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R.D. n. 639/1910, art. 3

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Rimborso spese socio-sanitarie: onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che un comune, per ottenere il rimborso spese socio-sanitarie da un'Azienda Sanitaria Provinciale, deve dimostrare di aver seguito scrupolosamente la procedura prevista dalla legge, inclusa la tempestiva notifica del ricovero dell'assistito. La mera erogazione del servizio e l'emissione di fatture non sono sufficienti a fondare il diritto al rimborso, poiché l'ente che agisce per il pagamento ha l'onere di provare i fatti costitutivi della propria pretesa.
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Rimborso spese sanitarie: onere della prova del Comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13994/2023, ha chiarito che il diritto di un Comune al rimborso spese sanitarie da parte dell'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) per il ricovero di anziani non autosufficienti non è automatico. Il Comune, agendo come attore sostanziale nel giudizio di opposizione a ingiunzione, ha l'onere di provare non solo l'erogazione del servizio, ma anche il rigoroso rispetto di tutti i presupposti procedurali previsti dalla legge regionale, come la tempestiva notifica del ricovero all'ASP. La mera prestazione del servizio non è sufficiente a fondare il diritto al rimborso.
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Aiuti comunitari agricoltura: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un agricoltore contro la revoca di un contributo. La decisione si fonda sul mancato superamento della presunzione derivante dal possesso di una partita IVA per attività non agricola. Si chiarisce che, in tema di aiuti comunitari in agricoltura, l'onere di provare la sussistenza dei requisiti richiesti dal bando grava sul beneficiario.
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Arricchimento ingiustificato e contratto P.A. nullo
Una ditta individuale, dopo aver ricevuto un'ingiunzione di pagamento da un Comune per la fornitura di acqua, si vedeva annullare il contratto in appello per difetto di forma scritta. Tuttavia, la Corte d'Appello condannava comunque la ditta a pagare un indennizzo basato sul principio di arricchimento ingiustificato (art. 2041 c.c.). La Corte di Cassazione, investita della questione, ha ritenuto il caso di particolare importanza giuridica, rinviando la decisione a una pubblica udienza per chiarire la sussidiarietà dell'azione di arricchimento e le modalità di quantificazione del dovuto in assenza di contratto.
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Quietanza di pagamento: vale con assegni postdatati?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'erogazione di contributi pubblici, la quietanza di pagamento rilasciata dal fornitore è prova sufficiente della spesa, anche se il pagamento è avvenuto con assegni postdatati e incassati dopo la scadenza del termine di rendicontazione. La revoca del contributo da parte dell'ente pubblico è stata pertanto ritenuta illegittima, in quanto la presentazione della dichiarazione liberatoria del creditore basta a dimostrare l'adempimento dell'onere documentale richiesto.
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Procura società estinta: ricorso inammissibile
Una società, dopo essere stata condannata a restituire una somma a un ente pubblico, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, il ricorso è stato depositato dopo che la società era stata cancellata dal registro delle imprese. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa dell'invalidità della procura società estinta, poiché conferita da un soggetto giuridicamente non più esistente, condannando l'avvocato al pagamento delle spese processuali.
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