni non è Automatica
Un individuo aveva subito la revoca confisca beni definitiva a causa della sua pericolosità sociale qualificata, legata a una "vicinitas mafiosa" e alla crescita patrimoniale illecita. Successivamente, è stato assolto in un processo penale per un reato specifico di violenza privata, perché "il fatto non sussiste". Ha chiesto la revoca della confisca, sostenendo che l'assoluzione eliminasse il presupposto della pericolosità. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. Ha stabilito che l'assoluzione per un singolo fatto non annulla automaticamente la valutazione di pericolosità sociale, se questa si basa su un contesto più ampio e su elementi autonomi rispetto al reato specifico.
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Revoca Confisca di Prevenzione: Cassazione Annulla per Motivazione Insufficiente
Gli Eredi di un soggetto, cui erano stati confiscati beni per pericolosità sociale, hanno chiesto la revoca confisca di prevenzione. La Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale la confisca basata sulla sola 'dedizione ad attività delittuose', mantenendo valida quella per chi 'vive abitualmente con proventi illeciti'. Il Tribunale ha respinto la richiesta, affermando che la confisca originaria rientrava nel caso ancora valido. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale, ritenendo la motivazione insufficiente a chiarire su quale specifica base fosse stata disposta la confisca, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Confisca di prevenzione: errore del giudice sulla revoca dei beni
Il Tribunale di Latina respingeva la richiesta di revoca di una confisca di prevenzione avanzata da un cittadino. Il richiedente invocava una sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittima la misura per una specifica categoria di pericolosita sociale. Il cittadino proponeva ricorso in Cassazione, sostenendo che il provvedimento originario si basasse su presupposti ormai incostituzionali. La Suprema Corte ha chiarito che, per contestare la confisca di prevenzione dopo la pronuncia della Consulta, lo strumento corretto non e l'incidente di esecuzione davanti al Tribunale, bensi la richiesta di revocazione dinanzi alla Corte di Appello competente. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato il provvedimento impugnato e ha trasmesso gli atti alla Corte di Appello di Perugia per il giudizio di revocazione.
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Revoca confisca: legge incostituzionale non basta, beni persi
La Corte di Cassazione ha negato la revoca della confisca di prevenzione a una persona i cui beni erano stati sequestrati per pericolosità sociale. La richiesta si basava sulla successiva dichiarazione di incostituzionalità di una delle norme usate per la confisca. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: se la confisca originale si fondava su più motivi, l'invalidità di uno solo non è sufficiente per la revoca. È necessario dimostrare che anche gli altri motivi, da soli, non avrebbero giustificato il provvedimento. Inoltre, le nuove prove presentate sono state ritenute non decisive. La confisca dei beni è stata quindi confermata.
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Revoca confisca: inammissibile se la categoria regge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la revoca confisca di beni. La richiedente, soggetta a una misura di prevenzione per pericolosità generica, aveva basato l'istanza su una sentenza della Corte Costituzionale. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che la confisca era fondata su una categoria di pericolosità (vivere con proventi di attività illecite) non interessata dalla pronuncia di incostituzionalità, rendendo il ricorso infondato.
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Pericolosità sociale: la Cassazione e la presunzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per la sua ritenuta appartenenza a un'associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che per valutare l'attuale pericolosità sociale, la condanna per un ruolo di vertice nel clan è un indice fortissimo che non può essere superato dalla sola lunga detenzione o dalla partecipazione a percorsi di rieducazione generici. È necessaria la prova di un'effettiva e radicale rottura con l'ambiente criminale.
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Confisca di prevenzione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro il rigetto di un'istanza di revoca di una confisca di prevenzione. Gli appellanti sostenevano che una sentenza della Corte Costituzionale su una categoria di pericolosità sociale dovesse applicarsi anche alla loro. La Suprema Corte ha invece confermato la netta distinzione tra le diverse fattispecie, ribadendo la legittimità della misura patrimoniale basata sulla prova che i soggetti vivessero con proventi di attività illecite.
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Pericolosità sociale: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna sottoposta a sorveglianza speciale. La sua pericolosità sociale è stata confermata in quanto viveva abitualmente con i proventi di reati contro il patrimonio, commessi in modo seriale. La Corte ha ribadito che la valutazione deve basarsi su elementi di fatto che dimostrino un reddito illecito come fonte di sostentamento, non bastando il solo casellario giudiziario.
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Pericolosità Sociale: i requisiti della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la misura della sorveglianza speciale basata su una valutazione di pericolosità sociale. La decisione si fonda sulla lunga carriera criminale del soggetto, sulla natura lucrativa dei reati e sull'assenza di un'attività lavorativa lecita, respingendo le censure sulla motivazione del provvedimento.
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Revocazione confisca: Cassazione su autonomia presupposti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revocazione di una confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che, se la misura si fonda su un presupposto di pericolosità sociale autonomo e valido (art. 1, lett. b, D.Lgs. 159/2011), la successiva dichiarazione di incostituzionalità di un altro presupposto concorrente (lett. a) non ne determina la revoca. Il giudice della revocazione non può riesaminare nel merito i fatti già coperti da giudicato.
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