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Regolamento delegato (UE) 2015/2446

9 provvedimenti

Origine doganale: la lavorazione a freddo basta?
Una società importava tubi in acciaio dall'India. L'Agenzia delle Dogane, ritenendo l'origine cinese, applicava dazi antidumping. La Cassazione, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che anche una lavorazione a freddo può conferire una nuova origine doganale al prodotto, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame basato sul principio della trasformazione sostanziale, non solo sul cambio di voce doganale principale.
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Dazio antidumping e origine merci: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso di dazio antidumping applicato a tubi di acciaio. La controversia verte sull'origine delle merci (indiana o cinese) a seguito di lavorazione. La Corte ha ritenuto necessario acquisire le osservazioni delle parti su una recente e rilevante sentenza della Corte di Giustizia UE prima di emettere un giudizio finale, garantendo il pieno contraddittorio sulla questione.
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IVA all’importazione e contrabbando: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43140/2024, ha stabilito che l'evasione dell'IVA all'importazione costituisce il reato di contrabbando. Il caso riguardava una società che aveva importato merce sottostimandone il valore per pagare meno imposte. La Corte ha qualificato l'IVA all'importazione come un 'diritto di confine', la cui evasione giustifica il sequestro preventivo della merce finalizzato alla confisca, rigettando la tesi difensiva che la considerava un mero tributo interno.
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Royalties valore doganale: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate a un licenziante, anche se diverso dal venditore, devono essere incluse nel valore doganale delle merci importate se rappresentano una 'condizione di vendita' implicita. La sentenza analizza il caso di un importatore di abbigliamento di marca, chiarendo che il controllo esercitato dal titolare del marchio sulla produzione e commercializzazione è decisivo per determinare l'inclusione delle royalties valore doganale, anche secondo il nuovo Codice Doganale dell'Unione.
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Valore in dogana: royalties e condizione di vendita
La Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per un marchio devono essere incluse nel valore in dogana dei beni importati se il licenziante esercita un controllo sulla produzione, anche se non è il venditore diretto. Questo controllo rende il pagamento delle royalties una condizione implicita della vendita, essenziale per determinare il corretto valore in dogana.
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Valore in dogana: royalties come condizione di vendita
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32621/2024, ha stabilito che le royalties pagate per l'utilizzo di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci importate se il loro pagamento costituisce una 'condizione di vendita', anche implicita. Nel caso esaminato, una società di abbigliamento importava prodotti e pagava royalties a una terza entità titolare del marchio. La Corte ha ritenuto che, sulla base del contratto di licenza, l'acquisto e la commercializzazione dei beni fossero inscindibilmente legati al pagamento delle royalties, confermando così la legittimità dell'accertamento dell'Agenzia delle Dogane che ne richiedeva l'inclusione nel valore imponibile.
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Royalties valore doganale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32617/2024, ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio su merci importate devono essere incluse nel valore doganale se il pagamento è una "condizione di vendita", anche implicita. Nel caso esaminato, un importatore di abbigliamento di un noto marchio non aveva incluso le royalties nel valore dichiarato. La Corte ha dato ragione all'Agenzia delle Dogane, ritenendo che il controllo del licenziante sulla qualità e produzione dei beni, volto a tutelare l'immagine del marchio, fosse sufficiente a configurare tale condizione. È stato inoltre respinto l'argomento del giudicato esterno, poiché ogni importazione costituisce un'obbligazione doganale autonoma.
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Valore doganale e royalties: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate da un importatore a un terzo licenziante devono essere incluse nel valore doganale delle merci se il pagamento è una 'condizione di vendita', anche implicita. La Corte ha ritenuto che un controllo significativo del licenziante sulla produzione e sulla tutela dell'immagine del marchio è sufficiente a dimostrare tale condizione, rendendo le royalties parte integrante del valore della transazione. È stato inoltre negato l'effetto vincolante di una precedente sentenza (giudicato esterno) poiché ogni dichiarazione doganale è un atto impositivo autonomo.
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Valore in dogana e royalties: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per includere le royalties nel valore in dogana delle merci importate. Con la sentenza 32597/2024, si stabilisce che il pagamento è una 'condizione di vendita' quando il licenziante esercita un controllo, anche indiretto, sulla produzione o vendita, a prescindere da un legame diretto con il venditore. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva escluso tale inclusione, rinviando per una nuova valutazione basata su un'analisi sostanziale degli accordi contrattuali.
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