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Regolamento (UE) n. 575/2013

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Offerta al pubblico di prodotti finanziari: punito il sindaco
Un componente del collegio sindacale di una banca ha impugnato la sanzione di 100.000 euro inflitta dall'autorità di vigilanza. L'addebito riguardava una campagna sistematica di vendita di azioni proprie ai clienti, configurabile come offerta al pubblico di prodotti finanziari senza la preventiva pubblicazione del prescritto prospetto informativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione. I giudici hanno chiarito che il termine per contestare l'illecito decorre dal momento in cui l'autorità completa la complessa valutazione dei fatti, e non dalla semplice percezione materiale degli stessi. Inoltre, è stata confermata la responsabilità del sindaco per non aver vigilato sulle anomalie evidenti della campagna di vendita, escludendo la sua buona fede di fronte a chiari segnali di allarme.
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Abusivismo finanziario: Dolo da provare, non presumere
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza di arresti domiciliari per un professionista accusato di associazione a delinquere finalizzata all'abusivismo finanziario. La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione sull'elemento soggettivo del reato (il dolo), specificando che la consapevolezza dell'illiceità non può essere presunta da condotte come l'omessa dichiarazione dei redditi, che potrebbe configurare un semplice illecito fiscale. È necessaria una prova rigorosa del dolo diretto di partecipare al sodalizio criminale.
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Concessione abusiva di credito e nullità del mutuo
Un istituto di credito ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per un credito derivante da un mutuo garantito dallo Stato. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, dichiarando nullo il contratto per concessione abusiva di credito, ravvisando un concorso della banca nel reato di bancarotta semplice. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che per dichiarare la nullità non basta ipotizzare il reato, ma è necessaria una motivazione rigorosa che dimostri gli elementi oggettivi e soggettivi del concorso della banca, quale soggetto esterno, nel reato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Way out banche: il versamento non è una tassa
Una banca cooperativa ha contestato il pagamento del 20% del patrimonio netto richiesto dalla legge per la cosiddetta "way out banche", ovvero l'opzione di trasformarsi in società per azioni anziché aderire a un gruppo bancario cooperativo. La banca sosteneva che tale pagamento fosse una tassa illegittima. La Corte di Cassazione, conformandosi a una precedente pronuncia della Corte Costituzionale, ha stabilito che il versamento non è un tributo, ma il "prezzo" volontario da pagare per esercitare un'opzione alternativa vantaggiosa. Di conseguenza, ha respinto il ricorso della banca, confermando la legittimità della normativa.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: analisi
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un consigliere di amministrazione privo di deleghe di una banca. La sanzione era dovuta all'omessa indicazione nei prospetti informativi di finanziamenti concessi dalla banca ai clienti per l'acquisto di azioni proprie (c.d. "capitale finanziato"). La Corte ha rigettato il ricorso del consigliere, stabilendo che la responsabilità degli amministratori non esecutivi non è esclusa dall'assenza di deleghe. Essi hanno un dovere attivo di informarsi e vigilare sulla gestione, non potendo giustificare la propria inerzia con la sola mancanza di segnali di allarme da parte degli organi esecutivi. La decisione chiarisce i limiti e l'estensione dei doveri di vigilanza in capo a tutti i membri del CdA.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il dovere di agire
Un amministratore di un istituto di credito, privo di deleghe operative, è stato sanzionato dalla CONSOB per l'omessa indicazione nei prospetti informativi di operazioni di "capitale finanziato". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione e sottolineando la piena responsabilità dell'amministratore non esecutivo. La Corte ha stabilito che anche chi non ha ruoli operativi ha un preciso dovere di informarsi attivamente sulla gestione e sull'organizzazione aziendale, soprattutto in presenza di segnali di allarme. La sentenza ribadisce che, in materia di sanzioni amministrative, vige una presunzione di colpa, e spetta all'amministratore dimostrare di aver agito diligentemente per prevenire l'illecito.
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Responsabilità amministratore: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione dell'Autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di una banca per non aver riportato nei prospetti informativi la pratica del 'capitale finanziato'. Il ricorso, basato su presunte violazioni procedurali e sulla mancanza di conoscenza dei fatti, è stato respinto. La Corte ha ribadito l'esistenza di un dovere attivo di informazione per tutti gli amministratori e ha confermato il principio della presunzione di colpa, ponendo a carico dell'amministratore l'onere di dimostrare di aver agito senza colpa. La decisione rafforza i doveri di vigilanza all'interno degli organi societari.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La sanzione riguardava l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti di offerta al pubblico. La Corte ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore non esecutivo sussiste anche a titolo di colpa, sottolineando il suo dovere attivo di informarsi e vigilare, non potendo fare mero affidamento sulle informazioni fornite dagli organi esecutivi, specialmente in presenza di segnali di allarme.
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Responsabilità amministratore: doveri e colpa
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito per l'omissione di informazioni rilevanti nei prospetti di un aumento di capitale. La sentenza chiarisce la responsabilità amministratore, sottolineando che l'assenza di deleghe specifiche non esonera dal dovere di agire informati e di attivarsi in presenza di 'segnali di allarme'. La Corte ha ribadito che la colpa può essere desunta dalla mancata reazione a tali segnali, invertendo l'onere della prova a carico dell'amministratore.
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Responsabilità amministratore: la Cassazione conferma
Un ex Vice Presidente di una banca cooperativa ha impugnato una sanzione dell'Autorità di Vigilanza Finanziaria per aver omesso informazioni cruciali nei prospetti di un aumento di capitale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità amministratore anche se privo di deleghe esecutive. La Corte ha sottolineato il dovere di informarsi attivamente sulla gestione aziendale, specialmente in presenza di "campanelli d'allarme" come anomalie nella valutazione delle azioni e il fenomeno del "capitale finanziato".
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