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Regolamento (UE) n. 1407/2013

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Agevolazioni fiscali sisma: sgravi automatici contro vincoli UE
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato l'annullamento parziale di una cartella esattoriale a carico di una cooperativa sociale. L'ente riteneva di poter chiudere i propri debiti tributari versando solo il 10 per cento delle somme dovute, invocando i benefici per il terremoto del 1990 in Sicilia. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio. I giudici hanno chiarito che le agevolazioni fiscali sisma non operano in automatico per chi svolge attività economica. Anche le cooperative sociali possono rientrare nella nozione europea di impresa. Il giudice di merito deve accertare in concreto se l'attività sia economica e se l'aiuto rispetti i tetti del regime de minimis o copra danni diretti accertati, senza comportare sovra-compensazioni vietate dall'Unione Europea.
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Rimborso imposte sisma negato: l’onere della prova e gli aiuti di Stato
Un'imprenditrice ha chiesto il **rimborso imposte sisma** del 90% per IRPEF e IRAP versate tra il 1990 e il 1992, a seguito di eventi sismici in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. Dopo un iniziale accoglimento in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha riformato la decisione, ritenendo che l'imprenditrice non avesse provato il suo diritto. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego. Ha stabilito che l'imprenditrice non ha dimostrato il rispetto del regime *de minimis* né un nesso diretto tra i danni subiti e l'aiuto richiesto. L'autocertificazione non è stata considerata prova sufficiente in sede giurisdizionale. L'imprenditrice ha perso il ricorso.
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Rimborso imposte sisma Sicilia: stop alle imprese senza de minimis
Una contribuente attiva in ambito economico chiedeva il rimborso del 90% delle imposte IRPEF versate per il triennio 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le zone colpite dal terremoto. L'Agenzia delle Entrate negava la restituzione e impugnava le sentenze favorevoli alla donna. L'amministrazione sosteneva che l'agevolazione costituisse un aiuto di Stato vietato dall'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. I giudici hanno chiarito che il rimborso imposte sisma Sicilia per chi svolge attività economica è subordinato al rispetto del regime europeo de minimis e alla prova di non aver superato il tetto massimo di aiuti, né di aver ricevuto risarcimenti superiori ai danni subiti.
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Rimborso imposte sisma Sicilia: limiti UE e regole per imprese
Una società ha richiesto all'amministrazione finanziaria il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, invocando i benefici per il terremoto del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato l'istanza richiamando le decisioni europee contrarie agli aiuti di Stato illegittimi. I giudici tributari hanno concesso il rimborso parziale oltrepassando la soglia comunitaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il rimborso imposte sisma Sicilia per le imprese deve rispettare rigorosamente il limite del de minimis pari a 200.000 euro nel triennio, oppure richiedere la prova analitica del danno effettivo causato dalla calamità.
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Sgravi contributivi per calamità e restituzione
Un'azienda colpita dall'alluvione del 1994 ha richiesto e ottenuto rimborsi per contributi previdenziali versati in eccesso. L'ente previdenziale ha successivamente contestato la misura del beneficio economico. La normativa europea vieta infatti aiuti di Stato sproporzionati rispetto al danno reale. I giudici hanno accertato che la società ha percepito indennizzi superiori alle perdite documentate, generando un'indebita eccedenza economica. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione delle somme percepite in eccedenza. L'accesso agli sgravi contributivi per calamità non può mai superare l'ammontare effettivo del pregiudizio subito dall'impresa.
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Rimborso imposte sisma 1990: stop aiuti senza calcolo triennale
Una contribuente titolare di partita IVA richiedeva il rimborso delle tasse versate a seguito del terremoto della Sicilia orientale del 1990. I giudici tributari d'appello accoglievano la domanda, considerando l'importo richiesto inferiore alla soglia comunitaria degli aiuti di Stato. L'Agenzia delle Entrate impugnava la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando la mancata verifica complessiva dei contributi percepiti dall'impresa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Il giudice di merito non può valutare la cifra in modo isolato, ma deve conteggiare tutti i sussidi ricevuti nell'arco del triennio mobile. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame che verifichi il rispetto effettivo della disciplina sul rimborso imposte sisma 1990.
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Rimborso imposte sisma: la Cassazione smentisce il Fisco
Un imprenditore colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto un rifiuto, confermato dai giudici d'appello, ritenendo l'agevolazione un aiuto di Stato illegale e incompatibile con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'imprenditore. I giudici di legittimità hanno stabilito che il divieto europeo non è assoluto: i giudici di merito devono verificare concretamente se l'agevolazione rientri nei limiti del regime de minimis o costituisca un indennizzo compatibile per calamità naturali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame, garantendo la possibilità di ottenere il rimborso imposte sisma.
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Rimborso imposte sisma 1990: l’autocertificazione non basta
L'Azienda ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per gli anni 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le zone colpite dal terremoto del 1990 in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato la richiesta. I giudici di merito hanno inizialmente dato ragione all'Azienda, ritenendo sufficiente una sua autocertificazione per dimostrare i danni e il rispetto dei limiti europei. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che l'autocertificazione non ha valore di prova nel processo tributario. L'Azienda deve dimostrare rigorosamente il nesso tra il danno subito e il sisma, oltre al rispetto del limite mobile triennale per gli aiuti di Stato. La Cassazione ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame dei fatti.
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Rimborso imposte sisma 1990: stop all’automatismo per le imprese
Un imprenditore colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia ha chiesto il rimborso imposte sisma 1990, pretendendo la restituzione del 90% dell'Irpef e dell'Ilor versate tra il 1990 e il 1992. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso e la controversia è giunta in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che le agevolazioni fiscali per le imprese colpite da calamità costituiscono aiuti di Stato. Pertanto, il giudice di merito non può concedere il rimborso in modo automatico. Deve prima verificare se l'agevolazione rispetti i limiti del regime de minimis o se compensi solo i danni effettivi senza creare sovra-compensazioni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Terremoto 1990: stop al rimborso senza prova del regime de minimis
Gli eredi di un contribuente colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia hanno chiesto il rimborso del 90% delle imposte pagate nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato la richiesta. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che, per ottenere il rimborso, è necessario rispettare il regime de minimis europeo. La prova del rispetto della soglia massima di aiuti non può basarsi su una semplice autocertificazione, ma deve considerare l'intero triennio mobile calcolato a partire dal momento in cui l'aiuto è stato concesso (2001-2003). La sentenza d'appello è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Rimborso imposte sisma: sì della Cassazione contro i veti UE
Una Società colpita dal terremoto del 1990 in Sicilia ha chiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria non ha risposto, configurando un silenzio rifiuto. I giudici d'appello hanno negato il rimborso ritenendolo un aiuto di Stato incompatibile con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Società, stabilendo che il giudice di merito deve verificare se la somma richiesta rispetti i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di importo limitato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato la causa per un nuovo esame, confermando che il rimborso imposte sisma può essere legittimo se rientra nei limiti del regime de minimis.
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Rimborso imposte sisma 1990: il Fisco batte l’autocertificazione
Un farmacista siciliano, colpito dal terremoto del 1990, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. Dopo la sua morte, l'erede ha proseguito la causa. L'Agenzia delle Entrate ha contestato il rimborso, sostenendo che l'attività del contribuente rientrava nella nozione europea di impresa e che mancava la prova del rispetto dei limiti europei. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che per ottenere il rimborso imposte sisma 1990 è necessario verificare rigorosamente il rispetto dei limiti degli aiuti de minimis e l'effettiva sussistenza del danno subito, escludendo comunque il rimborso dell'IVA. La causa è stata quindi rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
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Agevolazioni fiscali e aiuti di Stato: stop ai condoni IVA
Una società consortile ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP e IVA del 2005, invocando la definizione agevolata prevista per le vittime del sisma del 2002 in Sicilia. I giudici di merito hanno accolto il ricorso, ritenendo l'agevolazione sempre applicabile. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata valutazione della compatibilità della misura con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che i giudici d'appello avrebbero dovuto verificare se le agevolazioni fiscali e aiuti di Stato concessi fossero compatibili con il mercato interno europeo, specialmente in materia di IVA. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Aiuti de minimis: il Fisco vince sul rimborso delle imposte
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato il diritto di un'impresa siciliana a ottenere il rimborso del novanta per cento delle imposte versate negli anni novanta a seguito di un terremoto. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente dato ragione all'impresa, ritenendo valida un'autocertificazione che attestava il rispetto dei limiti previsti per gli aiuti de minimis nel triennio 1990-1992. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che il triennio mobile da considerare per verificare il superamento della soglia di tolleranza europea non è quello del sisma, ma quello in cui l'agevolazione è stata effettivamente introdotta dalla legge, ossia il periodo 2001-2003. Di conseguenza, la prova fornita dall'impresa era errata e il rimborso è stato definitivamente negato.
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Rimborso imposte sisma 1990: no all’automatismo per le imprese
Una società di persone ha richiesto il rimborso imposte sisma 1990 per i tributi versati nel triennio 1990-1992, impugnando il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria. I giudici di merito hanno accolto la domanda della contribuente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che le imprese colpite da calamità naturali non hanno diritto automatico alle agevolazioni fiscali. Per ottenere il rimborso, l'impresa deve dimostrare il rispetto dei limiti del regime europeo de minimis o provare il nesso causale diretto tra i danni subiti e l'aiuto di Stato, escludendo sovracompensazioni. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione precedente, escludendo totalmente il rimborso dell'IVA e rinviando la causa per verificare le prove sulle imposte dirette.
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Rimborso imposte sisma 1990: il Fisco dice no, la Cassazione sì
Un lavoratore autonomo ha richiesto il rimborso del novanta per cento delle imposte pagate per il triennio 1990-1992, avendo la propria attività in una zona della Sicilia colpita dal terremoto del 1990. L'amministrazione finanziaria non ha risposto alla richiesta, configurando un silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto del contribuente al rimborso imposte sisma 1990. I giudici hanno chiarito che l'agevolazione spetta anche alle imprese, purché l'importo richiesto rispetti i limiti del regime de minimis, fissati a duecentomila euro a livello europeo. Nel caso specifico, la somma era ampiamente inferiore alla soglia e il contribuente ha fornito prove adeguate del proprio diritto.
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Rimborso imposte sisma: no all’automatismo per i professionisti
Un lavoratore autonomo, colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia, ha chiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Agenzia delle Entrate non ha risposto, generando un silenzio-rifiuto. I giudici di merito hanno accolto la domanda del contribuente. La Corte di Cassazione ha però accolto il ricorso dell'ufficio finanziario. La Corte ha stabilito che la disciplina sul rimborso imposte sisma per i lavoratori autonomi, assimilati alle imprese dal diritto europeo, non è automatica. Anche se la somma richiesta è modesta, il contribuente deve dimostrare il rispetto dei limiti previsti dal regolamento europeo sugli aiuti di Stato di modesta entità. La sentenza è stata cassata con rinvio per verificare questi requisiti.
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Rimborso imposte sisma Sicilia: stop della Cassazione alle imprese
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza che riconosceva a una società siciliana il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, a seguito del terremoto del 1990. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che le agevolazioni per le imprese costituiscono aiuti di Stato. Di conseguenza, il diritto al Rimborso imposte sisma Sicilia è subordinato al rispetto del limite de minimis o alla prova del nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto, evitando sovracompensazioni. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia per verificare se la società rispetti effettivamente questi requisiti europei.
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Aiuti di Stato: sconti INAIL revocati se c’è sovracompensazione
Un'impresa colpita dall'alluvione del 1994 chiedeva il rimborso dei premi assicurativi versati in eccesso all'INAIL, invocando la riduzione al dieci per cento prevista dalla legge. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ordinando la restituzione di quanto già percepito. I giudici hanno accertato che l'impresa aveva già ottenuto altri indennizzi e finanziamenti agevolati, superando la soglia massima consentita ed escludendo il diritto a ulteriori agevolazioni per evitare una sovracompensazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che i finanziamenti a tasso agevolato costituiscono un vantaggio economico da calcolare nel cumulo dei benefici. Di conseguenza, le agevolazioni che superano il danno effettivo si configurano come aiuti di Stato incompatibili con il mercato europeo e devono essere restituite.
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Agevolazioni tributarie sisma: stop ai rimborsi automatici
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a una società commerciale il rimborso delle imposte versate per il triennio 1990-1992 a seguito del terremoto in Sicilia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le agevolazioni tributarie sisma concesse alle imprese costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato europeo, a meno che non rispettino i limiti del regime de minimis o compensino danni effettivi e diretti senza sovra-compensazioni. La prova di tali requisiti spetta al contribuente. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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