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Regolamento (CE) n. 69/2001

23 provvedimenti

Regime de minimis e sanzioni: la Cassazione boccia le scuse
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per il superamento del limite triennale degli aiuti di Stato previsti dal Regime de minimis nei periodi d'imposta 2003-2005, chiedendo il recupero dell'IRAP, interessi e sanzioni. L'Azienda ha difeso la propria posizione sostenendo che la nuova disciplina europea del 2007 avesse elevato il tetto ad euro 200.000,00 e che vi fosse comunque un'obiettiva incertezza normativa idonea ad annullare le sanzioni. La Corte di Cassazione ha accolto integralmente il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che le nuove soglie comunitarie non hanno effetto retroattivo per le annualità precedenti. Inoltre, l'indebita fruizione di un'agevolazione incide direttamente sul calcolo dell'imposta, rendendo inapplicabile la causa di non punibilità per le violazioni innocue. L'Azienda è stata condannata al pagamento di imposte, sanzioni e spese di lite.
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Aiuti de minimis: il vecchio limite blocca la nuova esenzione
L'Azienda ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria recuperava a tassazione l'IRAP non versata nel 2006. La società aveva usufruito di un'esenzione di centomila euro, ma l'ufficio contestava il superamento del limite triennale per gli aiuti de minimis previsto dal Regolamento europeo allora vigente. L'Azienda sosteneva l'applicabilità del nuovo regolamento, entrato in vigore nel 2007, che raddoppiava la soglia a duecentomila euro, poiché la dichiarazione dei redditi era stata presentata nel 2007. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diritto all'agevolazione sorge nell'anno d'imposta di riferimento (2006) e non in quello di presentazione della dichiarazione. Di conseguenza, si applica il vecchio limite e l'Azienda deve pagare le imposte e le sanzioni.
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Revoca dei contributi pubblici: scontro sul calcolo del debito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un Ente Regionale contro la decisione che aveva ridotto l'importo da recuperare a seguito della revoca dei contributi pubblici concessi a una Società Beneficiaria. La controversia riguardava l'errata quantificazione delle somme da restituire dopo la scoperta di irregolarità di fatturazione. La Corte d'Appello aveva detratto l'intero valore di una fattura contestata anziché applicare la percentuale del 60% prevista dalla regola de minimis per i finanziamenti all'imprenditoria femminile. La Suprema Corte ha chiarito che la detrazione doveva limitarsi alla quota effettiva del contributo pubblico e non all'intero importo del documento fiscale. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per ricalcolare il debito residuo della società e valutare le altre irregolarità precedentemente trascurate.
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Rimborso Sisma e Aiuti De Minimis: Vittoria per errore di calcolo
Un contribuente, vittima del sisma in Sicilia del 1990, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate, come previsto da una legge successiva. La sua domanda è stata respinta per dubbi sul rispetto delle soglie europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio chiave sul **rimborso sisma e aiuti de minimis**: il triennio per verificare il superamento della soglia non parte dagli anni d'imposta, ma dal momento in cui la legge ha concesso il beneficio (2001-2003). La sentenza precedente è stata annullata perché basata su un calcolo errato del periodo di riferimento. Il caso torna al giudice per una nuova valutazione.
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Sgravi contributivi: l’onere della prova all’impresa
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare la legittimità degli sgravi contributivi spetta esclusivamente all'impresa beneficiaria. La controversia riguardava il recupero di somme da parte dell'ente previdenziale per contratti di formazione e lavoro. I giudici di merito avevano erroneamente attribuito all'ente l'onere di dimostrare l'inesistenza del credito. La Suprema Corte ha invece chiarito che il datore di lavoro deve documentare il possesso dei requisiti e che, per il regime de minimis, occorre considerare la somma di tutti gli aiuti ricevuti nel triennio.
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Aiuti de minimis: guida al calcolo del triennio
Una società operante nel settore edile ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per gli anni 1991-1992, invocando le agevolazioni per il sisma in Sicilia. La controversia si è focalizzata sul rispetto della soglia degli Aiuti de minimis. La Corte di Cassazione ha stabilito che il triennio mobile per verificare il superamento dei limiti non coincide con gli anni d'imposta originari, né con quelli della domanda di rimborso, ma decorre dal momento in cui sorge il diritto all'aiuto (2001-2003). Poiché l'impresa ha fornito un'autocertificazione relativa a un triennio errato, il ricorso è stato respinto.
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Aiuti de minimis: regole e sanzioni tributarie
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una società che aveva fruito di un'esenzione IRAP regionale considerata aiuto di Stato incompatibile. La Corte ha stabilito che il superamento della soglia degli Aiuti de minimis comporta la perdita totale del beneficio e non solo della quota eccedente. Tuttavia, la sentenza è stata cassata con rinvio poiché il giudice d'appello non si era pronunciato su alcuni rilievi fiscali specifici e non aveva applicato il principio del favor rei in merito alle sanzioni tributarie più favorevoli introdotte durante il giudizio.
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Onere della prova aiuti di Stato: chi deve dimostrare?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2988/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di sgravi contributivi qualificabili come aiuti di Stato. La Corte ha chiarito che l'onere della prova aiuti di Stato, ovvero dimostrare la sussistenza dei requisiti per beneficiare legittimamente delle agevolazioni, inclusi i limiti della regola 'de minimis', grava interamente sull'impresa beneficiaria e non sull'ente che eroga o contesta l'aiuto. La decisione ribalta la sentenza di merito che aveva erroneamente addossato tale onere all'Ente Previdenziale.
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Esenzione ICI aiuti di Stato: la Cassazione decide
Un comune ha contestato l'esenzione ICI concessa a un istituto religioso per la sua attività scolastica. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione precedente, stabilendo che il caso deve essere rivalutato alla luce delle normative europee sugli aiuti di Stato. La questione è stata rinviata al giudice di merito per verificare se l'attività scolastica possa essere considerata economica e se l'eventuale beneficio fiscale rientri nei limiti della regola 'de minimis', ridefinendo il confine tra esenzione ICI e aiuti di Stato.
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Esenzione ICI enti non commerciali e aiuti di Stato
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'esenzione ICI per gli enti non commerciali in caso di immobili ad uso promiscuo. Con una sentenza innovativa, pur confermando l'impossibilità di un'esenzione parziale per l'annualità 2011, cassa con rinvio la decisione di merito. La Corte ordina una nuova valutazione alla luce del diritto europeo sopravvenuto sugli aiuti di Stato, imponendo la verifica del rispetto della regola 'de minimis'. Questo principio potrebbe salvare dalla tassazione gli enti il cui beneficio fiscale non supera una determinata soglia triennale.
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Esenzione ICI enti non commerciali: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'esenzione ICI per un ente ecclesiastico che gestisce una scuola paritaria. La Corte ha stabilito che una retta che copre il 64% dei costi di gestione non può essere considerata simbolica, negando così il carattere non commerciale dell'attività. La sentenza, inoltre, cassa con rinvio la decisione precedente, imponendo al giudice di merito di verificare la compatibilità dell'esenzione con la normativa europea sugli aiuti di Stato, inclusa l'applicazione della regola 'de minimis', il cui onere probatorio ricade sul contribuente.
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Esenzione ICI immobili misti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1034/2026, ha stabilito che l'esenzione ICI immobili misti per l'anno 2011 non è applicabile se un immobile, catastalmente unitario, è utilizzato sia per attività di culto che per attività commerciali (nel caso, una 'casa per ferie'). La Corte ha chiarito che il requisito dell'uso 'esclusivo' era inderogabile sotto il regime ICI. La sentenza precedente, che concedeva un'esenzione parziale, è stata annullata. Il caso è stato rinviato per verificare se l'agevolazione fiscale possa rientrare nella regola europea degli aiuti di Stato 'de minimis'.
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Esenzione ICI enti non commerciali: le nuove regole
Un ente non commerciale si è visto negare l'esenzione ICI per un immobile parzialmente concesso in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha annullato la precedente decisione. Il caso è stato rinviato per verificare se il rapporto contrattuale, la natura non commerciale delle attività e il rispetto della soglia 'de minimis' per gli aiuti di Stato giustifichino l'esenzione ICI per enti non commerciali.
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Esenzione ICI enti non commerciali: la Cassazione
Un ente non commerciale, proprietario di un immobile, ne concedeva una porzione in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche a fronte di un canone annuo irrisorio. Il Comune negava l'esenzione ICI, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione, a fronte di una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha cassato la precedente sentenza. Ha rinviato la causa al giudice di merito per verificare se l'esenzione rientri nei limiti del regime "de minimis" e per accertare la natura del contratto (locazione o comodato) e la non commercialità delle attività svolte. La decisione sottolinea l'importanza di conformarsi al diritto unionale in materia di aiuti di Stato anche per le agevolazioni fiscali nazionali.
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Esenzione ICI e Aiuti di Stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra una congregazione religiosa e un'amministrazione comunale riguardo all'esenzione ICI per un immobile adibito a casa per ferie. La Corte ha cassato le precedenti sentenze, introducendo il principio fondamentale che l'esenzione ICI, se concessa per un'attività di natura economica, configura un Aiuto di Stato. Ha quindi disposto un nuovo esame del caso che dovrà verificare la natura commerciale dell'attività e l'eventuale applicazione della regola europea 'de minimis', che esenta dal recupero gli aiuti di importo limitato.
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Esenzione ICI enti non profit: la regola de minimis
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'esenzione ICI per gli enti non profit. Un istituto religioso si era visto negare l'esenzione per le sue attività didattiche e ricettive, considerate di natura commerciale. La Suprema Corte, pur confermando che le rette percepite non erano 'simboliche', ha cassato la sentenza per un motivo dirimente: la mancata verifica della regola 'de minimis' sugli aiuti di Stato. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per accertare se il beneficio fiscale, pur qualificabile come aiuto di Stato, rientri nella soglia consentita dalla normativa europea, salvaguardando così l'esenzione.
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Aiuti di Stato de minimis: nuova regola per l’ICI
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una congregazione religiosa a cui era stata negata l'esenzione ICI per attività ricettive e didattiche. Pur respingendo i motivi iniziali del ricorso, la Corte ha cassato la sentenza precedente per l'applicazione di una nuova normativa europea. Il caso è stato rinviato per verificare se l'esenzione rientri negli aiuti di Stato de minimis, spostando l'onere della prova sul contribuente per dimostrare di non superare la soglia di aiuto consentita.
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Aiuti di Stato de minimis: soglia o franchigia?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5122/2024, chiarisce la natura della regola sugli aiuti di Stato de minimis. Una società aveva artificialmente ridotto la base imponibile per beneficiare di un'agevolazione IRAP senza superare il tetto di 100.000 euro. La Corte ha stabilito che tale soglia non è una franchigia, ma un limite assoluto: se l'aiuto potenziale la supera, l'intera agevolazione è illegittima e deve essere recuperata, non solo la parte eccedente.
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Aiuti di Stato: rimborso tasse sisma e onere prova
Due imprenditori, colpiti da un sisma, hanno richiesto un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale rimborso rientra negli aiuti di Stato, soggetti alle regole europee "de minimis". La Corte ha annullato la decisione precedente, affermando che spetta al contribuente, e non al giudice, l'onere della prova di non aver superato le soglie di aiuto consentite. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Rimborso de minimis: onere della prova per gli aiuti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente, professionista operante in una zona colpita da calamità naturale, che richiede un rimborso fiscale qualificabile come aiuto di Stato, deve provare di rientrare nella regola del 'de minimis'. Non è sufficiente che l'importo richiesto sia basso; il contribuente ha l'onere di dimostrare di non aver ricevuto altri aiuti pubblici nel triennio di riferimento che, sommati, superino la soglia consentita. La mancanza di tale prova, anche tramite autocertificazione, ha portato al rigetto del ricorso e alla negazione del rimborso de minimis.
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