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Reg. UE n. 952/2013 (CDU)

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Valore in dogana: commissioni, royalties e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33021/2024, ha stabilito importanti principi sul calcolo del valore in dogana. Ha accolto il ricorso di un'azienda riguardo l'esclusione delle commissioni d'acquisto, rinviando alla corte di merito per una nuova valutazione. Ha inoltre affermato la necessità di applicare il principio di proporzionalità per le sanzioni, anche disapplicando la norma nazionale se in contrasto con il diritto UE. I motivi relativi a costi di assistenza tecnica e royalties sono stati invece rigettati.
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Valore in dogana: la Cassazione su royalties e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32989/2024, interviene sulla determinazione del valore in dogana delle merci importate. Il caso riguarda una multinazionale del settore abbigliamento sportivo a cui l'Agenzia delle Dogane aveva contestato l'omessa inclusione di costi per commissioni, assistenza tecnica e royalties. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza precedente con rinvio. Ha stabilito che il giudice di merito dovrà verificare se le commissioni corrisposte a una società del gruppo fossero vere 'commissioni d'acquisto' (escluse dal valore in dogana) o di intermediazione. Ha invece confermato l'inclusione delle royalties, ritenendo sufficiente un potere di controllo di fatto del licenziante sul produttore. Fondamentale, infine, l'accoglimento del motivo sulla sanzione, giudicata sproporzionata: i giudici dovranno applicare il principio di proporzionalità di matrice europea, disapplicando la norma interna se necessario.
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Royalties valore doganale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32617/2024, ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio su merci importate devono essere incluse nel valore doganale se il pagamento è una "condizione di vendita", anche implicita. Nel caso esaminato, un importatore di abbigliamento di un noto marchio non aveva incluso le royalties nel valore dichiarato. La Corte ha dato ragione all'Agenzia delle Dogane, ritenendo che il controllo del licenziante sulla qualità e produzione dei beni, volto a tutelare l'immagine del marchio, fosse sufficiente a configurare tale condizione. È stato inoltre respinto l'argomento del giudicato esterno, poiché ogni importazione costituisce un'obbligazione doganale autonoma.
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Valore in dogana: quando le royalties sono incluse
La Cassazione chiarisce che per determinare il valore in dogana delle merci importate, si devono includere le royalties pagate al titolare del marchio se quest'ultimo esercita un controllo, anche indiretto, sulla produzione. L'analisi delle clausole contrattuali è decisiva per stabilire se il pagamento sia una 'condizione di vendita', a prescindere da un mero controllo qualità.
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Valore doganale: royalties e sanzioni sproporzionate
Una multinazionale dell'abbigliamento sportivo e il suo spedizioniere contestavano un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Dogane che rettificava il valore doganale delle merci importate, includendo costi per royalties, commissioni e sviluppo, e irrogando sanzioni per oltre 7 milioni di euro. La Corte di Cassazione ha stabilito che i diritti di licenza vanno inclusi nel valore doganale se rappresentano una 'condizione della vendita', mentre le commissioni d'acquisto vanno escluse. Ha inoltre annullato le sanzioni, ritenendole sproporzionate e affermando il principio che il giudice deve disapplicare la norma interna per garantire la proporzionalità richiesta dal diritto UE. Infine, ha escluso la responsabilità dello spedizioniere per l'IVA all'importazione.
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